lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 14:15
28 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 15:24

Terni, si torna in aula per l’omicidio Moracci: «Asfissia violenta, ecco come è morto Giulio»

Ad un anno dalla rapina finita nel sangue sfilano i testi nel processo per i presunti basisti e il palo. Parla il medico che ha effettuato l’autopsia. Il benzinaio: «Li ho visti parlottare»

Terni, si torna in aula per l’omicidio Moracci: «Asfissia violenta, ecco come è morto Giulio»

di Massimo Colonna

«Causa asfittica violenta. Il rigurgito alimentare e il dislocamento della dentiera hanno influito sulle cause della morte». «Sì, li ho visti parlottare prima di entrare nella casa». Sono alcuni passaggi delle testimonianze rilasciate in aula nel secondo processo incardinato per l’omicidio di Giulio Moracci, dopo quello che ha riguardato i due esecutori materiali della rapina finita nel sangue, Elvis Epure, 20 anni, e Gheorghe Buzdugan, un anno più grande, condannati all’ergastolo lo scorso 18 aprile in rito abbreviato. In aula giovedì mattina il processo a carico dei presunti basisti e del palo della banda.

In aula Al palo dunque ci sono Gianfranco Strippoli, Claudio Lupi, Angela Cioce, considerati le menti del colpo, e Daniel Buzdugan, 43enne, ossia colui che aspettava gli autori materiali della rapina. Davanti al giudice Massimo Zanetti e alla corte d’Assise giovedì hanno dunque sfilato i testi dell’accusa.

Il medico legale Il primo a parlare è stato il medico legale Luigi Carlini, tra i primi incaricati dal pubblico ministero Barbara Mazzullo a mettere piede in casa Moracci in via Andromeda 1 a Gabelletta lo scorso 28 aprile, esattamente un anno fa. Carlini ha sostanzialmente confermato gli esiti del primo esame autoptico, parlando di «causa asfittica violenta» per la causa della morte del 91enne ternano. Nelle cause del decesso il medico ha inserito anche l’apporto «sia del rigurgito alimentare sia del dislocamento della protesi dentaria dell’uomo». L’uomo, ha ricostruito Carlini rispondendo anche alle domande di parte, si trovava con il volto verso il materasso del proprio letto matrimoniale, posizione questa che ha ovviamente influito anche perché l’uomo «non toccava con i piedi in terra e dunque, avendo le mani legate, non poteva fare perno sulle gambe per liberarsi». Sul volto di Giulio Moracci inoltre non sarebbero state riscontrate ecchimosi, che invece erano sui polsi, probabilmente a causa dello sfregamento contro le corde nel tentativo di liberarsi.

«Li ho visti parlottare» Poi hanno sfilato gli altri testi, ossia un carabinieri che ha preso parte alle indagini proprio nel giorno del delitto, il quale ha ricostruito alcune fasi dei momenti che hanno portato all’arresto dei due esecutori materiali pochi minuti dopo aver eseguito la rapina. Inoltre è stato sentito anche un uomo che lavora in una stazione di servizio della zona, il quale ha spiegato di aver visto i protagonisti del colpo parlottare prima della rapina proprio nelle vicinanze di via Andromeda. In aula anche i legali difensori Francesco Mattiangeli, Donatella Panzarola e Giuseppe Squitieri. L’udienza sarà aggiornata il 12 maggio.

Twitter @tulhaidetto

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