Terni, pestano coetaneo e gli procurano lesioni all’occhio: sgominata la gang di via Fratti
di Fabio Toni
La Digos della questura di Terni, coordinata dal dirigente Moreno Fernandez, ha arrestato quattro componenti di una delle bande giovanili più attive e violente della città. Oltre a tenere in scacco i coetanei, il gruppo si sarebbe macchiato di numerosi atti persecutori nei confronti di un giovane ternano, minacciato e aggredito in più occasioni e costretto anche ad un delicato intervento chirurgico ad un occhio.
La banda dettava legge e aveva il suo ritrovo abituale nella centralissima via Fratti, negli spazi compresi fra la “Leo” e la sala giochi Flash, a pochi passi dall’oratorio di San Francesco. In seguito alle indagini condotte dalla Digos, grazie anche all’utilizzo di sistemi di videosorveglianza, sono finiti in carcere due pregiudicati ternani: R.S. di 21 anni (di origini tunisine ma cittadino italiano) e il 24 enne C.S., quest’ultimo arrestato anche per le ripetute violazioni alle misure di sorveglianza speciale. Gli arresti domiciliari sono invece scattati per altri due 24 enni, uno dei quali di nazionalità dominicana, anche loro noti alla polizia per precedenti reati.
I quattro, in particolare, sono stati arrestati per aver commesso una serie di reati di violenza sfociati in veri e propri atti persecutori nei confronti di un coetaneo di Terni, tali da costringerlo a non frequentare determinati luoghi (sale giochi, discoteche). Offese, minacce, inseguimenti e pestaggi attuati dal settembre 2011 ad oggi senza soluzione di continuità. Questa la prassi, ogni volta che la vittima si trovava a contatto con i membri del gruppo. In uno di questi episodi avvenuto in via Fratti, il ragazzo era stato aggredito e colpito ripetutamente con calci e pugni e con un bastone, sino a riportare gravi lesioni ad un occhio che lo avevano costretto ad un delicato intervento chirurgico. Poco dopo, la vittima aveva subito l’incendio dell’autovettura, data alle fiamme davanti alla sua abitazione, e altri episodi di danneggiamento, minacce di morte e aggressioni. L’ultima ad aprile, all’interno di un pubblico esercizio di Terni da dove era stato costretto ad uscire per venire poi aggredito.
Il gruppo trae origine da contesti “borderline”, segnati dall’illegalità e da situazioni familiari a dir poco difficili. Uno degli arrestati aveva subito anche un Daspo di tre anni per aver causato incidenti durante la partita fra Ternana e Avellino di quest’anno. Lo stesso si era fatto tatuare l’inequivocabile la scritta “Acab” sulla testa, ben visibile quando portava i capelli rasati. Le misure cautelari sono state disposte dal gip del tribunale di Terni, Maurizio Santoloci, su richiesta del sostituto procuratore Elisabetta Massini.





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