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25 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 12:08

Terremoto, ancora scosse: dolore per i morti paura tra i quasi mille sfollati umbri

Scossa fortissima alle 5.17. Sindaco Norcia: «Oggi interverremo a Castelluccio». Prociv: «Emergenza umbra non minore». Adisu: «Ospitiamo studenti gratis»

Terremoto, ancora scosse: dolore per i morti paura tra i quasi mille sfollati umbri
Il campanile di San Pellegrino crollato nella notte

di Ivano Porfiri e Chiara Fabrizi

È stata una notte di freddo sulla pelle e nelle ossa per i tanti sfollati che sono stati accolti nei campi allestiti dalla protezione civile umbra tra Norcia, Cascia, Preci e Monteleone. E di paura. Una nuova scossa di magnitudo 4.5 registrata dai sismografi alle 5.17 con epicentro nel Reatino è stata chiaramente avvertita dalla gente nella zona già colpita dal sisma ma anche a centinaia di chilometri di distanza, come a Perugia. A San Pellegrino è caduto il campanile rimasto in bilico: «Abbiamo sentito un grande boato – riferiscono dalla tendopoli – siamo corsi su ed era crollato».

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Sciame infinito «La scossa delle 5 è stata fortissima – riferisce a Umbria24 il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno – e le persone stanno vivendo la situazione con paura ma anche con grande dignità. La notte è trascorsa proseguendo l’impegno per aiutare quanta più popolazione possibile. Abbiamo raggiunto quasi tutti, ci stiamo impegnando per assistere al meglio Castelluccio, che è la frazione rimasta un po’ indietro negli aiuti. Ci siamo concentrati soprattutto su anziani, disabili, donne incinte. Oggi andremo avanti». Il sindaco ha emanato giovedì mattina un’ordinanza che individua zone rosse nelle zone più colpite: San Pellegrino, Castelluccio, Case sparse, Ancarano. Qui l’accesso è interdetto e anche il recupero di beni delle case viene effettuato con l’assistenza dei vigili del fuoco.

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Vittime umbre E l’Umbria, anche se il sisma non ha prodotto vittime tra i suoi confini, conosce il dolore per la morte di Marco Santarelli, 28 anni, di Castiglione del Lago, il figlio dell’attuale questore di Frosinone, Filippo Santarelli. Marco, che fino a circa dieci anni fa aveva vissuto in Umbria, sulle sponde del Trasimeno con la madre Maria Mancini, funzionario anche lei della polizia di Stato, si trovava in vacanza a casa dei nonni paterni. L’abitazione è andata completamente distrutta. E poi un poliziotto di 84 anni in pensione, originario di Camerata, una frazione alle porte di Todi, sarebbe anche lui tra le vittime provocate dal terremoto ad Amatrice. Sono ore di angoscia poi per i giovani coniugi di Orvieto dispersi pure loro ad Amatrice.

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Emergenza non minore La Sala operativa della protezione civile regionale riferisce giovedì mattina di una «situazione sotto controllo, anche se gli aiuti che si portano non sono mai sufficienti in questi casi». «Ovviamente – spiega l’architetto Filippo Battoni a Umbria24 – gli sforzi maggiori si stanno concentrando sulla tragedia avvenuta ad Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, quindi l’Umbria sta facendo tutto con le sue forze. Noi non abbiamo vittime, per fortuna, ma comunque l’emergenza non è un’emergenza minore».

FOTOGALLERY: AMATRICE DEVASTATA
FOTOGALLERY: GENTE IN STRADA A NORCIA

Freddo e paura Battoni conferma che «tutti i posti allestiti nei campi sono stati coperti, in totale meno di un migliaio di persone e la notte è trascorsa in modo regolare, seppur con la paura della scossa delle 5.17». Le emergenze? Il freddo. «Consideri – aggiunge Battoni – che nella notte a Castelluccio si scende a 2 gradi, a Norcia a 3». Si sta, infatti, decidendo se proseguire con i campi di tende od optare per altre soluzioni come container o casette in legno, usate per precedenti emergenze sismiche. Anche perché i tempi non saranno brevi».

VIDEO: PARLA ARCIVESCOVO BOCCARDO
VIDEO: LA SITUAZIONE A PRECI

Via ai sopralluoghi I vigili del fuoco, intanto, proseguono il loro impegno in due direzioni: da un lato con l’aiuto nei comuni di Lazio e Marche per scavare in cerca di persone ancora vive. Dall’altro con i primissimi sopralluoghi negli edifici della Valnerina lesionati dal sisma di mercoledì notte. Raccolte centinaia di richieste nel punto allestito in piazza a Norcia. Si parte dagli edifici sensibili, come gli ospedali, passando poi alle civili abitazioni ed infine al patrimonio artistico, come precisato dal prefetto Cannizzaro e dalla presidente Marini nel briefing di mercoledì sera a Foligno. Intanto anche a Spoleto i cittadini che intendono richiedere sopralluoghi per verificare l’agibilità degli immobili a seguito degli eventi sismici del 24 agosto devono rivolgersi alla protezione civile scrivendo ai seguenti indirizzi mail: stefania.fabiani@comunespoleto.gov.it o annarita.picotto@comunespoleto.gov.it, o contattare il numero di telefono: 0743.222450 oppure recarsi direttamente alla sede della Prociv in via dei Tessili, 15, località Santo Chiodo.

