martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 08:58
10 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 12:52

Terni, raffica di polemiche sull’approvazione dei bilanci: ai consiglieri mancano ancora documenti

Durissimi attacchi di Melasecche e Terni città futura su tempi e scelte della giunta

Terni, raffica di polemiche sull’approvazione dei bilanci: ai consiglieri mancano ancora documenti
Palazzo Spada (foto Rosati)

«Confusione che aumenta e situazioni imbarazzanti, ma la spavalderia dell’assessore Vittorio Piacenti D’Ubaldi è intatta». Questa la pesante denuncia del capogruppo di I love Terni, Enrico Melasecche, rispetto ai ritardi accumulatisi per l’approvazione dei bilanci: «I fatti di queste ore sono sintomatici della confusione che regna – tuona il consigliere – si decidono consigli comunali a raffica per approvare i bilanci, con commissioni programmate a mitraglia ma non arrivano in tempo i documenti relativi al bilancio preventivo 2016 per cui si è costretti a fare marcia indietro con figure barbine». In vista del voto, sull’argomento si è espressa anche l’associazione Terni città futura che, facendo riferimento agli aumenti delle tariffe, ammonisce: «La città merita di meglio».

Bilancio di previsione 2016 L’annullamento della seduta di terza commissione, per mancanza di documenti, come era prevedibile ha fatto scalpore e a dirla tutta, regna ancora una certa incertezza sulle date calendarizzate dal consiglio. Secondo quanto si apprende infatti, il presidente Piermatti avrebbe convocato nuovamente i commissari venerdì mattina (13 maggio) e lunedì pomeriggio (quando è in programma la prima seduta di consiglio per la discussione sul consuntivo 2015). Il calendario dei lavori a Palazzo Spada insomma, potrebbe subire ancora variazioni e slittamenti e l’opposizione non manca di evidenziarlo.

Il Collegio dei revisori dei conti «Errori gravi sul bilancio consuntivo 2015, rilevati dai revisori dei conti – denuncia Melasecche – hanno obbligato a correggerlo di tutta fretta, con il risultato di aumentare il ritardo nella discussione finale in aula e relativa approvazione che avrebbe dovuto esserci entro aprile mentre non avverrà se non all’inizio della seconda quindicina di maggio. Gli stessi revisori dei conti denunciano ufficialmente, oltre a problemi economico finanziari gravi, la carenza di personale ma anche la disorganizzazione del settore specifico. Il Pd – prosegue con vena polemica – vista la situazione spinge per un prepensionamento generalizzato pur di arraffare risparmi qua e là; cinquanta dipendenti in pensione, dirigenti compresi porterebbero ad un risparmio di circa 2.000.000 l’anno ma anche ad una rarefazione di esperienze e di professionalità non facilmente recuperabili».

Slitta la seduta convocata dal presidente Sandro Piermatti In terza commissione – tuona l’ex Udc – siamo costretti a studiare chili di documenti fra la convocazione del venerdì e quella del lunedì successivo, senza peraltro la consegna della relazione dei revisori dei conti, essenziale per districarsi nella massa ingarbugliata di cifre dietro cui si nascondono trappole e furbizie tese a forzare un pareggio di bilancio impossibile. Cominciamo l’analisi approfondita di tutte le partite relative ai residui attivi che da nove anni il Comune non è riuscito ad incassare e, secondo, noi non incasserà. Se dovesse portare a risultati positivi, con un aumento di pari importo del disavanzo, partirà una denuncia contro chi ha presentato ma ha anche votato il consuntivo 2015».

Terni città futura «Debiti ingenti – fanno eco da Terni città futura – gravano sulla collettività per politiche inadeguate che si trascinano da decenni, riteniamo sia arrivato il momento di una presa di distanza da questo passato, soprattutto nell’interesse dei cittadini, e fare l’estremo tentativo di una netta inversione di tendenza. Spiace che non si registrino segnali in questa direzione ed anzi tutto sembra procedere nella più totale ed assoluta continuità amministrativa. Gli sforzi enormi con cui questo bilancio 2016 cerca di spalmare su tre anni il contenimento di un rilevantissimo buco economico sono basati su scelte scellerate: un aumento del 15% delle tariffe per le mense scolastiche, un aumento del 3.1% della Tari per le utenze non domestiche, andando a colpire ancora più duramente i tanti piccoli commercianti fiaccati della crisi, l’inevitabile prospettiva di svendita delle partecipate, l’aumento dell’ Irpef, il mantenimento di convenzioni capestro e l’inserimento di crediti ormai inesigibili da anni. La città merita di meglio».

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