martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 14:05
19 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 13:02

Norcia, quattro scosse di magnitudo 2.8 in pochi secondi. Marini: ‘Accoglienza sfollati resta priorità’

Summit in Regione tra giunta, parlamentari umbri e sindacati. Confesercenti: «Nel cratere del sisma Pil giù del 15 per cento e 2 mila famiglie a rischio povertà»

Norcia, quattro scosse di magnitudo 2.8 in pochi secondi. Marini: ‘Accoglienza sfollati resta priorità’
Zona rossa San Pellegrino (foto Fabrizi)

di Chia.Fa.

Quattro scosse di magnitudo compresa tra 2.7 e 2.9 nel giro di due minuti e mezzo. Nuova rapida sequenze di terremoti a Norcia dove lunedì tra le 13.34 e le 13.35 i sismografi dell’Istituto di geofisica e vulcanologia (Ingv) sono tornati a registrare una serie ravvicinati di eventi nitidamente avvertiti dalla popolazione. Lunedì pomeriggio la presidente Catiuscia Marini in Regione ha incontrato i parlamentari umbri e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, ribadendo a entrambi: «La priorità resta garantire alle popolazioni una adeguata assistenza, superando nei prossimi giorni l’alloggiamento in tenda, non più compatibile con le attuali condizioni atmosferiche». Sulla ricostruzione delle scuola, a Norcia l’edificio che ospitava l’asilo e l’elementare è totalmente inagibile, da New York il presidente del consiglio Matteo Renzi ha assicurato: «Quanto serve alle scuole sarà fuori dalle spese conteggiate nel patto di stabilità che vincola l’Italia all’Europa perché – ha detto – la stabilità dei nostri figli vale più della stabilità dei tecnocrati».

TUTTO SUL TERREMOTO

Quattro scosse in rapida sequenza La prima di magnitudo 2,9 si è verificata alle 13.34 ed è stata subito seguita da altre due scosse di magnitudo 2,8, mentre la quarta alle 13.36 è risultata di 2,7. A chiudere la sequenza un terremoto di magnitudo 2,1. Non si tratta della prima serie di eventi sismici rilevati negli ultimi giorni a Norcia, già giovedì pomeriggio la popolazione era stata nuovamente spaventata da tre forti terremoti verificatisi nel giro di pochi minuti, in quel caso però le scosse sono state di maggiore intensità, con le due più forti che hanno fatto segnare magnitudo 3,9. Nell’ambito degli incontri partecipativi sulla situazione post sisma, lunedì pomeriggio la presidente Catiuscia Marini ha organizzato due summit nella sala giunta di Palazzo Donini a Perugia, il primo coi parlamentari umbri e a seguire con le organizzazioni sindacali. Di fronte al sottosegretario dell’Interno, Gianpiero Bocci, e la vicepresidente della Camera, Marina Sereni, la governatrice ha illustrato un’informativa relativa alle problematiche legate all’emergenza post-sisma, con particolare riferimento all’assistenza alle popolazioni della Valnerina, e alla definizione del decreto legge con il quale il Governo detterà le norme per l’avvio della ricostruzione.

Marini: «Priorità resta superare sistemazione in tenda» All’incontro hanno partecipato i Cardinali, Galgano, Ginetti, Rossi, Gotor ed i deputati Ascani, Ciprini, Gallinella, Laffranco e Verini, ai quali è stato riferito che «al momento sono disponibili oltre 800 posti letto in strutture alberghiere del territorio e che i cittadini possono inoltre già far ricorso alle risorse per l’autonoma sistemazione. Nel frattempo – ha relazionato la Marini – è in atto la verifica di stabilità di tutti gli edifici per i quali i cittadini hanno segnalato danneggiamenti, con priorità per quelli che, nel caso di verificata agibilità, potrebbero permettere il rientro delle persone attualmente assistite dalla protezione civile» che in Umbria nella giornata di lunedì sono state 655 in forte calo rispetto ai 1.111 comunicati lo scorso 8 settembre, anche se dalla Regione spiegano che nei giorni successivi al terremoto del 24 agosto sono state accolte fino a 1.200 persone nei punti e campi di accoglienza allestiti perlopiù in strutture pubbliche agibili come palestre e proloco. Con la delegazione dei parlamentari, composta dai  senatori Cardinali, Galgano, Ginetti, Rossi, Gotor ed i deputati Ascani, Ciprini, Gallinella, Laffranco e Verini, è stato affrontato il tema dell’iter per la definizione del decreto per la ricostruzione ed il suo successivo passaggio in Parlamento.

