giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 00:12
9 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 08:33

Terni, via allo studio Arpa sulle farfalle: esemplari analizzati da Torre Maggiore ai Prati di Stroncone

Progetto sulla possibile ricaduta di sostanze inquinanti nell'ecosistema. Il Pd: «Ambiente questione prioritaria». La Lega Nord: «Serve più trasparenza, apriamo un tavolo»

Terni, via allo studio Arpa sulle farfalle: esemplari analizzati da Torre Maggiore ai Prati di Stroncone

di Massimo Colonna

Tra i venti e trenta esemplari di farfalle saranno prelevati dai tecnici Arpa per analizzare la presenza di agenti inquinanti depositati nell’ecosistema. E’ uno dei progetti che l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale ha annunciato nel corso dell’ultima conferenza stampa in cui ha fatto il punto sugli ultimi dati che riguarda la situazione a Terni. Dati che hanno messo in evidenza diverse situazioni critiche. In questo contesto l’agenzia del presidente Walter Ganapini ha messo in campo diversi progetti, tra cui quello di analizzare le farfalle nella zona tra Torre Maggiore e i Prati di Stroncone. Intanto qualcosa di muove in politica con il Partito democratico e la Lega Nord che prendono posizione.

A caccia di farfalle La biodiversità ed il bio-accumulo di sostanze tossiche su animali e piante sono spesso utilizzati per valutare la qualità ambientale di un territorio. Come per esempio i licheni per la qualità dell’aria o i macro-invertebrati per lo studio delle acque fluviali. L’obiettivo dello studio, come si legge nei documenti Arpa, è «valutare la biodiversità ed il bio-accumulo nelle popolazioni di farfalle in relazione alla natura ed alla contaminazione del suolo dove queste popolazioni vivono».

Perchè le farfalle Le farfalle nei primi tre stadi di sviluppo (uovo, bruco e pupa) esplorano un territorio abbastanza ridotto e spesso in associazione con il suolo o piante specifiche. In questa fase della loro vita sono influenzate anche dalle deposizioni di sostanze dall’aria sul suolo e sulla vegetazione e dalla contaminazione delle piante di cui si nutrono.

Le zone Il progetto vuole «analizzare questi effetti in una serie di siti posti lungo un transetto della conca ternana , che si sviluppa dal monte Torre Maggiore a 1.200 metri sul livello del mare, fino ai Prati di Stroncone, a quota 1.000 metri. Obiettivo è verificare se ci sia una variazione significativa nelle proprietà studiate in funzione della posizione e quota nel transetto, in modo da evidenziare possibili effetti della deposizione delle polveri fini che si stratificano nel bacino della conca ternana attraverso il campionamento di erba e suoli nei siti prescelti e di farfalle nelle aree limitrofe ai campionamenti di suolo in un numero pari a 20-30 esemplari di tutte le specie presenti».

Il Partito democratico E dopo la pubblicazione dei dati Arpa qualche pezzo di politica ha preso posizione. «Consideriamo le problematiche ambientali – dichiara Andrea Cavicchioli, presidente del gruppo consiliare del Pd a Palazzo Spada in una nota – elementi prioritari del governo locale e riteniamo quindi utile la massima trasparenza dei dati nonché l’attività di ricerca e di individuazione delle soluzioni da parte di Arpa, della Regione e delle istituzioni locali. Riteniamo importante, in questo contesto, una proficua collaborazione nel rispetto dei ruoli fra tutti i soggetti deputati ed interessati e l’adozione in ogni sede del principio di precauzione rispetto agli atti da adottare e per le iniziative da intraprendere».

La Lega Nord A chiedere interventi decisi è il consigliere regionale della Lega Nord Emanuele Fiorini. «Trasparenza nei controlli, massima pubblicità dei dati raccolti, monitoraggio frequente, coinvolgimento delle istituzioni a livello regionale e nazionale, tavoli periodici di confronto sulla situazione ambientale: è ora di avviare un percorso che permetta di capire il reale stato di inquinamento della città di Terni e le sue ripercussioni sulla qualità della vita e la salute dei cittadini. Non c’è più niente da nascondere, è arrivato il momento di sedersi ad un tavolo e trovare una soluzione. Tutto per il bene e la salute dei cittadini. Siamo preoccupati per i dati che leggiamo nella relazione Arpa dove risulta evidente lo stato in cui versa la città tra l’elevata presenza di cromo nelle acque e di Pm10 e 2,5 nell’aria. Innanzitutto vogliamo capire da quanto tempo il Comune di Terni è a conoscenza della situazione, ignorandola e sottovalutandola, quindi si devono accertare le responsabilità. In secondo luogo chiediamo di guardare al futuro e cercare delle soluzioni concrete. Sarebbe opportuno creare gruppi di lavoro, coinvolgere la politica a livello regionale e nazionale, cercare un confronto con Ast e riconsiderare il ruolo dell’Arpa in un contesto critico come quello attuale. E’ il caso anche di coinvolgere le associazioni ambientaliste, cioè chi raccoglie dati ormai da anni senza essere ascoltato».

Twitter @tulhaidetto

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