mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 13:57
11 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 14:29

Terni, stupra la moglie ma è violento anche in carcere: espulso il tunisino abile coi coltelli

Lo straniero è stato accompagnato a Roma Fiumicino da cinque agenti. Aggressivo anche a Vocabolo Sabbione, è stato allontanato dall'Italia come misura alternativa alla detenzione

Terni, stupra la moglie ma è violento anche in carcere: espulso il tunisino abile coi coltelli
In pattuglia con la polizia

Avrebbe dovuto scontare tre anni nel carcere di Vocabolo Sabbione per minacce nei confronti dei familiari ma la sua condotta violenta anche dietro le sbarre è costata ad un tunisino di 54 anni l’espulsione coatta dal territorio italiano. Accompagnato da una scorta armata di cinque agenti a Fiumicino, all’alba di sabato è stato condotto fino a Tunisi da tre poliziotti specializzati in scorte internazionali.

Le minacce col coltello L’uomo era stato arrestato dalla polizia di Terni il 6 maggio 2014 quando – secondo la ricostruzione della squadra volante – aveva minacciato di morte i familiari brandendo un grosso coltello da cucina. Lo straniero, disoccupato, con segnalazioni di polizia per maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e violenza sessuale nei confronti della moglie (alcuni episodi sarebbero stati commessi perfino davanti ai figli minori), era in Italia dal 2005 con un regolare permesso di soggiorno. Nel 2014 era arrivata la condanna da scontare dietro le sbarre per le minacce.

Espulsione coatta Anche durante la detenzione – si è appreso sempre in questura – l’uomo avrebbe tenuto un atteggiamento aggressivo e violento, tanto che è stata disposta nei suoi confronti, come misura alternativa alla detenzione, l’espulsione coatta dal territorio nazionale. Sabato mattina all’alba una scorta armata di cinque agenti lo ha accompagnato all’aeroporto di Fiumicino e tre poliziotti, specializzati in scorte internazionali, lo hanno portato fino a Tunisi.

©Riproduzione riservata

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  • mogomano

    gli Imam devono collaborare maggiormente con le autorità italiane, e le comunità di origine straniera altrettanto.

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