domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 05:42
2 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 13:35

Terni, tira e molla su interdizione pozzi Ast e M5s attacca: «Si gioca sulla pelle dei lavoratori»

L’azienda: «Acqua potabile». Di Girolamo rettifica l’ordinanza ma i dipendenti temono per la loro salute. Rsu cercano risposte, grillini chiedono consiglio straordinario

Terni, tira e molla su interdizione pozzi Ast e M5s attacca: «Si gioca sulla pelle dei lavoratori»
(foto Rosati)

«Il sindaco della città di Terni è Thyssenkrupp». Lo dichiarano Thomas De Luca e Andrea Liberati del Movimento 5 stelle commentando il tira e molla sulle disposizioni del primo cittadino Leopoldo Di Girolamo rispetto all’utilizzo dell’acqua dagli emungimenti nella zona dello stabilimento siderurgico di viale Brin, prima completamente interdetto con relativo allaccio alla rete idrica pubblica poi autorizzato, con una rettifica del Comune, per i due pozzi interni dello stabilimento.

Giallo sull’ordinanza Quello che si è delineato tra la tarda serata di mercoledì e le primissime ore di giovedì, un vero e proprio ‘mistero dell’ordinanza sindacale’. A far cambiare idea al numero uno di Palazzo Spada, sarebbe stata a trasmissione dei dati sulle analisi effettuate da Arpa e Ast; il dietrofront, secondo indiscrezioni, sarebbe maturato nel corso di una straordinaria riunione di maggioranza convocata d’urgenza diverse ore dopo il tramonto, tanto che la rettifica è stata comunicata dall’Acciai speciali Terni alle Rsu poco prima della mezzanotte. L’azienda sin da subito aveva infatti fatto sapere: «Siamo in regola con le certificazioni, nessuna contaminazione». Nel dubbio le Rsu si sono riservate di indagare.

Acque inquinate L’allarme ambientale era stato lanciato dal M5s, con tanto di diffusione dati: «Livelli di cromo esavalente 34 volte superiore al limite consentito» e, applicando il cosiddetto principio di precauzione, Di Girolamo aveva inteso vietare l’utilizzo dell’acqua proveniente dal sottosuolo dell’area dello stabilimento per garantire l’igiene e la salute pubblica. Poi però, apprese le ragioni Ast secondo la quale non c’era motivo di interdire l’utilizzo dei pozzi interni, il sindaco ha fatto dietrofront. L’inversione di marcia ha scatenato l’ira dei Cinque stelle che ora esprimono solidarietà ai lavoratori. L’acqua in questione infatti (quella derivante dai due pozzi interni), è quella che arriva nei bagni e negli spogliatoi di fabbrica, quindi acqua con la quale i lavoratori si lavano e si dissetano: «Qui – scrivono i grillini – si gioca sulla pelle di operai e impiegati».

Thyssenkrupp il vero sindaco di Terni Pesantissima la denuncia del Movimento 5 stelle nei confronti della multinazionale e dell’ente di piazza Ridolfi: «Thyssenkrupp ha superato il limite. Anziché annunciare di essere disposta a pagare i danni cagionati (fiume Nera pesantemente inquinato, alimenti contaminati, cromo esavalente nelle falde, la Conca ridotta a semidiscarica) di fatto ancora comanda Comune e Regione, minacciando pure il blocco dello stabilimento. Nel silenzio complice di Palazzo Donini, il Comune si è affrettato a sconfessare una propria ordinanza, laddove avrebbe dovuto applicare ancor più rigorosamente la legge, vista la diffusa contaminazione di tutte le matrici e visto che col cromo VI nessuno può scherzare: e allora quante persone, quanti lavoratori si sono dissetati con acqua tutt’altro che pulita negli ultimi anni? E quante persone, quanti residenti, hanno mangiato alimenti avvelenati?»

Fare luce sulla questione Il Movimento 5 stelle annuncia: «Chiediamo formale convocazione di una seduta straordinaria di consiglio regionale e comunale perché non è rinviabile una discussione seria e incisiva sulle sorti di questa città e di questa azienda, i cui destini sembrano ancora una volta fatalmente intrecciati». Le rappresentanza sindacali, dal canto loro, si sono dette pronte a fare verifiche.

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