sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 12:21
13 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 12:17

Terremoto, Marini: «Sfollati saranno meno di 500. Ecco come funzionerà la ricostruzione»

La presidente fa il punto in Consiglio regionale: «Smontate le tende a Castelluccio, campi a Norcia e San Pellegrino. Chi ha seconde case deve metterle a posto». Passa risoluzione bipartisan

Terremoto, Marini: «Sfollati saranno meno di 500. Ecco come funzionerà la ricostruzione»
Catiuscia Marini in Consiglio regionale

di Ivano Porfiri

«In Umbria non ci sono feriti e vittime non solo per il caso o la Divina provvidenza, ma per l’opera dell’uomo messa in atto dal 1979 ad oggi che non riguarda solo le ricostruzioni, ma anche la legislazione ordinaria sulle costruzioni in aree sismiche, le scelte fatte su scuole e ospedali». Parte da questo assunto la relazione che la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, ha esposto a braccio, per circa 40 minuti, davanti al Consiglio regionale. Una chiave di lettura per dire che «non si può paragonare l’Umbria al Giappone o alla California, perché qui non possiamo edificare senza tenere conto del patrimonio storico-artistico, che è altrettanto importante della sicurezza. Per cui il lavoro, che ci vedrà in campo nella ricostruzione, deve essere quello della progressiva e costante messa in sicurezza dell’esistente, giorno dopo giorno, anno dopo anno».

TUTTO SUL TERREMOTO

Fase di emergenza La presidente ha puntualizzato che «siamo ancora nella fase di emergenza, tanto che non abbiamo ancora definito i comuni ricompresi nel “cratere del sisma”, attendiamo i dati della protezione civile nazionale». Ciò vuol dire che Norcia, Cascia, Preci e Monteleone potrebbero non essere gli unici a beneficiare del blocco delle tasse e dei sostegni alla ricostruzione. «Assistiamo – spiega Marini – circa 1.069 persone in Umbria su 4.400 delle quattro regioni coinvolte. Sono quelle che hanno abbandonato la propria abitazione che non necessariamente sono inagibili». I sopralluoghi sono partiti e, in Umbria, possono contare su circa cento tecnici certificati. «Non c’è un dato specifico ancora degli sfollati – ha precisato – ma presumiamo saranno sotto i 500. Gli altri potranno rientrare nelle loro abitazioni dichiarate agibili».

Fase transitoria Marini ha sottolineato come «le tende servono solo in questa primissima fase. A Castelluccio sono già state smontate con ricollocamento negli edifici agibili. Le soluzioni, in attesa della ricostruzioni, come noto, sono l’autonoma sistemazione con contributi per l’affitto e l’allestimento di campi con moduli abitati provvisori. Decidono i comuni, ma presumibilmente avremo due campi: a Norcia capoluogo e San Pellegrino. Per agricoltori o allevatori sono previsti moduli nei pressi delle aziende. In parallelo, è stato avviato un percorso a tutela del patrimonio storico-artistico, che spesso è identitario dei nostri paesi».

Sistema Umbria ha retto Davanti ai consiglieri, la governatrice ha ripercorso tutte le tappe dell’emergenza sottolineando che «il sistema di protezione civile ha funzionato, gestendo questa fase in autosufficienza per non gravare sul sistema nazionale, pesantemente sovraesposto in altre regioni». Elogiata la «collaborazione costante» con prefetto e forze che fanno capo a organi dello Stato «in primis con i vigili del fuoco». Marini ha definito poi «prezioso» il lavoro dei sindaci e ha elogiato i «3.200 volontari formati e preparati a gestire l’emergenza». «È evidente – ha rimarcato – l’importanza dell’eredità del sisma del ’97 sul sistema di protezione civile, le associazioni di volontariato e i comuni che si sono dotati delle aree attrezzate. Fin da subito abbiamo così potuto aprire la sala regionale di protezione civile di Foligno coordinando soggetti pronti, bypassando una burocrazia che a volte frena gli interventi».

Ricostruzione e seconde case Guardando avanti, Marini ha anticipato che il governo varerà un provvedimento quadro coi principi sulla ricostruzione, per mettere in sicurezza i centri abitati e intervenire sul patrimonio storico-artistico, specificando che «il confronto su questo è stato già avviato con le altre Regioni». «Sulla ricostruzione al governo diciamo: il tema non sia solo quello delle prime case, ma anche delle seconde. Girando per i comuni colpiti viene fuori come alcuni degli elementi di insicurezza siano venuti da edifici considerati non prioritari nella ricostruzione del ’97. I proprietari delle seconde case devono essere incentivati, ma anche un po’ obbligati a metterle in sicurezza. Castelluccio è “zona rossa” essenzialmente per case non ristrutturate: altre abitazioni e strutture ricettive sono non hanno subito gravi danni». Per quanto riguarda la fase operativa della ricostruzione, «nei prossimi giorni incontreremo il commissario. Non ci sarà un modello, ma l’Umbria ha fatto scuola con il Durc e l’Emilia con la “white list” delle imprese. I principi saranno: trasparenza, merito della qualità delle imprese sia per interventi pubblici che privati. Io mi auguro che l’esperienza “privato su privato” e “pubblico su pubblico” sia ripetuto, con il privato che quindi si sceglie l’impresa poi pagata con i fondi pubblici». A tal proposito concorreranno i soldi delle donazioni, tra cui quelli degli sms solidali e anche i circa 60 mila euro raccolti dal conto corrente attivato dalla Regione.

