mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 15:40
16 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 20:30

Terni, pulper sospetto nell’inceneritore: comitato e M5s chiedono provvedimenti al Comune

Intanto emergono nuovi particolari delle carte dell’inchiesta Demetra di Firenze: «Il materiale conferito non era conforme ai requisiti richiesti». Acea non è coinvolta

Terni, pulper sospetto nell’inceneritore: comitato e M5s chiedono provvedimenti al Comune

di Massimo Colonna e Chiara Fabrizi

Il comitato No Inceneritori che chiede un intervento del sindaco e annuncia una manifestazione pubblica mercoledì sotto la prefettura. Poi il Movimento Cinque Stelle che lancia una proposta di delibera e un atto di indirizzo in consiglio comunale sostanzialmente per chiedere maggiore trasparenza. E intanto emergono nuovi particolari dalle 56 pagine dell’ordinanza firmata dal gip di Firenze sull’operazione Demetra, che ha smascherato un presunto giro di alterazione dei rifiuti che finivano in diversi termovalorizzatori, tra cui quello di Terni, senza avere le caratteristiche richieste. L’impianto ternano della Aria Srl, che fa parte delle multiutility Acea, non risulta coinvolto nell’indagine visto che secondo la procura avrebbe lavorato pulper non in regola a causa delle erronee procedure di altre aziende.

Pulper arricchito Sul caso interviene il Comitato No Inceneritori che chiama in causa direttamente il sindaco Leopoldo Di Girolamo: «La vicenda del pulper bruciato anche nell’inceneritore Aria Srl di Acea – si legge nella nota del comitato –  ha dei contorni inquietanti. Il rifiuto infatti non solo aveva umidità in eccesso, ma aveva ‘elevate concentrazioni di idrocarburi’ data l’aggiunta di altri rifiuti al pulper in uscita dalla cartiera, tale da renderlo non idoneo alla combustione. A chi facessero comodo la maggiore umidità e l’alta concentrazione di idrocarburi sarebbe davvero interessante saperlo. Sta di fatto che negli anni 2013 e 2014 a Terni è stato bruciato pulper di questa fattispecie. Eppure i dati sulle emissioni dell’inceneritore prodotti da Acea hanno sempre fornito un quadro rassicurante».

La manifestazione Il comitato poi annuncia una manifestazione pubblica sotto gli uffici della prefettura. «Curioso davvero poi – prosegue la nota – che l’inceneritore di Acea, come apprendiamo dal bilancio 2014, ha dovuto effettuare analisi sul pulper in entrata, durante tutto il 2013, per stabilire quanta fosse la frazione biodegradabile contenuta nel pulper e quindi poter ricevere gli incentivi pubblici per l’energia prodotta da fonte rinnovabile. Potrebbe essere utile saper se in quel caso abbiano mai riscontrato problemi di umidità ma soprattutto di idrocarburi. Il quadro complessivo dei due inceneritori ternani diventa sempre più preoccupante. Urge una nuova ordinanza del sindaco e l’intervento del prefetto. Mercoledì prossimo saremo sotto la Prefettura».

Il Movimento Cinque Stelle A stretto giro di posta ecco poi anche l’intervento del Movimento Cinque Stelle che annuncia novità da presentare a Palazzo Spada. «Abbiamo depositato – spiega il capogruppo in consiglio Thomas De Luca – una proposta di delibera e un atto d’indirizzo sui due inceneritori ternani. Nella prima chiediamo al consiglio comunale di deliberare l’invio immediato all’autorità giudiziaria della documentazione giunta all’amministrazione sui verbali delle ispezioni fatti dai Noe e dall’Arpa Umbria, nonché il parere espresso sugli stessi dalla Usl2 Umbria su Terni Biomassa. Nel secondo invece chiediamo al Comune di avanzare la richiesta di costituirsi parte offesa per il procedimento penale in corso portato avanti dalla Direzione distrettuale antimafia di Firenze e che riguarda anche il pulper bruciato all’interno dell’inceneritore Aria Spa».

L’inchiesta Nelle 56 pagine dell’ordinanza firmata dal giudice per le indagini preliminare del tribunale di Firenze Angelo Antonio Pezzutti e che Umbria24 ha potuto visionare, viene ricostruito il quadro accusatorio che riguarda 27 persone, indagate a vario titolo, coinvolte nella produzione, nella gestione e nel trasporto dei rifiuti. Le accuse riguardano traffico illecito di rifiuti, truffa ai danni di enti pubblici e falsità ideologica. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, coordinati dalla procura distrettuale antimafia fiorentina, i coinvolti tra il 2013 e il 2014 «avrebbero realizzato complessivamente nel tempo un articolato e fittizio recupero e di fatto un abusivo smaltimento non autorizzato di diverse migliaia di tonnellate di rifiuti industriali». In sostanza spedivano nei termovalorizzatori, tra cui anche quello di Terni, rifiuti che non avevano le caratteristiche giuste per essere bruciati in sicurezza.

La filiera Dalle carte si legge che «attribuivano congiuntamente tra loro (produttore del rifiuto, intermediario e trasportatore) a rifiuti eterogenei miscelati tra loro impropriamente il codice Cer 0330307 definendoli scarti provenienti dal ciclo di lavorazione e produzione della carta, ma in realtà costituiti da miscele contenenti plastiche, polistirolo, fanghi di de inchiostrazione della carta, morchie di varia origine contenenti elevate concentrazioni di composti idrocarburici di ignota natura».

@tulhaidetto  e @chilodice

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