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sabato 18 maggio 2013 - Aggiornato alle 14:59
12 maggio 2012 Ultimo aggiornamento alle 18:07

Terni, processo inceneritore Asm: la superperizia va integrata

L'inceneritore Asm di Terni

di Fabio Toni

La superperizia svolta quattro anni fa, verrà integrata da un nuovo esame. Troppe le lacune di quell’indagine che non aveva mai risposto al quesito fondamentale sull’esistenza (o meno) di un nesso causale fra le condizioni lavorative all’interno dell’inceneritore Asm di Maratta e le gravi patologie che hanno colpito nel tempo quattro operai, due dei quali deceduti fra il 2008 e il 2011.

La decisione Il giudice per l’udienza preliminare Pierluigi Panariello ha accolto la richiesta avanzata dal pubblico ministero Elisabetta Massini e dalle parti civili rappresentate dagli avvocati Dino Parroni e Cristina Rinaldi. Ora il tribunale dovrà nominare un nuovo perito a cui verrà affidato l’incarico formale nella prossima udienza in programma per l’8 giugno.

Soddisfazione Soddisfatte le parti civili: «La perizia svolta durante l’incidente probatorio – spiega l’avvocato Cristina Rinaldi – rappresenta una valutazione generale che esula dall’analisi specifica del sito di Maratta. Per questo si è resa necessaria la sua integrazione». Il processo coinvolge dieci imputati fra tecnici, amministratori e politici, oltre all’Asm citata come responsabile civile. Le accuse mosse dalla procura sono di omicidio colposo e lesioni gravi, legate alla mancanza di un’adeguata formazione e delle dovute cautele all’interno dell’impianto, nonostante la presenza di materiale cancerogeno.

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