mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 03:43
12 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 12:18

Terni, rete di trafficanti inondava di droga la città: 7 arresti. Il Gip: «Forma di franchising criminale»

Operazione della polizia: hashish e cocaina da Roma, Napoli e Croazia spacciata da pusher anche minorenni: «Stava per diventare malavita organizzata»

Terni, rete di trafficanti inondava di droga la città: 7 arresti. Il Gip: «Forma di franchising criminale»
La conferenza stampa del procuratore di Terni Alberto Liguori

di Massimo Colonna

Una rete di fornitori e spacciatori fermata appena prima che potesse diventare una vera e propria forma di «malavita organizzata». La squadra Antidroga della squadra mobile della questura di Terni, diretta dal vice questore aggiunto Alfredo Luzi e coordinata dal procuratore Alberto Liguori, ha eseguito stamattina 7 delle 9 (due individui sono all’estero) ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip Maurizio Santoloci, su richiesta  del pm Elisabetta Massini, nei confronti di altrettanti individui dediti al traffico di sostanze stupefacenti. L’operazione prende il nome di ‘Cavallo di Troia’, in riferimento al fatto che la droga veniva fatta entrare nel ‘giro’ dei più giovani sfruttando minorenni e giovanissimi che la nascondevano all’interno dei propri scooter.

VIDEO: POLIZIA IN AZIONE
GALLERY: GLI ARRESTATI

L’indagine Nel corso dell’indagine, durata più di un anno, sono stati sequestrati 7 chilogrammi di hashish, 300 grammi di cocaina e 10 mila euro in contanti. Nel corso dei mesi, erano già finite in manette 10 persone, perlopiù pusher, e denunciate 18. Tutto è partito da alcune segnalazioni confidenziali su un 49enne autotrasportatore pugliese, da molti anni residente a Terni. Da lui si è arrivati a individuare l’intera filiera criminale. La droga arrivava da Roma, Napoli e anche dalla Croazia nel doppiofondo dei sedili di auto.

I pusher minorenni «Le zone dello spaccio – è stato spiegato in conferenza stampa – erano i parchi e le vie del centro storico e a vendere erano spesso minorenni che così si pagavano le loro dosi: velocissimi, spesso senza casco e anche contromano, i ragazzi cedevano la droga e incassavano, il tutto in pochi secondi per poi schizzare via».

Franchising criminale Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Terni Maurizio Santoloci, nell’ordinanza, ha definito il gruppo «una forma di criminalità aggregata, un nuovo franchising criminale inteso come nuove forme delinquenziali aggregate tra più persone, ma non ancora connesse in gran parte dei casi a forme di malavita organizzata». Secondo quanto ricostruito infatti l’organizzazione dello spaccio si era strutturata con un centro operativo in una abitazione, in cui veniva organizzato tutto il giro: da un lato c’era chi si occupava della rete di spacciatori, dall’altro chi gestiva il denaro contante e il recupero dei crediti derivanti proprio dallo spaccio.

Anche a scuola La rete si era organizzata in modo specifico: in particolare c’era un ricambio dei pusher continuo. Elemento questo che permetteva l’aumento del giro di droga e l’infiltrazione nei locali e nei punti di ritrovo dedicati in particolare ai giovani. In particolare gli inquirenti hanno ricostruito che diversi baby spacciatori, studenti, entravano in azione anche a scuola. Anche perchè erano allettati dalla possibilità di trasformarsi da consumatori e spacciatori e quindi di poter arrotondare la paghetta dei genitori.

Gli arrestati In manette sono finiti: l’autotrasportatore pugliese C.C., che vendeva droga direttamente a casa sua nella zona dell’ospedale, il ternano 26enne Salvatore Antonelli e Giacomo Pichierri, 26enne di Taranto, ritenuti a capo dell’organizzazione. Poi A.E. 34enne napoletano, G.M. 24enne romano, F.F. 24enne ternano, M.F. 43enne ternano, e due marocchini regolari residenti in provincia: B.K. di 40 anni e J.K. di 22 anni. Tutti risultano con diversi precedenti penali, nelle abitazioni degli arrestati, durante le perquisizioni domiciliari, gli agenti hanno trovato diverso materiale per il confezionamento della droga.

Il plauso delle istituzioni «Abbiamo messo le mani su uno dei più importanti giri di droga della città – ha spiegato il vicequestore Luzi – con una indagine portata avanti da oltre un anno e che ha visto complessivamente l’arresto di dieci persone e la denuncia di altre 18, oltre all’operazione di queste ultime ore». «Un grande lavoro di coordinamento tra procura e questura – hanno spiegato il capo procuratore Alberto Liguori e il questore Carmine Belfiore in conferenza – che testimonia come l’attenzione delle istituzioni e delle forze dell’ordine in città sia massima anche sotto il profilo della lotta allo smercio di droga».

Twitter @tulhaidetto  

 

 

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