lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 09:02
9 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 14:16

Sisma, controllate trecento case: 20% inagibile. Accordo con alberghi e agriturismi per gli sfollati

Avanti coi sopralluoghi nei quattro comuni colpiti, coi rinforzi del Dicomac al lavoro venti squadre. Norcia livelli più alti ma si è iniziato da zone rosse, sopralluoghi anche da allevatori

Sisma, controllate trecento case: 20% inagibile. Accordo con alberghi e agriturismi per gli sfollati
La tendopoli di San Pellegrino (foto F. Troccoli)

di Chiara Fabrizi

Superati i trecento sopralluoghi nelle case, inagibile meno del 20 per cento. Sono confortanti gli ultimi dati elaborati dalla funzione censimento danni della protezione civile che da venerdì scorso con squadre di rilevatori, composti da due o tre unità, ha avviato le verifiche statiche negli edifici privati segnalati dagli stessi proprietari. Sul fronte dell’accoglienza degli sfollati, venerdì la protezione civile regionale ha siglato un accordo semestrale con le associazioni del mondo agricolo, che mettono a disposizioni i propri agriturismi. Analogo patto verrà siglato a stretto giro con gli albergatori, come ribadito dal presidente provinciale di Federalberghi, Vincenzo Bianconi.

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Case, inagibile meno del 20 per cento Nei quattro comuni umbri colpiti dal sisma del 24 agosto (Norcia, Cascia, Preci e Monteleone di Spoleto) sono stati compiuti 319 controlli tecnici, di questi 217 sono risultati pienamente agibili, 60 inagibili e i restanti gravati da inagibilità temporanea o parziale a causa della presenza di stabili lesionati presenti nelle vicinanze o di crolli in zona. Livelli di inagibilità più elevati a Norcia dove però l’amministrazione comunale ha dato indicazione di iniziare le verifiche dalle situazioni più critiche, come le abitazioni all’interno delle zone rosse (parte del centro, San Pellegrino e Castelluccio). In questo senso il dato è poco indicativo del quadro generale, ma in ogni caso l’aggiornamento specifico sulla città di San Benedetto è composto da 123 immobili controllati dai tecnici, di cui 50 risultati agibili, 46 inagibili e i restanti gravati sempre da inagibilità temporanea o parziale.

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Allevatori Sempre in base alle indicazioni fornite dal municipio di Norcia, le squadre si sono dedicate anche alle abitazioni degli allevatori della zona, che nella stessa proprietà dispongono anche delle stalle con il bestiame, da cui per ovvi motivi non possono allontanarsi. Una trentina le case di allevatori già visitate dai tecnici, metà delle quali sono risultati inagibili. In questo senso sarà importante la decisione di governo a cui le Regioni hanno richiesto la deroga per la concessione della casetta all’interno della proprietà al fine di assicurare la prosecuzione dell’attività. Al lavoro più di una ventina di squadre composta da due o tre tecnici, tra questi oltre a ingegneri e geometri in organico a enti pubblici, anche i colleghi del Dicomac, il distaccamento comando e controllo del dipartimento di protezione civile. Le verifiche statiche vanno quindi avanti e al momento nessuno se la sente di sbilanciarsi sui tempi entro i quali sarà conclusa la maxi ricognizione. Soltanto a Norcia negli ultimi cinque giorni si è passati da quasi 1.700 domande di sopralluogo in abitazioni a oltre duemila, naturalmente i sopralluoghi dei tecnici interessano l’intero edificio e non singole unità abitative, per cui con una verifica in linea di massima si risponde a più richieste presentate dai proprietari.

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Accordo con gli agriturismi per accogliere sfollati Intanto venerdì mattina la Regione Umbria ha raggiunto un accordo con le associazioni di categoria rappresentative degli agriturismi per assicurare ospitalità alle popolazioni umbre colpite dal sisma nelle strutture ricettive del territorio regionale. La convenzione quadro è stata firmata da Alfiero Moretti, dirigente della protezione civile regionale, Alfredo Monacelli, segretario regionale di Confagricoltura, Albano Agabiti, presidente regionale di Coldiretti, e Walter Trivellizzi, dirigente di Cia. L’accordo, in vigore dal momento della sottoscrizione, ha una durata di sei mesi che può essere prorogata su richiesta della Regione se questa riscontrasse la necessità di proseguire a ospitare nelle strutture ricettive le persone sfollate. L’obiettivo, dunque, è quello di offrire soluzioni alternative alla permanenza in tenda per i cittadini residenti o che hanno dimora abituale nei comuni terremotati, anche in vista dell’arrivo del clima rigido delle prossime stagioni in zone collinari e montuose, in attesa della verifica di agibilità delle abitazioni o, in alternativa, che siano ultimati i lavori per la costruzione di moduli alloggiativi provvisori. Le associazioni di rappresentanza delle imprese ricettive hanno espresso la disponibilità dei propri iscritti che si impegnano a fornire, secondo una tariffa procapite giornaliera compresa tra i 25 e i 40 euro (ridotta del 50 per cento per i bambini fino ai 12 anni), trattamenti differenziati: pernottamento e uso cucina o prima colazione, mezza pensione e pensione completa. La Regione Umbria, dal canto suo, si impegna a verificare la disponibilità delle strutture, a stipulare con i singoli agriturismi i contratti e al pagamento delle somme dovute al singolo operatore.

Patto anche con gli albergatori Analogo accordo sarà firmato anche con gli albergatori, come spiegato dal presidente provinciale di Federalberghi, Vincenzo Bianconi: «Stiamo per sottoscrivere gli atti relativi all’accoglienza temporanea delle popolazioni e molti dei nostri alberghi, in tutta la regione avevano già dato la loro totale e immediata disponibilità ad accogliere le famiglie costrette a lasciare le loro case». La comunicazione è stata rivolta al centinaio associati che hanno partecipato all’incontro promosso da Confcommercio Valnerina, guidata da Fabrizio Brandimarte. «Nell’ambito dell’incontro – si legge in una nota – abbiamo ragionato molto di credito, perché i flussi di cassa non sono stati interrotti dagli eventi sismici e le imprese hanno bisogno di liquidità, ma emersa anche la necessità di orientare verso le aree terremotate alcuni interventi finanziari già programmati dalla Regione. Siamo entrati nel dettaglio delle misure per la cassa integrazione in deroga, che la Regione ha adottato, con grande tempestività, sulla base delle nostre richieste, perché avere previsto la estensione di questo strumento a tutta la regione è dimostrazione di sensibilità verso le imprese del commercio e del turismo, in sofferenza a causa del sisma».

@chilodice

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