lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 17:37
5 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 14:13

Terni tenta la strada dell’Art bonus per recuperare il Teatro Verdi: si affaccia anche Ast

A privati e imprese la richiesta di partecipare alle spese per il recupero dei beni culturali, in cambio incentivi fiscali come credito d’imposta: Narni opta per il teatro seicentesco

Terni tenta la strada dell’Art bonus per recuperare il Teatro Verdi: si affaccia anche Ast

MULTIMEDIA

Guarda il video

di Marta Rosati

Il governo nazionale mette a disposizione di privati e imprese degli incentivi fiscali per chi si riscopre mecenate, restituendo in credito d’imposta il 65% del contributo devoluto alla rigenerazione dei beni culturali. Ai Comuni la scelta delle azioni da porre a finanziamento: Terni mette in lista il recupero del teatro Verdi, dei giardini pubblici la Passeggiata e la riprogettazione e ristrutturazione degli spazi bct. Narni opta per il teatro seicentesco presso Palazzo Comunale e le mura urbiche cinquecentesche. Così i due enti aprono le porte ad Art Bonus e tra gli ospiti in sala c’è il responsabile delle relazioni esterne di Ast Tullio Camiglieri. Al momento non pare che l’azienda abbia deciso di aderire all’iniziativa, ma senza dubbio dimostra almeno di valutare l’ipotesi.

Chiamata alle arti: videointervista all’assessore Armillei

Art bonus Nella sala della bct alla presentazione di Art bonus c’è anche Paolo Cianfoni di Confcommercio Umbria che, pungolato da Umbria 24, ammette: «Informeremo le nostre imprese di questa opportunità». Fosse la volta buona che Palazzo Spada trova i fondi per il Verdi. È qui che Giorgio Armillei, assessore alla cultura del Comune di Terni e il suo collega Francesco Andreani con delega all’urbanistica incontrano la stampa per promuovere lo strumento. Peccato che, per il teatro, non ci sia ancora un progetto definito: «Questo immobile rappresenta un elemento identitario per la città e a noi interessa che la ristrutturazione di questo bene sia condiviso, abbiamo stimato la necessità di 16,5 milioni di euro (ad aprile si era detto 15), di cui 3 sono già stati stanziati per la torre scenica, i lavori della quale saranno presto assegnati, altri 6 si impegna a reperirli l’amministrazione comunale e i restanti 7,5 da trovare» risponde Andreani.

Siamo tutti mecenati Perché un privato dovrebbe però scegliere di finanziare la rigenerazione di un’opera senza conoscere il risultato finale? «Anche la fase di progettazione ha i suoi costi – glissa  l’assessore -, un concorso potrebbe necessitare anche 200 mila euro». Certo, si sa, Umbria 24 lo aveva anticipato: Palazzo Spada pensa ad una gara internazionale per individuare la soluzione architettonica migliore. Passi pure l’interpretazione ma la garanzia di successo? «Quella sta nella capacità di monitorare le fasi di realizzazione non in senso burocratico ma concreto – risponde Armillei – dal momento che un’amministrazione sceglie di aprire ad Art bonus per determinati beni, deve innescarsi un meccanismo virtuoso che porti a completamento quelle opere». In ogni caso c’è la possibilità di suddividere il costo complessivo della rigenerazione dei beni in stralci.

Narni Soddisfatto dell’iniziativa di governo anche Gianni Giombolini, assessore alla cultura del Comune di Narni: «Questa opportunità  dà il senso della visione condivisa dei beni e di esempi ne abbiamo già; con il Lions di Narni – spiega – stiamo provvedendo al recupero delle mura cittadine e siamo entrati nel circuito delle città murarie, l’anno scorso Pernazza group ha finanziato il recupero della fontana del moro.  La partecipazione pubblico-privata è uno strumento indispensabile per la collettività tutta, a maggior ragione se ci sono incentivi fiscali». Già, perché come ha spiegato Carolina Botti, direttore Centrale di Ales arte, lavoro e servizi «è come se il cittadino, ricevendo un credito d’imposta del 65% detraibile in 3 quote annuali, scegliesse come investire quanto paga per le tasse, è lui stesso a stilare delle priorità». Sarà possibile da qui in avanti inserire sul sito artbonus.it, nel portale del Mibac, altre azioni di recupero da finanziare, sia su proposta dell’ente che dei cittadini mecenati. Dallo stesso sito online è possibile provvedere al bonifico bancario per fare la donazione, per la quale non c’è un importo minimo stabilito.

Twitter @martarosati28

 

©Riproduzione riservata

COMMENTA LA NOTIZIA

Attezione!

Per commentare puoi loggarti con l'account social che preferisci, facebook, twitter, google plus, oppure creare un nuovo account sulla piattaforma disqus.
Leggi la guida su come inserire un commento ed interagire con la community.

// CONDIZIONI GENERALI DI UTILIZZO

Condividi

banner 300x250
banner 300x250
banner 300x250
banner 300x250