mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 05:26
26 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 10:46

Sisma infinito: finora quasi mille scosse. Governo, stop tasse nei comuni colpiti

Paura alle 6.28 per il terremoto di magnitudo 4.8. Sospese imposte a Norcia, Cascia, Preci e Monteleone. Nella notte ospitate 719 persone. Marini: «Donazioni, magazzini pieni». Ater: inquilini fuori in quattro palazzine

Sisma infinito: finora quasi mille scosse. Governo, stop tasse nei comuni colpiti
Il dormitorio allestito a Norcia (foto F.Troccoli)

di Iv. Por. e Chia.Fa.

Sono state 928 le scosse da quella delle 3.36 di mercoledì fino a venerdì mattina, 57 solo dalla mezzanotte di oggi, tra cui quella di magnitudo 4.8 delle 6.28 che è tornata a spaventare le popolazioni tra Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo. Una sequenza sismica infinita, quella descritta in conferenza stampa dal direttore dell’ufficio emergenze della protezione civile nazionale, Titti Postiglione.

ANIMAZIONE 3D: SCOSSA PRINCIPALE

La seconda notte fuori casa Dal quartier generale regionale si apprende che nella notte tra giovedì e venerdì sono state 719 le persone assistite nelle aree di accoglienza tra Norcie e comuni limitrofi, dove complessivamente sono stati messi a disposizione complessivamente 916 posti letto. L’affluenza maggiore si è registrata nelle zone di Norcia con 371 sfollati tra il centro cittadino e le frazioni. Nel territorio comunale di Preci se ne sono contate 98, a Cascia e frazioni (tra cui Avendita) 144, a Scheggino 24, Cerreto di Spoleto 45 e Monteleone di Spoleto 17. Anche Sant’Anatolia di Narco, presso la palestra del capoluogo, ospita 20 persone. Ventisei le aree di ricovero organizzate in Umbria con  62 tende, 34 delle quali nel territorio di Cascia e 18 a Norcia e frazioni, oltre alle brandine collocate all’interno di sale e palestre. I volontari della protezione civile regionale hanno erogato finora circa 800 pasti caldi.

FOTORACCONTO: LA NOTTE TRA GLI SFOLLATI DI NORCIA E SAN PELLEGRINO
IL GIORNO DOPO TRA GLI SFOLLATI: VIDEOFOTO

La situazione in Umbria Filippo Battoni della protezione civile spiega a Umbria24 che «proprio scosse forti come quella delle 6.28 ci impediscono di cominciare i sopralluoghi nelle abitazioni, anche perché la normativa dice che, in caso di scosse superiori a 4 di magnitudo, andrebbero rifatti daccapo». In mattinata, però, un sopralluogo si sta effettuando: quello al campanile di Castelluccio. La perdita di quello di san Pellegrino, dove venerdì mattina ha compiuto un sopralluogo il sottosegretario Gianpiero Bocci accompagnato dal comandante dei vigili del fuoco del comando provinciale di Terni, l’ingegnere Paolo Mariantoni, è stata dolorosa: si vuole cercare di salvare almeno quello del gioiello al centro della Piana.

TERREMOTO: LA GIORNATA IN DIRETTA
IL FOTORACCONTO DAI LUOGHI DELLA TRAGEDIA

Decisione sugli alloggi Nei campi, invece, riferisce Battoni che «la situazione nei campi si sta normalizzando. Ovviamente c’è stato qualche disagio, ma stiamo provvedendo. Ora che c’è il decreto del governo abbiamo anche la possibilità di dotarci degli alloggi e dei servizi più adeguati, che decideremo nelle prossime ore. Quanto avevamo, comunque, ha offerto soluzioni adatte a rispondere all’immediata emergenza». Battoni precisa che «a San Pellegrino abbiamo avuto una richiesta di più tende. Intanto le cucine hanno distribuito moltissimi pasti, oltre i 300».

