lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 03:56
21 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 14:41

Terni, vende 573 numeri di Diabolik a 2 mila euro: «Gli altri 300 li tengo»

Numeri da capogiro quelli di Mario Gallini che ora colleziona francobolli ma vorrebbe scovare nelle soffitte dei ternani vecchie lettere di soldati e prigionieri di guerra

Terni, vende 573 numeri di Diabolik a 2 mila euro: «Gli altri 300 li tengo»

di Marta Rosati

‘Diabolik, 573 numeri dalla serie 1 all’anno 36 in vendita per 1.999 euro’, questo l’annuncio pubblicato sul gruppo Facebook ‘Vendo-Regalo-Scambio-Cerco a Terni’ che conta ben 9.083 membri e ogni giorno raccoglie decine e decine di offerte di ogni tipo. A scrivere il post (completo di specifica sui pezzi mancanti) è Mario Fabrizio Gallini, ostetrico in pensione che dall’adolescenza ad oggi ha messo da parte quasi 900 fumetti del brivido: «I 300 con la copertina a fondo bianco li tengo».

Vende 573 Diabolik per 2.000 euro I numeri del ‘Re del terrore’ che Gallini offre in cambio di 2mila euro sono 573; alla base nessuna ragione economica, anche se il 66enne spiega: «Il collezionismo di questi tempi è un ‘bene rifugio’».  Impossibile non ricordare, a tal proposito, il singolare collezionista di auto funebri. Ma Gallini come ha stabilito il prezzo dei fumetti?  «Ho visto che un singolo numero delle prime due annate è venduto anche a 250 euro – racconta a Umbria 24 – ; i miei Diabolik sono un po’ vissuti quindi ho dimezzato questo valore per i più datati che possiedo e calcolato pochi euro per ciascuno degli altri numeri». L’addio alla letteratura gialla di gioventù a Gallini non pesa nonostante evochi in lui ricordi felici: «Questa vendita è dovuta al fatto che col passare del tempo la mia passione per Diabolik è andata via via scemando, questa montagna di carta occupa tanto spazio e rischia di deteriorarsi, devo fare posto ad altre cose».

Mario Fabrizio Gallini Il simpatico collezionista ternano infatti adesso ha altro per le mani  e pure qualcosa per la testa: «Sto collezionando qualcosa di piuttosto demodé – premette – ma ciascun pezzo racconta una storia», sono i francobolli che custodisce gelosamente: «Non metto da parte carte valore qualunque, non mi interessa il valore della carta insomma, i miei francobolli preferiti sono quelli delle occupazioni italiane come l’impresa di D’Annunzio a Fiume, delle colonie». La ricerca è continua e, non contento, Gallini ha già puntato il cuore su un altro patrimonio storico: «Mi piacerebbe tanto che la gente cercasse in soffitta e in cantina, tra i ricordi di nonni, bisnonni e trisavoli, lettere autentiche di soldati e prigionieri di guerra, meglio se delle colonie italiane». Non è un caso: l’ostetrico in pensione, da vent’anni fa volontariato in Africa e, spinto dallo spirito umanitario, nella terra degli Afri non perde occasione per scovare testimonianze: «Ce ne sono, ma sono sicuro che qualche documento scritto possa raccontare molto di più, nelle lettere c’è la memoria dei protagonisti della Storia».

Twitter @martarosati28

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