venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 01:49
3 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 19:24

Terremoto, casette entro sei mesi ma al vaglio soluzioni intermedie. Marini: ‘È tuttora emergenza’

La paura fa lievemente aumentare il migliaio di sfollati, proseguono verifiche agibilità nelle case. Perla: «Per ora pochi appartamenti a disposizione». M5s: «La gente vuole i map»

Terremoto, casette entro sei mesi ma al vaglio soluzioni intermedie. Marini: ‘È tuttora emergenza’
Il dormitorio allestito a Norcia (foto Troccoli)

di Chiara Fabrizi

La paura delle scosse continue fa lievemente aumentare gli sfollati a Norcia, mentre proseguono i sopralluoghi nelle case da concludere al più presto per consegnare al dipartimento nazionale di protezione civile il numero certo di cittadini che a causa delle abitazioni inagibili non potrà rientrare a casa prima dell’inverno e quindi necessiterà dei moduli abitativi provvisori (map), ossia le casette di legno.

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Oltre le tendopoli e i dormitori Ed è proprio intorno ad alloggi alternativi che si accende il dibattito politico locale. Venerdì dopo la visita in Umbria e a margine del sopralluogo compiuto a Castelluccio e San Pellegrino, le due frazioni di Norcia più colpite dalle sequenza sismica iniziata il 24 agosto e tuttora in corso, il commissario alla ricostruzione Vasco Errani ha affermato che tra urbanizzazione dei campi, consegna e montaggio dei map occorreranno almeno 5-6 mesi. Il timing apre il grande nodo delle soluzioni di medio periodo che dovranno essere individuate per le famiglie che non potranno rientrare in casa a causa delle lesioni provocate dal terremoto. Il perimetro definito dal governo è quello dell’autonoma sistemazione, ossia la raccolta di disponibilità a concedere case al momento inutilizzate e agibili da destinare agli sfollati, ai quali viene riconosciuto un contributo per l’affitto di 600 euro al mese (300 se il nucleo familiare è composto da una persona), fino a 800 euro in caso di componenti non autosufficienti.

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Perla: «Per ora poche case messe a disposizione» 
In questo senso il Comune di Norcia, ma non solo, ha già pubblicato l’avviso rivolto ai proprietari di immobili liberi: «Di disponibilità non ne sono arrivate molte per la verità», ammette l’assessore comunale Giuseppina Perla, fermo restando che in particolari zone la soluzione non convince la cittadinanza. Nell’area di Case Sparse, sempre territorio comunale di Norcia, dove i danni sono stati ingenti, vivono almeno un centinaio di persone il cui reddito principale è rappresentato dagli allevamenti di bestiame. Qui, dove si fa i conti anche con un tasso di anzianità elevata, per ora la protezione civile ha consegnato e montato nei terreni adiacenti alle case una o due tende per famiglia, a seconda del numero dei componenti, perché di allontanarsi dagli animali e dalle stalle nessuno ne vuole sapere. A causa delle nuovi forti scosse registrate nella notte e nella tarda mattina di sabato, sono state portate un’altra ventina di brandine nel palazzetto del Tennis club di Norcia. Il numero degli sfollati è lievemente aumentato, siamo nell’ordine di una ventina di persone, quindi complessivamente si continua a girare poco oltre il migliaio di assistiti. Ma è chiaro fin da ora che le soluzioni di medio periodo già rappresentano la vera sfida per governo, protezione civile e amministratori locali.

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Casette di legno Il consigliere regionale del M5s, Andrea Liberati, sabato pomeriggio ha diffuso un prememoria firmato dal sindaco Nicola Alemanno e inviato alla Regione. Nel documento vengono evidenziati i disagi patiti dagli anziani non autosufficienti ospiti dei campi di accoglienza e del livello di paura crescente. Conseguentemente viene richiesta «l’estensione del perimetro di applicazione in relazione alle soluzioni di auto sistemazione» ossia il contributo affitto riconosciuto a chi avrà casa inagibile, «prevedendolo anche in caso di noleggio di strutture in legno, pur in assenza di ordinanza di sgombero» pendente sulla casa. Sul punto Liberati evidenzia: «Il messaggio è chiaro, i cittadini a cominciare dai più deboli chiedono da subito casette di legno». Interpellata sulla richiesta alla Regione, l’assessore comunale Perla spiega: «Il documento rientra nelle comunicazioni che quotidianamente avvengono tra gli enti in una fase di emergenza come questa, ma in ogni caso non è un segreto che diversi cittadini sarebbero ben propensi a dotare la proprietà di una casetta di legno, perché anche chi avrà casa inagibile con queste scosse continue non è per niente tranquillo. Tuttavia – prosegue l’assessore Perla – ci è stato spiegato che il contributo non è ammissibile per il noleggio autonomo delle casette, tanto più per chi potrà rientrare in case dopo le verifiche statiche, quindi c’è poco di cui parlare».