CROLLI A SAN PELLEGRINO: VIDEO – FOTO

Stop tasse in 4 comuni Il premier Matteo Renzi, al termine del consiglio dei ministri di giovedì sera ha espresso «profonda solidarietà alle famiglie così duramente colpite nei loro affetti e formulato sentito apprezzamento per il lavoro di tutte le realtà impegnate nelle complesse operazioni di soccorso: la protezione civile nazionale, i vigili del fuoco, le forze armate, le forze dell’ordine e i Volontari che stanno collaborando». Il Consiglio dei ministri ha quindi deliberato lo «stato d’emergenza» per i territori colpiti e stanziato i primi 50 milioni di euro che sono destinati agli interventi di immediata necessità che verranno coordinati dalla Protezione civile. Il presidente del Consiglio ha poi annunciato che, in concomitanza con i funerali delle vittime, sarà proclamato il lutto nazionale. Il Consiglio dei ministri ha infine chiesto al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan di adottare il decreto di «differimento dei tributi per i soggetti residenti nei Comuni nei quali il terremoto ha provocato danni strutturali di gravità tale da impedire l’assolvimento degli obblighi fiscali da parte dei cittadini». Per l’Umbria si tratta di Norcia, Cascia, Preci e Monteleone di Spoleto. Il provvedimento è simile a quello adottato per il sisma del ’97.

IL PUNTO SULLA VIABILITÀ

Marini: «Chiarimento sugli aiuti» Dopo la richiesta di aiuti in denaro anziché in beni materiali, che ha sollevato qualche polemica, la presidente della Regione, Catiuscia Marini, ritiene opportuno un chiarimento: «La Regione – spiega – ha aperto uno specifico è distinto conto corrente per coloro che avendo chiesto di fare donazioni in denaro e non sanno come fare. È un conto che sarà gestito esclusivamente per fare cose della protezione civile o ricostruzione e quindi saranno indicati obbligatoriamente gli atti di spesa nel momento in cui sarà deciso l’utilizzo. Ovviamente per chi ha chiesto di fare donazioni in denaro (anche enti, imprese, fondazioni). In Umbria inoltre i magazzini della Prociv si sono riempiti di materiali e cibo rapidamente perché ad esempio la grande distribuzione commerciale ha mandato addirittura i Tir. Per noi in Umbria i beni non deperibili sono più che sufficienti. Norcia in molte parti fortunatamente è agibile e quindi la gente si organizza autonomamente. Stiamo indirizzando molte donazioni anche verso le altre regioni coinvolte. Lo stesso capo della protezione civile nazionale ha detto di aver raggiunto grandi quantitativi di cibo e beni materiali. Il cuore degli italiani e non solo è stato enorme. Grazie comunque a tutti, e ricordo che nessuno chiede soldi ai cittadini ma chi vuole donare gli va detto come fare». Un conto corrente apposito è stato aperto anche dal Comune di Perugia presso Unicredit (Iban IT15V0200803027000104430322, causale «Sisma 2016 Perugia è vicina»).

VIDEO: CROLLI E PAURA A NORCIA
VIDEO: MASSI SU STRADA PER CASTELLUCCIO

Ater: «Verifiche in 4 edifici» Intanto proseguono le verifiche nei comuni colpiti. L’Ater rende noto che gli immobili gestiti sono 16 a Norcia e 8 a Cascia. «Dai sopralluoghi sin qui effettuati – si legge in una nota – le parti strutturali di tutti gli immobili hanno retto al sisma, i tecnici al lavoro hanno rilevato solo danneggiamenti ad alcune tamponature, interne ed esterne. In via precauzionale e cautelativa, Ater Umbria ha comunque proceduto, in accordo con i tecnici della protezione civile, al temporaneo allontanamento delle famiglie assegnatarie per il periodo in cui si possono verificare altre scosse di assestamento». I fabbricati per i quali si è proceduto al temporaneo allontanamento delle famiglie sono 3 a Norcia e 1 a Cascia. In altri 2 a Norcia si è proceduto al parziale diniego d’accesso limitatamente ad alcune famiglie. «Già da lunedì – afferma il presidente di Ater Umbria, Alessandro Almadori – cominceremo ad effettuare analisi specifiche e verifiche puntuali relative all’agibilità dei nostri edifici. Nel frattempo i nostri inquilini sono ospitati presso le strutture di ricovero messe a disposizione dalla rete di emergenza di protezione civile della Regione Umbria».

Vus e Radio Subasio Anche la Valle Umbra Servizi continua ad effettuare tutti i monitoraggi necessari sugli impianti e sulle reti, sia idrici che del gas-metano, compresi quelli sulla qualità dell’acqua. «Al momento – viene spiegato – non vengono segnalate criticità/anomalie. La Valle Umbra Servizi continuerà l’attività di verifica, monitoraggio e controllo in relazione a tutti i servizi ad essa affidati». A Radio Subasio nelle scorse ore ha parlato il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, che ha fatto presente come tra le altre urgenze ci sia anche quella relativa all’assenza di computer, stampanti e telefoni. La priorità però restano le strade: «Occorre ripristinare – ha detto – i collegamenti stradali con Amatrice che è completamente isolata. Tutte le strade e le vie di collegamento sono interrotte». Da ieri poi nessuno viene estratto dalle macerie vivo: «ono tutti amici – ha detto – so dove abitavano, sia cittadini che villeggianti che erano diventati amici e lì ci sono i Vigili del Fuoco che stanno scavando. La nostra forza sono i 200 morti ma ora abbiamo bisogno di tornare piano piano alla normalità».