Il nodo della ricostruzione integrata «Innanzitutto dovrà stabilire  sulla base di parametri scientifici e legati al livello di danneggiamento – è emerso al summit di Perugia – il cratere del sisma ovvero i Comuni che saranno ricompresi in questa area, specificando però che sicuramente il ristoro del danno subito da tutti gli immobili sarà comunque riconosciuto ai cittadini anche residenti in altri comuni che potranno quindi accedere ai contributi per la ricostruzione». Sul fronte della ricostruzione la Marini è tornata a calcare la mano sulle seconde case, evidenziando: «Abbiamo posto questo tema in quanto dobbiamo consentire una ricostruzione integrata, visto che le seconde case per contiguità molto spesso hanno compromesso l’agibilità di immobili non danneggiati». A Palazzo Donini si è anche discusso della ricostruzione dei beni artistici e culturali, circa 200 quelli al centro di richieste di sopralluogo presentate dalla diocesi di Spoleto-Norcia e dai Comuni: «Si tratta di un altro punto particolarmente importante per l’Umbria – si legge nella nota della Regione – che ha subito danni diffusi al proprio patrimonio che rappresenta uno degli aspetti di maggior importanza e attrazione per il turismo». Quindi è stata affrontata la questione legata al sostegno e alla ripresa delle attività economiche e della concessione degli ammortizzatori sociali per i lavoratori, sia dipendenti che autonomi: «Questo è un tema molto delicato – ha affermato Marini – perché in questa area, che già vive la marginalità legata all’area montana, se non si interviene con misure adeguate ed efficaci, si rischia un abbandono di attività economiche che impoverirebbero tutto il comprensorio ed anche l’economia regionale».

Confesercenti: «Nel cratere del sisma Pil giù del 15 per cento» Sul punto Confesercenti ha recentemente pubblicato una un’analis economica sui contraccolpi che il sisma avrà nelle economie dei piccoli comuni colpiti: «Gli effetti dureranno molto a lungo ma nel 2016 provocheranno una riduzione del Pil 15 per cento con il rischio di entrata in povertà per oltre 2mila famiglie». Nel dossier dell’associazione di categoria si spiega che nell’area del cratere sismico «emerge un ruolo rilevante dell’agricoltura (34,3 per cento), ma quasi un altro terzo delle imprese opera nel commercio e nel turismo (29,7 per cento). In particolare – prosegue l’analisi dell’associazione di categoria – si tratta di località la cui economia è particolarmente dipendente dalla spesa turistica (anche e soprattutto per seconde case), che attiva produzione di altri comparti». Una fotografia molto chiara anche più specificatamente per i quattro comuni umbri colpiti dal terremot ossia Norcia, Cascia, Preci e Monteleone di Spoleto: «Volendo arrivare a valutazioni concrete dell’impatto del terremoto sull’economia locale – rileva la Confesercenti – occorre fare riferimento ai dati del prodotto interno lordo, ovvero del valore aggiunto prodotto nei vari settori espresso in termini di pro capite. L’effetto è stimabile in una riduzione del Pil del -15 per cento nell’area, col valore aggiunto per abitante che arriverà a 12,8 mila per l’area (allineato all’ultima provincia italiana, il Medio Campidano). Ma l’aspetto da preme sottolineare è che l’impatto negativo evidenziato si propagherà probabilmente per un tempo compreso almeno tra 3 e 5 anni, con il rischio di indebolire ancor più il sistema economico locale. Riduzioni di questa portata inducono a evidenziare problemi di entrata in povertà per oltre 2 mila famiglie dell’area del cratere sismico».

 

@chilodice

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  • Giggio

    Ma il sindaco di norcia perché non è stato invitato?

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