lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 03:55
23 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 08:45

Terni, polizia penitenziaria in stato di agitazione: «Troppe aggressioni, direzione assente»

I rappresentanti dei lavoratori saltano anche la riunione del 26 maggio

Terni, polizia penitenziaria in stato di agitazione: «Troppe aggressioni, direzione assente»
Il carcere di Terni

Nel giorno delle celebrazioni in carcere per il Giubileo, gli agenti di polizia penitenziaria proclamano lo stato di agitazione. Lo fanno a seguito delle ultime aggressioni che si sono verificate all’interno dell’istituto detentivo di vocabolo Sabbione a Terni e con una lettera indirizzata alla direzione dell’istituto sottoscritta da Sappe, Fns Cisl, Osapp, Cigl, Sinappe, Conferenza lavoratori.

La lettera Nella lettera la decisione delle sigle, che va ad aggiungersi a quella di non prendere parte alla contrattazione del 26 maggio prossimo. «Non parteciperanno alla contrattazione del 26 maggio – si legge nella lettera – in quanto non c’è stato alcun segnale da parte della direzione di attuare nessuna delle proposte concordate al tavolo precedente. Si proclama uno stato di agitazione del personale aderente che comprenderà ogni tipo di manifestazione lecita, anche in virtù dei gravissimi episodi che stanno continuamente vedendo protagonisti detenuti facinorosi e vittime i poliziotti penitenziari». Negli ultimi giorni si sono susseguite due aggressioni nel carcere ternano, entrambe denunciate proprio dalle sigle dei lavoratori.

Le ragioni Queste le motivazioni generali del rapporto conflittuale tra le due parti. Poi in un comunicato stampa la Osapp specifica alcuni passaggi. La sigla si dice «profondamente amareggiata per la cattivissima gestione del personale e la pressoché inesistente sicurezza all’interno delle sezioni detentive. A causa di tutto ciò sono all’ordine del giorno aggressioni e minacce nella totale carenza di sottoufficiali. A tal proposito ci sembra doveroso dare merito e riconoscimento a quei poliziotti che in totale umiltà a seguito dell’ennesima aggressione ai loro danni, oltre ad essere intervenuti al meglio e con professionalità, dopo essere stati visitati e refertati, al fine di non compromettere la sicurezza dell’istituto hanno preferito portare a termine il proprio turno di servizio».

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