Imprese Parlando delle attività produttive, poi, oltre alle misure già prese «va predisposto – secondo Marini – un pacchetto specie per i due settori perno della Valnerina: le aziende agroalimentari (che tuttavia non hanno subito gravi danni alle strutture) e soprattutto per il settore turistico: le strutture sono quasi tutte agibili, ma subiscono il contraccolpo della paura, con danni anche fuori dalla zona colpita per via della inevitabile sovraesposizione mediatica. Abbiamo quindi chiesto al governo azioni mirate per rimettere in moto il più velocemente possibile la macchina produttiva e ammortizzatori sociali attivi su tutta la Regione. Mentre lo stop alle tasse riguarderà solo i comuni del cratere».

Ok risoluzione Dopo le comunicazioni della presidente, l’Assemblea legislativa ha approvato con 16 voti favorevoli e l’astensione dei consiglieri del Movimento 5 Stelle, la proposta di risoluzione, firmata dai gruppi Partito democratico, Socialisti e Riformisti, Forza Italia, Ricci presidente, Lega nord e Fratelli d’Italia, che esprime apprezzamento per l’operato della Giunta e contiene indicazioni per una veloce e trasparente ricostruzione, per il sostegno all’economia del territorio e per la tutela dei beni culturali.

Interventi dei consiglieri Per Claudio Ricci «in Umbria l’emergenza è stata gestita bene. Ora servono atti legislativi efficaci, efficienti e con velocità attuativa. Semplificare e autocertificare sono le parole chiave». Anche secondo Silvano Rometti (SeR): “la risposta all’emergenza è stata rapida, l’Umbria ha fatto una bella figura. Ora dobbiamo inserire nel provvedimento nazionale le nostre esperienze positive. Questo ci consentirà di fare i nostri provvedimenti in linea con i bisogni del territorio». Marco Squarta (Fd’I) pur considerando «positiva la gestione dell’emergenza» chiede «una ricostruzione che sia d’esempio e controlli anti-infiltrazione mafiosa». Andrea Liberati (M5s) chiede «non migliorie, ma adeguamenti sismici. Controlli sui cantieri, non di tipo amministrativo. No al massimo ribasso ma investire su sicurezza e prevenzione. Leggiamo di migliorie fatte sugli edifici ma sono cosa diversa dagli adeguamenti antisismici. Dobbiamo sapere quali edifici pubblici sono stati sottoposti ad adeguamenti e quali a migliorie, se l’analisi di vulnerabilità è stata fatta o no». Giacomo Leonelli (Pd) vuole «trasparenza delle procedure per una ricostruzione seria e di qualità. Scelte che guardino alla salvaguardia della densità abitativa, sia a livello sociale che economico». Per Emanuele Fiorini (Lega) «vanno accelerati i tempi, i sette mesi previsti dal commissario Errani per le casette di legno rappresentano un tempo troppo lungo». Raffaele Nevi (FI) considera «importante mettere a disposizione delle famiglie, nel più breve tempo possibile, le casette di legno, collocandole in prossimità del luogo precedentemente abitato». Andrea smacchi (Pd) propone di lanciare il «progetto ‘Casa Umbria’ prevedendo un apposito fondo per quanto riguarda la prevenzione del rischio sismico e idrogeologico, parliamo dell’1 per cento del bilancio nazionale, e nel nostro bilancio 25 milioni di euro sarebbero un segnale rispetto al passato».

Marini controreplica Catiuscia Marini, nella replica ha spiegato che «la tempistica massima, quella dei 7 mesi, dipende dalla presenza o meno di aree urbanizzate. Il tema dei moduli è successivo alla fase transitoria. Una parte dei moduli del 1997 sono stati demoliti perché non più idonei all’utilizzo da parte della protezioni civile. Per alcune famiglie questi moduli saranno la casa per 2, 3 o anche 4 anni e quindi va fornita una soluzione meno precaria possibile. È stata fatta una gara nel mese di maggio per la fornitura di nuovi moduli abitativi. Ogni esperienza di ricostruzione è diversa dalle altre. Paragonare i terremoti è sbagliato, anche se ci sono state esperienze di gestione dell’emergenza buone e altre negative. Abbiamo un bagaglio tecnico di grande valore di cui fare tesoro. Bisogna sburocratizzare senza rinunciare alla sicurezza, responsabilizzando i tecnici e le imprese. Il commissario sta lavorando su una ‘white list’ delle imprese, basata sulla qualità. Considero molto positivo che un Governo abbia posto alle Regioni la possibilità di far procedere strumenti ordinari insieme alla ricostruzione. Il cantiere ‘Casa Italia’ me lo immagino come un cantiere ordinario, un programma pluriennale e stabile».

Porzi: «Atto di responsabilità» «È un atto che dimostra grande responsabilità e maturità il voto con il quale oggi l’Assemblea legislativa, con larga maggioranza e due astensioni, ha approvato la proposta di risoluzione bipartisan che definisce alcune linee di indirizzo da seguire per affrontare l’emergenza terremoto e la successiva ricostruzione. Le popolazioni dei territori colpiti e le forze sociali ed economiche sicuramente accoglieranno questo significativo atto guardando al futuro con ancora maggiore fiducia». Così la presidente dell’Assemblea legislativa, Donatella Porzi, commenta l’esito della seduta d’Aula.

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  • giovanni

    « Castelluccio è “zona rossa” essenzialmente per case non ristrutturate: altre abitazioni e strutture ricettive sono non hanno subito gravi danni».
    Precisazione: Castelluccio è “zona rossa” poiché il P.I.R. (Piano Integrato di Recupero) realizzato a seguito degli eventi sismici del 1997, che prevedeva la ristrutturazione di tutti i fabbricati non ancora riparati a seguito del terremoto del 1979, è stato approvato “soltanto” nel 2016 e non ancora finanziato.

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