martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 19:15
5 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 23:11

Terni, polemiche sull’appalto da 425 mila euro per il verde pubblico: la Green social alza gli scudi

Dall’associazione temporanea d’impresa: «Serpeggiano malelingue ma meritiamo rispetto, abbiamo permesso al Comune un risparmio di 160 mila euro e creiamo occupazione»

Terni, polemiche sull’appalto da 425 mila euro per il verde pubblico: la Green social alza gli scudi

di Mar. Ros.

Sono sette le cooperative sociali unite in associazione temporanea d’impresa, che si sono aggiudicate l’appalto per la gestione del verde pubblico e il decoro urbano e per il quale sono occupati 25 operai. I lavori sono stati affidati dal Comune solamente il 7 aprile scorso, quando l’erba, date le frequenti piogge del periodo era già a livelli importanti. La cittadinanza, non conoscendo evidentemente i tempi burocratici, ha sollevato in qualche caso delle polemiche per l’incuria dei parchi, ma un altro vespaio si sarebbe generato in ambienti politici visto che i rappresentanti della Green social Terni fanno riferimento a ‘scimmie urlatrici affette da parassitismo elettorale’.

Green social Terni A far discutere insomma, a parte l’erba alta e le siepi ingombranti, sarebbe stato l’affidamento dell’appalto sul quale lo scorso anno si pronunciò il consigliere di maggioranza Luigi Bencivenga. Giovedì mattina, a Palazzo Spada, i rappresentanti delle coop sociali Alis, Asso, Gea, Oasi viaggi, Sagittario, Solco e Ultraservizi hanno chiarito tutti gli aspetti del capitolato e fatto luce sul modus operandi delle loro realtà: «Solo politici in malafede possono augurarsi che la Green venga sostituita da altre realtà, magari provenienti da fuori, non tenendo conto della missione sociale che svolgiamo». Il numero complessivo di occupati nelle 7 coop è di circa 260 unità, il 30% delle quali appartenenti a fasce deboli della popolazione.

Appalto da 425 mila euro La cura del verde e del decoro urbano avrà durata di 8 mesi e prevede due interventi di taglio dell’erba su circa 700 mila mentri quadrati, potatura di siepi e cespugli e pulizia periodica di 304 mila metri quadrati di parchi e giardini oltre a spollonatura e zappettatura delle alberature nei viali, la gestione degli impianti di irrigazione, le irrigazioni di soccorso, la pulizia di laghetti e il pronto intervento per il decoro urbano. Palazzo Spada, promuovendo l’affidamento dei servizi al massimo ribasso, aveva imposto a base d’asta 584 mila euro e la costituzione dell’Ati Green social Terni ha permesso un risparmio per l’amministrazione comunale di oltre 160 mila euro, pari al 30% circa.

Cooperative sociali alzano gli scudi «Oltre al vantaggio economico per le casse del Comune – chiosano dalle coop – abbiamo garantito delle migliorie a vantaggio della collettività, assicurando l’intervento dei nostri operai (regolarmente sotto contratto e pagati con puntualità) anche in zone non previste da capitolato. Tentare di mettere il bastone tra le ruote al nostro operato, quando da realtà ternane favoriamo l’erario locale e l’occupazione è un atteggiamento esclusivamente pretestuoso e politico. Evidenziamo inoltre, come, negli anni passati, le risorse destinate a questi servizi fossero maggiori di almeno 100 mila euro; l‘importo oggi a nostra disposizione, che per l’85% serve a coprire le spese per le maestranze, basta per lo standard minimo di manutenzione anche perché Terni, secondo dati Istat, ha una densità di verde per abitante sopra la media nazionale».

Twitter @martarosati28

 

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