Todi festival dedicato a vittime «Chi in questi giorni – dice Carlo Rossini, sindaco di Todi – è protagonista con importanti iniziative culturali disseminate sul territorio nazionale non può trascurare ciò che è successo con il terremoto di pochi giorni fa. Il Todi Festival sarà, quindi, dedicato alle vittime del sisma di Lazio e Marche e in particolare alle famiglie legate al territorio tuderte». Già dalle prime ore dopo il sisma, nel corso della conferenza stampa dello spettacolo inaugurale. Il legame, che inaugurerà sabato 27 agosto la trentesima edizione del Todi Festival, la città di Todi aveva espresso la propria solidarietà. Il tutto testimoniato, tra l’altro, dall’assenza forzata del sindaco Rossini, impegnato a coordinare l’intervento della locale protezione civile. «Oltre a dedicare il Festival alle vittime del terremoto – dichiara Diana Del Vecchio, direttore generale del Todi Festival – abbiamo pensato di organizzare una doppia raccolta fondi: la prima all’ingresso del Teatro Comunale, l’altra presso i Voltoni del Palazzo Comunale. Quest’ultima con il supporto delle due aziende vitivinicole sponsor, ovvero Cantina Todini e Roccafiore, che devolveranno parte del ricavato delle degustazioni già previste».

Gruppo Grifo Dopo gli eventi drammatici legati al sisma iniziato la notte del 24 agosto, uno sforzo enorme è stato profuso dal Gruppo Grifo Agroalimentare per assicurare la raccolta giornaliera del latte nonostante le difficoltà dovute alla interruzione delle vie di comunicazione, quelle che permettono il trasferimento dalle zone di produzione e raccolta alle sedi di trasformazione di Norcia e Colfiorito dove si trovano i due caseifici della cooperativa umbra. «A parte qualche interruzione della rete idrica ed elettrica – spiegano dalla cooperativa agroalimentare umbra – la produzione negli stabilimenti è andata avanti senza interruzioni seppure alcune strutture abbiano subito danni e gli addetti provenienti dalle zone limitrofe abbiano avuto serie difficoltà negli spostamenti. A dispetto delle difficoltà, formaggi e mozzarelle sono arrivati regolarmente nei magazzini e sulle tavole dei consumatori. Prodotti che assicurano la sopravvivenza anche di chi, in questo momento, ha bisogno di un sostegno forte e solidale. Nelle nostre sedi montane lavorano diversi addetti che purtroppo hanno dovuto sopportare il lutto della perdita di una persona cara e a cui va la vicinanza di tutti gli organi sociali e dei colleghi del Gruppo Grifo Agroalimentare». «Si tratta di un territorio montano svantaggiato di per sé – commentano dalla cooperativa –, colpito duramente da un evento sismico che ne ha cambiato per sempre il profilo. Le aree in cui operiamo che maggiormente hanno risentito del sisma, secondo quanto appreso dai nostri produttori nei territori interessati, sono state quelle rivolte verso i Monti Sibillini e i Monti della Laga dove le onde sismiche sono state devastanti». «I soci produttori della cooperativa umbra localizzati nelle aree colpite – aggiungono dal Gruppo Grifo –, oltre ai danni strutturali rilevati alle abitazioni e alle stalle, stanno avendo grosse difficoltà per quanto riguarda la raccolta del latte giornaliero. Si sta facendo di tutto per risolvere il problema. Nei primi giorni dal sisma il latte prodotto in alcuni allevamenti è andato perduto per la mancanza di energia elettrica necessaria alla sua refrigerazione”. “Lo storico negozio della cooperativa – concludono dal Gruppo Grifo Agroalimentare –, posto nel centro di Amatrice, è andato distrutto insieme al palazzo che lo ospitava. La speranza è di rivederlo in attività quanto prima unitamente a tutta la comunità di Amatrice così duramente colpita dal sisma e che sarà impegnata nella ricostruzione di un intero paese».

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