sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 10:40
29 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 10:05

Terremoto, gli sfollati: «È la terza volta che lascio casa». In tendopoli l’incognita pioggia fa paura

Nella notte accolte 1.072 persone e 300 posti letto disponibili, ma si chiedono a gran voce casette di legno. Previsto maltempo, ipotesi ghiaia e passerelle per campi d'accoglienza

Terremoto, gli sfollati: «È la terza volta che lascio casa». In tendopoli l’incognita pioggia fa paura
Santa, Irma e Cecilia della tendopoli di San Pellegrino (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi e Marta Rosati

«È la terza volta che lascio casa a causa del terremoto. Nel 1979 mi sono fatta tre anni tra tenda e casette di legno, nel 1997 me la sono cavata con meno di un anno e ora chi lo sa quando potremmo tornare alla nostra normalità».

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I racconti degli sfollati Mirella Leoncilli, nata e cresciuta a San Pellegrino (Norcia) compirà 61 anni tra un paio di settimane, con ogni probabilità nel campo allestito dalla Protezione civile alle porte del paese. Ma non è naturalmente l’unica ad aver vissuto più di una volta l’incubo. Anche Santa Santarelli, 71 anni, li ha vissuti tutti: «Nel 1979 con mio marito ho passato tre mesi in una stalla insieme al bestiame, vi assicuro che vorrei morire per non ricordare altri terremoti. Ieri – racconta addolorata – sono tornata a casa coi pompieri per prendere qualcosa ma vedendo il disastro che c’era non sono riuscita a recuperare nulla, volevo solo sbattere la testa al muro». Qui giovedì scorso si contavano sette tende, oggi ce ne sono diciotto ma non è escluso che nelle prossime ore possano esserne montate delle altre.

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Crolli quotidiani a San Pellegrino Accanto a Mirella c’è Cecilia Amici, 85 anni, tra le mani stringe la corona mentre recita il rosario, mentre prega la Madonnina della Misericordia e Padre Pio: «Di casa mi mancano le abitudini, soprattutto l’orto, ma per fortuna i pompieri quando possono ci accompagnano anche ad annaffiare o a prendere le uova fresche. Poi certo qui non si dorme, anche stanotte intorno alle 3.45 abbiamo avuto una gran paura, hanno tremato anche le brandine, poi ci sono crolli continui, almeno un paio di volte dal paese vediamo le nuvole di fumo». Il sisma è stato di magnitudo 3.5 e si è verificato a una decina di chilometri di profondità con epicentro in territorio marchigiano, a una manciata di chilometri di Castelluccio. Anche per questo chi può sta provvedendo in autonomia all’acquisto di casette di legno, spendendo diverse migliaia di euro, mentre tutti gli altri attenderanno un mese per l’arrivo dei primi moduli abitativi tipo container e poi altri tre o quattro mesi le casette di legno, in base al cronoprogramma definito da Palazzo Chigi.

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L’incognita del maltempo Intanto però si fanno i conti con le basse temperature della notte e il caldo del giorno, ma soprattutto con le previsioni meteorologiche che tra martedì e mercoledì segnano pioggia. E l’incognita è inevitabilmente motivo di ulteriore preoccupazione. La paura di chi vive in tendopoli, infatti, è quello di trovarsi a fare i conti col fango. Si ragiona su come fronteggiare gli eventuali disagi e le ipotesi non possono essere altro che ghiaia da versare nel campo o passerelle per creare dei percorsi tra le tende, i servizi igienici e la zona ristoro dove ormai stabilmente si servono oltre 150 pasti preparati ogni giorno dalla decina di volontari della Protezione civile di Orvieto, mentre nelle due cucine da campo allestite a Norcia si cucina per 360. Se a San Pellegrino e a Castelluccio i danni del terremoto sono ingenti, a Frascaro (Norcia) non risultano abitazioni lesionate, anche se tutti dormono nella tendopoli di San Pellegrino o in auto, compromessa, invece, la chiesa di Sant’Antonio Abate del XIV secolo lungo la via principale del paese.

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Circa 1.070 tra campi e centri di accoglienza Analoga la situazione a Valcaldara (Norcia) dove la chiesa di Santa Maria e i locali della Proloco sono stati chiusi e transennati dai pompieri. Qui sono state montate quattro tende della Protezione civile, una anche nel giardino di un’abitazione. Dei 115 volontari impegnati lunedì tra Norcia, Cascia, Preci e Monteleone molti stanno operando proprio per installare tende in aree autogestite o singole abitazioni. Nella notte tra domenica e lunedì, spiegano dal quartier generale della Protezione civile umbra, sono state 1.072 gli umbri che hanno dormito tra campi e aree di accoglienza dove complessivamente sono disponibili 1.379 posti letto.

Esenzione tasse UniPg Intanto lunedì mattina con apposito decreto il rettore dell’Università di Perugia, Franco Moriconi, ha stabilito l’esenzione sia per le matricole che per gli studenti già iscritti dal pagamento delle tasse e dei contributi universitari per l’anno accademico 2016-2017 residenti nei Comuni colpiti dal sisma, così come individuati dal Consiglio dei ministri lo scorso 25 agosto (Preci, Norcia, Cascia, Monteleone di Spoleto, Arquata del Tronto, Acquasanta Terme, Montegallo, Montefortino, Montemonaco, Montereale, Capitignano, Campotosto, Valle Castellana, Rocca Santa Maria, Accumoli e Amatrice). Gli studenti che risulteranno idonei all’agevolazione dovranno pagare esclusivamente la tassa regionale per il diritto allo studio e dell’imposta di bollo se prevista.

@chilodice e @martarosati28

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