venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 01:48
7 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 12:52

Terremoto, Marini: «Presto tutti fuori dalle tende, campi con casette a Norcia e San Pellegrino»

La presidente a Umbria24 dopo primi disagi: «Case in affitto per il medio periodo, sfollati con inagibilità meno di 500». Zone rosse, si accelera per eliminarle con messa in sicurezza

Terremoto, Marini: «Presto tutti fuori dalle tende, campi con casette a Norcia e San Pellegrino»
Marini, Curcio ed Errani a Castelluccio (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

«Le tende sono una misura per l’emergenza immediata e nessuno a Norcia e dintorni può trascorrerci l’inverno, l’indicazione della protezione civile e del governo è tassativa. Le soluzioni di medio e lungo periodo sono, rispettivamente, autonoma sistemazione con contributo affitti e realizzazione dei campi con edilizia prefabbricata, che potremmo predisporre soltanto quando il numero degli sfollati con casa inagibile sarà definito con certezza dai sopralluoghi. Un campo con moduli abitativi sarà allestito a Norcia e un altro molto probabilmente a San Pellegrino».

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Tende e sfollati Così a Umbria24 la presidente Catiuscia Marini a due settimane esatte dal terremoto del 24 agosto ma soprattutto nel bel mezzo dell’assaggio di autunno servito a Norcia e dintorni con raffiche di vento a 60 chilometri orari (fonte Umbria meteo) e temperature anche sotto i dieci gradi che spaventano, al pari delle scosse di magnitudo tra 2 e 3,2 che continuano a essere avvertite: «L’obiettivo è far uscire molto rapidamente le persone dalle tende per questo – spiega – già da oggi (mercoledì, ndr) col sindaco Nicola Alemanno inizieremo una serie di incontri con la cittadinanza per spiegare soluzioni e percorsi individuati». Attualmente nei campi di accoglienza e tendopoli alloggiano 1.111 persone (in base al dato comunicato martedì pomeriggio dalla Prociv) tra loro persone che hanno casa inagibile o agibile ma in zona rossa, oltre a chi ha paura delle scosse e per ora di rientrare in casa non se la sente. «Le soluzioni abitative di medio e lungo periodo – prosegue la Marini – sono per chi avrà casa inagibile, le squadre dei tecnici rilevatori sono già al lavoro da alcuni giorni e in base all’esito dei primi sopralluoghi stimiamo che saranno ben al di sotto delle 500 persone perché – ribadisce – il patrimonio edilizio della zona umbra colpita dal sisma è stato perlopiù salvaguardato».

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Case in affitto Il numero esatto degli sfollati per ognuno dei quattro comuni umbri (Norcia, Cascia, Preci e Monteleone di Spoleto), come più volte emerso in questi giorni, è essenziale per organizzare la gestione della seconda fase, quella di medio periodo che coincide con l’inverno, in attesa dell’allestimento dei campi con le casette: «L’indicazione del governo, condivisa dalle Regione e dai Comuni, è di collocare le famiglie in case agibili erogando il cosiddetto contributo affitti (600 euro a nucleo, più 200 per chi ha anziani non autosufficienti e disabili, ndr). I Comuni – prosegue la presidente – stanno stilando gli elenchi e da quelli si partirà, ferma restando la grande disponibilità degli albergatori della Valnerina che da subito hanno aperto gratuitamente le porte delle strutture agli sfollati e a cui va riconosciuta una grande solidarietà». La soluzione genera comunque qualche insofferenza, come più volte riportato negli ultimi giorni, tra i residenti delle zone colpite dal sisma, molti dei quali sono allevatori e agricoltori che non possono né vogliono allontanarsi dalle abitazioni sempre vicine all’azienda: «In questi territori le temperature non permettono a nessuno di trascorrere l’inverno in tenda e non ci sono altre soluzioni in attesa dei campi coi moduli abitativi. Teniamo in considerazione – dice la Marini – che qui abbiamo la fortuna di non dover delocalizzare pesantemete le comunità come ad esempio nel Comune di Accumoli che ha firmato un accordo con gli alberghi di San Benedetto del Tronto per l’accoglienza di tutti gli sfollati. Noi – evidenzia – siamo in grado di gestirli all’interno del territorio comunale e non è un dettaglio di poco conto».

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A Norcia due campi con moduli abitativi Per il lungo periodo anche in Umbria arriveranno comunque le casette di legno o comunque prefabbricati con materiali edili: «Tutte le valutazioni del caso sono in corso in questi giorni – prosegue la governatrice – ma presumibilmente i campi coi moduli abitativi verranno organizzati a Norcia: uno nell’area già individuata e urbanizzata dal Comune nell’ambito del Piano regionale di Prociv varato dopo il sisma del 1997, l’altro a San Pellegrino dove invece vanno portati i servizi. In fase di analisi – dice – la possibilità di adottare questa soluzione anche a Preci e Cascia, mentre per aree specifiche come Case Sparse di Norcia e per gli imprenditori agricoli è stata richiesta la deroga al fine di permettere la collocazione del modulo abitativo all’interno della proprietà così da assicurare la conduzione delle attività». Vasco Errani, dopo la visita di venerdì scorso in Umbria, ha fissato un timing di 5-6 mesi per l’allestimento dei campi con moduli abitativi, ma non è escluso che almeno nel campo già attrezzato di Norcia si possa riuscire a stringere i tempi.

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Messa in sicurezza zone rosse Accesa anche la macchina tecnica per la messa in sicurezza delle zone rosse, dove ci sono case agibili in cui i proprietari non possono rientrare a causa di crolli di edifici adiacenti: «A Castelluccio – afferma la Marini – abbiamo già individuato un percorso rapido che ci permetterà coi vigili del fuoco di ridurre ed eliminare la zona rossa così da permettere agli sfollati residenti ai piedi del Vettore, che hanno tutti casa agibile, di rientrare nelle proprie abitazioni. Le opere provvisionali – va avanti – si stanno definendo anche per le altre zone rosse ma, oltre a dover garantire la sicurezza del personale lavorare in sicurezza, va compiuto l’iter del caso per le autorizzazioni alla rimozione delle macerie e alla demolizioni dove occorrono, che coinvolgono più enti. Intanto – conclude – il governo è in piena fase operativa e ieri c’è stato un incontro con la presidenza del Consiglio dei ministri, rappresentata dal sottosegretario De Vincenti, la protezione civile e le Regioni per definire tutti gli ambiti della ricostruzione. È un elemento fondamentale perché ci permette di avere la sicurezza delle risorse».

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Censimento imprese danneggiate Intanto mercoledì mattina il Comune di Norcia sta procedendo a una prima ricognizione dei danni subiti dalle attività economiche del territorio: «L’obiettivo – spiega in una nota il sindaco Alemanno – è censire quelle costrette alla sospensione al fine di valutare l’opportunità di predisporre una serie di misure di sostegno e la necessità di approntare azioni di delocalizzazione delle imprese stesse». In questo senso gli interessati sono invitati a segnalare all’ufficio commercio le attività economiche (negozi, uffici, laboratori artigianali, esercizi commerciali e aziende) che per effetto del terremoto hanno e stanno patendo uno stop. L’ente ricorda inoltre che a partire dal 24 agosto sono sospesi i versamenti delle imposte e gli adempimenti tributari per tutti i contribuenti (persone fisiche, imprenditori, persone giuridiche) che sono residenti o operano nei Comuni compiti dal terremoto. La sospensione riguarda anche i versamenti e gli adempimenti derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione e quelli conseguenti ad accertamenti esecutivi.

@chilodice

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