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Marini: «Siamo ancora in emergenza» Sul delicato tema è intervenuta anche la presidente Catiuscia Marini: «Le scosse ulteriori hanno generato paura ulteriore e preoccupazione tra i cittadini. Tengo a precisare – ha scritto in un post su Facebook – che in questi giorni, prima della conclusione delle verifiche di agibilità sugli edifici, i cittadini possono trovare ospitalità nelle tende e/o nelle strutture messe a disposizione dai Comuni oppure anche in camere di strutture ricettive agibili. Inoltre i cittadini che intendono provvedere con autonoma sistemazione (connessa alla effettiva inagibilità ) possono usufruire del contributo. Parallelamente a verifiche effettuate sugli edifici si provvederà anche a moduli abitativi alternativi (casette protezione civile) da collocare nelle aree individuate dai Comuni. I cittadini potranno anche optare per sistemazioni autonome con il contributo finanziario pubblico. Attualmente i posti letto in tenda o nelle palestre sono occupati anche dai cittadini che pur avendo edifici agibili hanno paura di dormire nella propria abitazione. Questi primi giorni sono di emergenza e quindi è difficile individuare soluzioni che non siano collettive. Moltissime persone di altri Comuni della regione si sono offerte di ospitare gratuitamente nelle proprie abitazioni le persone in questi giorni anche di paura, in attesa delle soluzioni di medio periodo. Siamo a disposizione per questo».

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L’impegno dei geometri Geosipro e dell’Ordine Intanto al lavoro a Norcia anche i dodici geometri umbri dell’associazione Geosipro (Geometri volontari per la sicurezza e la protezione civile) e Archi volo (architetti volontari) che per tutta la settimana hanno montato tende e allestito campi per accogliere le popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto. Quattro loro colleghi continueranno, invece, almeno per un’altra settimana l’attività volontaria di supporto al censimento dei danni nella Sala operativa unificata regionale di Foligno. Qui, infatti, convergono tutti i dati provenienti dal Centro operativo misto di Norcia. «Il giorno stesso dell’emergenza – ha dichiarato Andrea Fanelli, presidente di Geosipro – ci siamo resi disponibili tramite il sistema regionale di allertamento del volontariato. Il nostro gruppo è, infatti, particolarmente addestrato e preparato a questo tipo di problematiche, rispetto a quanto lo può essere un normale geometra. Lavoriamo tutti nel campo della sicurezza, della prevenzione incendi e della verifica dell’agibilità delle strutture e quindi siamo anche in grado di fornire questo ulteriore servizio alla collettività. Il sistema di protezione civile sta divenendo sempre più professionale ed è perciò fondamentale arrivare nelle aree interessate da emergenze sapendo già cosa fare e dove collocarsi». Nella loro azione sul campo, accompagnati da un’unità di comando locale dei vigili del fuoco, i volontari della Geosipro hanno anche svolto sessioni tecniche per istruire i colleghi interni alla associazione, nella compilazione delle schede per il rilevamento del danno negli edifici nella zona rossa della frazione di San Pellegrino di Norcia. «Terminata questa prima fase – ha aggiunto Fanelli – se si dovesse rendere necessario un nostro ulteriore intervento, ci adopereremo per coinvolgere anche altri colleghi che non si occupano specificatamente di queste materie. Stiamo cercando di sensibilizzare quanti più professionisti possibile perché il territorio colpito è molto martoriato. Con il Collegio dei geometri di Perugia, con cui collaboriamo in stretta sinergia fin dalle prime fasi dell’emergenza, in contatto con il suo presidente Enzo Tonzani, e il consigliere referente della commissione specifica Luca Montagnoli (sul posto da giorni in quanto coordinatore del gruppo di protezione civile del comune di Marsciano) stiamo anche implementando un servizio volontario nelle scuole per istruire studenti, insegnanti e personale su come comportarsi in caso di emergenze, quali appunto il terremoto».

@chilodice

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