mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 13:57
27 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 11:58

Terremoto, la minaccia delle montagne: perché è pericoloso passeggiare in Valnerina e sui Sibillini

Consigli e raccomandazioni del soccorso alpino e speleologico umbro: «Alcuni sentieri potrebbero essere insicuri a causa delle continue scosse di assestamento»

Terremoto, la minaccia delle montagne: perché è pericoloso passeggiare in Valnerina e sui Sibillini

Il soccorso alpino e speleologico umbro invita alla massima prudenza nella frequentazione delle montagne nella zona dei Monti Sibillini e della Valnerina. A seguito degli eventi sismici dei giorni scorsi e delle continue scosse di assestamento gli esperti forniscono alcuni consigli sulla frequentazione delle nostre montagne. «Se nei prossimi giorni andate in montagna, nella zona nord della Valnerina e Monti Sibillini o altre catene dell’Appennino centrale – è spiegato in una nota – è necessario fare molta attenzione. Sui sentieri c’è il rischio di frane e caduta massi, in particolare bisogna fare attenzione nelle gole o forre. Inoltre nei sentieri sotto alle pareti di roccia o esposti, anche se non si notano pericoli evidenti, potrebbero essere stati resi insicuri dalle scosse». Viene consigliato di non andare ai laghi di Pilato o sulle creste meridionali dei Sibillini finché non si calmano le scosse di assestamento.
Intanto il Comune di Montefortino – informa il soccorso alpino e speleologico dell’Umbria – ha emesso un’ordinanza per chiudere la strada che collega la frazione di Rubbiano alle gole dell’Infernaccio e alle parti interne.

Ecco l’elenco Questo l’elenco delle zone più a rischio. Ne vengono contate dieci: 1- tutta la valle del Lago di Pilato; 2- creste del Vettore e del Redentore; 3- tutta la valle di foce di Montemonaco; 4- Lame Rosse; 5- Gole dell’Infernaccio; 6- Monte Priora; 7- Gole dell’Acquasanta di Bolognola; 8- Gole del Fiastrone; 9- strada del Fargno in particolar modo verso Bolognola; 10- strada del monte Sibilla. Prima di muoversi, dunque, è meglio chiedere informazioni a chi di competenza.

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