FOTOGALLERY: VIADOTTO SI ACCARTOCCIA
FOTOGALLERY: FRANE SULLA STRADA

Ospedali È tornata a riunirsi alle 8 l’unità di crisi istituita all’ospedale di Terni a seguito del terremoto nell’Italia centrale. All’ospedale di Terni non c’è stato nessun nuovo arrivo di feriti nella notte e nella prima mattinata, ma resta alto il livello di allerta. L’unità di crisi conferma che l’attività chirurgica programmata è parzialmente ripristinata, in particolare per gli interventi oncologici e ad alta priorità. Al fine di rispondere con la necessaria tempestività all’emergenza relativa al terremoto, restano confermati l’impegno della sala 1 dell’emergenza-urgenza, delle aree di degenza da destinare ad eventuali pazienti provenienti dalle aree colpite dal sisma e il potenziamento dell’organico al pronto soccorso. Quanto al 77enne ricoverato all’ospedale di Perugia, dove è arrivato dopo essere stato estratto dalle macerie ad Arquata, le sue condizioni sono stabili e si trova ancora ricoverato in Rianimazione.  Nella nottata è stato raggiunto dal figlio, proveniente direttamente da Arquata. Nel crollo dell’abitazione dove la famiglia si trovava in vacanza, è deceduta la moglie dell’uomo ricoverato, mentre  una figlia è stata trasferita in gravi condizioni presso l’ospedale di Macerata. L’Azienda ospedaliera, tenuto conto delle condizioni psicofisiche del  familiare, oltre ad assicurare un adeguato supporto psicologico, da parte di personale specializzato nel post-trauma ed emergenza, ha provveduto a garantire all’uomo generi di prima necessità, oltre l’alloggio presso una stanza appositamente allestita.

Donazioni di sangue Cresce il numero dei donatori di sangue. Al Santa Maria della Misericordia sono state 252, 100 al Santa Maria di Terni, Tanto che scorte sono piene e l’invito è a non donare tutti ora.

Macchina della solidarietà in moto Nel frattempo, in tutta l’Umbria si è messa in moto la macchina della solidarietà. Le persone stanno donando sangue e beni di primo conforto. Il primo riferimento sono le associazioni di volontariato disseminate sul territorio: ecco un elenco.

Adisu: studenti ospitati gratis «A seguito del sisma che ha colpito il Centro Italia, l’Adisu, l’azienda per il diritto allo studio dell’Umbria, comunica – intanto – attraverso una nota del nuovo commissario straordinario, Luca Fiorucci, che gli uffici e i tecnici dell’Azienda hanno tempestivamente verificato le condizioni strutturali delle residenze studentesche sia su Perugia che su Terni. I sopralluoghi approfonditi hanno evidenziato l’assenza di lesioni». Allo stesso tempo, Adisu «si è mobilitata per verificare la presenza di studenti ospitati all’interno delle proprie strutture e provenienti dai luoghi colpiti dal sisma. L’Agenzia offrirà loro l’alloggio e il servizio mensa gratuitamente. Infine l’Adisu sta valutando, nello spirito delle solidarietà, la possibilità di mettere a disposizione alcuni posti letto per fronteggiare l’eventuale emergenza abitativa di alcuni nuclei familiari colpiti dal sisma».

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  • Alessio Marchetti

    Sicuramente non è il momento ma personalmente sono molto inca….ato.
    Non mi basta vedere un premier che ringrazia i volontari che fanno quello che dovrebbe fare la macchina pubblica…
    Vorrei vedere un premier che si mette all’opera per rendere tutta l’Italia antisismica, senza possibilmente mangiarci sopra, con un piano decennale e un Europa che da contributi non per i PSR perche al Nord Europa serve l’agricoltura italiana, ma per migliorare le condizioni di vita del nostro popolo seguendo le nostre specificità.
    Il certificato energetico, un pezzo di carta totalmente inutile rispetto al certificato antisismico.
    Questa è la UE, questo ci chiede?
    Perchè si deve agire sempre in emergenza, con extra spese ed extra costi in vite umane e materiali? Ancora ricordo le risate di quell’imprenditore edile sul terremoto dell’Aquila.
    Beh finchè lavoreremo sempre in emergenza ci sarà sempre qualcuno che starà ridendo…
    Tristezza ITALIA come ti sei ridotta…

  • Romina

    siamo diventati una paesello piccolo,piccolo,piccolo…che vergogna!
    basta un non nulla per diventare tragedia,poveri cristi innocenti!
    in un paese normale erano sani e salvi!
    VERGOGNA

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