sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 17:29
14 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 12:46

Terni, revisori dei conti sorteggiati a giugno ma fermi ai box: nodo incompatibilità da sciogliere

Atteso parere tecnico e ratifica dei nomi in consiglio comunale, il collegio è scaduto e Melasecche: «Troppi ritardi Intervenga il prefetto»

Terni, revisori dei conti sorteggiati a giugno ma fermi ai box: nodo incompatibilità da sciogliere
Palazzo Spada (foto Rosati)

di Marta Rosati

Scaduto il collegio dei revisori dei conti, lo scorso giugno il Comune di Terni ha provveduto, secondo le norme vigenti in materia, al sorteggio dei tre nuovi membri ma a distanza di tre mesi la formazione dell’organo di controllo interno non è ancora passata in consiglio per la rituale ratifica. Il consigliere di I love Terni, Enrico Melasecche, solleva la questione: «Incompatibilità su incompatibilità stanno ritardando le cose, perché?»

Incompatibilità Secondo quanto risulta a Umbria 24, tra i sorteggiati iscritti nella lista del Ministero degli Interni, ne sarebbero stati estratti due di Terni, «molto vicini all’amministrazione» chiosa Melasecche e uno avrebbe subito rinunciato per dichiarata incompatibilità. L’operazione avrebbe invece subito uno stop per l’altro consulente fiscale; si tratta di Carlo Ulisse Rossi, già revisore dei conti in Umbria Energy per parte di Acea e presidente del collegio sindacale di Cosp Tecno service. Per questi due incarichi che già ricopre, a Palazzo Spada è cresciuto il sospetto di incompatibilità ma lo stesso Rossi avrebbe già depositato tutta la documentazione che attesterebbe il suo diritto a far parte del collegio; probabilmente però il parere di regolarità tarda ad arrivare perché il passaggio dei nomi in consiglio, per la ratifica, non c’è ancora stato. Gli altri due sorteggiati sono di fuori provincia, un professionista di Citta di Castello e una di Castiglione del Lago.

Revisori dei conti «Uno degli organi più delicati per un Comune, sul fronte del controllo della situazione economico finanziaria, soprattutto in tempi di crisi – commenta Melasecche – è proprio il collegio dei revisori dei conti, scaduto nel caso nostro da mesi. I tre nuovi nomi, sorteggiati come prevede la legge, non vengono ancora portati in consiglio comunale. Non è più possibile però attendere oltre. L’intero consiglio comunale deve confrontarsi con i Revisori dei Conti e la III Commissione in particolare, dovendo approfondire temi delicatissimi  come la situazione finanziaria del Comune e delle società partecipate, la vendita delle farmacie voluta dal sindaco per fare cassa e sopravvivere fino alla fine del mandato, ha necessità della pienezza dei poteri di quell’organo. Chiediamo l’intervento del Prefetto per sbloccare questa situazione anomala».

Bilanci del Comune di Terni Oltre le polemiche, il vicepresidente della terza commissione riconosce il buon lavoro fatto dal collegio uscente: «Con il passaggio dai revisori dei conti nominati dal sindaco per ragioni politiche a quelli sorteggiati da un elenco pubblico regionale, riforma rivoluzionaria voluta dal secondo governo Berlusconi, c’è stato un salto di qualità e di indipendenza non indifferenti, tant’è che Di Girolamo e Piacenti sono stati costretti a far emergere la voragine di debiti prima nascosti nelle pieghe dei residui attivi inesistenti con cui da almeno dieci anni si truccava il bilancio del Comune. Diversamente Terni non sarebbe mai rientrata nel patto di stabilità con problemi politici enormi. Ricordo – conclude – che il disavanzo dichiarato nel 2015 è pari a 55,5 milioni di euro».

@martarosati28

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