sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 06:54
12 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 11:00

Terni, traffico di gasolio rivenduto in ‘nero': scoperta maxitruffa allo Stato per 11 milioni

La Finanza ha denunciato 22 persone e sequestrato beni per 7 milioni a un gruppo che gestiva un deposito di carburanti

Terni, traffico di gasolio rivenduto in ‘nero': scoperta maxitruffa allo Stato per 11 milioni
La conferenza stampa della gdf con il procuratore Liguori

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di Massimo Colonna

Truffa aggravata ai danni dello Stato per 11 milioni di euro per l’illecita commercializzazione di gasolio evadendo le accise, una frode fiscale per 2,5 milioni di Iva evasa con 22 persone denunciate e sequestro di beni per oltre 7 milioni di euro. Questi i risultati dell’indagine ‘Dirty fuel’, coordinata dalla procura di Terni e condotta dai finanzieri del Gico insieme al personale dell’ufficio antifrode dell’Agenzia delle dogane.

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Dirty fuel Il gruppo criminale – secondo quanto spiegato in conferenza stampa dal procuratore Alberto Liguori – gestiva un deposito fiscale di prodotti petroliferi a Terni. Le indagini hanno portato alla luce numerosissime vendite di gasolio a tassazione agevolata o esente (in particolare quelli per gli usi agricoli o per la pesca) a clienti fittizi in Lazio, Abruzzo, Molise e Campania. Invece, il carburante veniva destinato a impieghi a tassazione piena come l’autotrasporto.

Modus operandi Di fatto, attraverso, la manomissione degli impianti, si simulava la vendita per usi a tassazione agevolata, che venivano falsamente fatturati da società ‘cartiere’. Invece, restava nei depositi, da dove veniva poi venduto ad autotrasportatori. Dalle indagini e perquisizioni è emerso che il gruppo ha immesso sul mercato quasi 20 milioni di litri di gasolio di cui 450 mila illecitamente accantonato e rivenduto sottobanco.

Il meccanismo L’intero meccanismo criminoso, secondo la procura, sfruttava l’autorizzazione concessa agli indagati per la gestione di un deposito fiscale, utilizzato per l’immagazzinamento di prodotti petroliferi sospensivo d’imposta che in realtà poi costitutiva lo schermo attraverso cui il sodalizio perseguiva i suoi progetti criminosi. La perquisizione di una società coinvolta ha portato alla scoperta di una contabilità ‘parallela’, attraverso la quale è stato possibile ricostruire l’enorme volume di affari del gruppo.

I denunciati A finire denunciati sono dodici soggetti che fanno parte dell’associazione e altri dieci che hanno partecipato a diverso titolo al piano, come per esempio gli autotrasportatori del gasolio. Inoltre la procura si è mossa anche sul fronte dei sequestri di beni: sigilli sette motrici e sei rimorchi, un intero deposito fiscale, 53 fabbricati, 21 terreni, 13 auto, 3 moto, quote societarie per 12 società, 52 rapporti bancari.

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