lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 22:44
21 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 18:52

Terni, sindacati sul caso InViaggi: «Licenziare 35 dipendenti non è sinonimo di rilancio»

Forte preoccupazione per il futuro dell’azienda, presto un tavolo regionale

Terni, sindacati sul caso InViaggi: «Licenziare 35 dipendenti non è sinonimo di rilancio»

«Non si rilancia un’azienda licenziando 35 lavoratori su 47, un’azione del genere può portare piuttosto all’epilogo di una storia importante per Terni e per l’Umbria e a conseguenze sociali drammatiche per decine di famiglie, in un territorio già martoriato dalla crisi». È così che Filcams Cgil e Uiltucs Uil intervengono sul caso Inviaggi in risposta all’azienda che promette rilancio.

Licenziamenti InViaggi «Quando si licenzia l’80% della forza lavoro non c’è flessibilità che tenga – sostengono le due sigle – ma si è di fronte ad un vero e proprio smantellamento. Nella InViaggi, dopo l’insediamento della nuova compagine societaria di maggioranza dallo scorso marzo, mancano prospettive e programmazione, c’è forte difficoltà a confrontarsi con la controparte. È per questo che obiettivo primario di Filcams e Uiltucs è quello di aprire al più presto una tavolo regionale con le istituzioni, per incanalare la vertenza in una gestione il più possibile condivisa e trasparente».

Filcams e Uiltucs «InViaggi ha recentemente compiuto 35 anni – è il commento di Matteo Lattanzi, della Filcams Cgil di Terni – ma l’unico ‘35’ che ci sta veramente a cuore è il numero di lavoratori messi alla porta. Per cui – prosegue il segretario Filcams – prendiamo atto del comunicato dell’azienda nel quale si parla di ‘rilancio’, ‘flessibilità’ e ‘ottimismo’, ma contestiamo fermamente la procedura di licenziamento aperta, che con queste parole non ha nulla a che fare». «A breve procederemo all’esame congiunto con l’azienda sull’apertura della procedura che hanno richiesto – spiega Massimiliano Ferrante della Uiltucs di Terni – ma chiediamo con forza anche alle istituzioni, a tutti i livelli, di intervenire per salvaguardare un’importante realtà regionale del settore turistico e soprattutto il futuro di 47 famiglie ternane».

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