lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 19:19
9 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 15:40

Terni, Usb contro la privatizzazione di Asm: «L’azienda pubblica non è un bancomat»

I sindacati: «Siamo fortemente contrari a operazioni di pura cassa», rinnovate le Rsu

Terni, Usb contro la privatizzazione di Asm: «L’azienda pubblica non è un bancomat»
La sede di Ams (foto F. Troccoli)

I sindacati contro il progetto del Comune di privatizzare una parte di Asm. Fa ancora discutere il piano di Palazzo Spada, emerso da alcune riunioni nei giorni scorsi e poi confermato dall’assessore al Bilancio Vittorio Piacenti D’UBaldi, di vendere alcune quote della partecipata al cento per cento da Palazzo Spada. Ad intervenire stavolta sono i sindacati tramite la Usb, che si dice contraria all’utilizzo di «una società pubblica come un istituto di credito».

Atteggiamento scorretto «L’Usb – si legge nella nota sindacale – ritiene che l’atteggiamento del Comune sia scorretto nei confronti dei lavoratori Asm e dei cittadini ternani in quanto nelle azioni ed affermazioni dell’assessore di competenza, non fornisce certezze per il futuro dell’azienda. L’Asm sembra rilegata al ruolo di ‘un istituto di credito’, con un crescente indebitamento finanziario con le banche, e ridotta a mero strumento ‘per far cassa’, riconfermando la volontà di vendere ai privati e non chiarendo per quale effettiva e duratura utilità pubblica».

Le domande A questo punto i sindacati si pongono alcune domande: «Chi ci dimostra – si chiedono – che non ci sono altri modi per non aumentare le tasse e quadrare i bilanci senza andare a svendere una società pubblica non in passivo, con contratti di servizio in essere e senza farne pagare i costi ai lavoratori? L’Usb è fortemente contraria a questo modo monetaristico e ragionieristico di amministrare le società ed i servizi pubblici e denuncia l’assenza di un confronto e di un progetto complessivo, in un quadro regionale e nazionale pieno di criticità nel settore».

Contrari a manovre di cassa L’Usb poi arriva a chiedere un confronto con l’amministrazione, che in sostanza rappresenta la proprietà dell’azienda che si occupa dei rifiuti. E i sindacati annunciano anche iniziative. «Siamo contrari – si legge nel documento – alla vendita a privati e ci opporremo a qualsiasi riorganizzazione che abbia esclusivamente una finalità economica e non di valorizzazione e che vada ad unico vantaggio delle casse comunali disastrate o di qualche altro privato del settore che risponderebbe a logiche poco trasparenti o dalle finalità non certo di pubblico interesse. Facciamo quindi appello ai lavoratori a sostenere le urgenti iniziative che promuoveremo sia come Rsu Usb che come federazione territoriale, per spingere l’amministrazione a rivedere il proprio orientamento».

Elezioni Rsu Il 5 e 6 maggio, intanto, proprio nella municipalizzata, sono state rinnovate le rappresentanze sindacali, il risultato finale ha visto la Filctem Cgil confermarsi come primo sindacato con 59 voti su 162 votanti, pari al 36,4%, un risultato che porta all’elezione di due delegati Cgil nella nuova Rsu. La segretaria generale Filctem, Marianna Formica: «La nostra vittoria ci rende fieri, dopo il risultato positivo riscontrato in Umbriadue, Aman e Sii. Ringraziamo  – conclude – tutti coloro che si sono messi a disposizione candidandosi nelle nostre liste e tutti i lavoratori che hanno espresso la loro fiducia in noi votandoci».

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