sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 06:52
22 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 16:57

Terni, nuovi contatti tra Comune e Briccialdi: «Piena disponibilità, serve accordo»

Il presidente dell’ente musicale Bisconti: «Spero si risolva il nodo politico, altrimenti danno irreparabile». Il 3 maggio scorso la visita dei revisori dei conti

Terni, nuovi contatti tra Comune e Briccialdi: «Piena disponibilità, serve accordo»

di Massimo Colonna

Dopo la doccia fredda di giovedì mattina le due parti avviano la discussione. Giornata intensa di lavoro ieri sulle due sponde, da un lato il Comune e dall’altro il Briccialdi, l’istituto musicale chiuso per volontà del suo presidente dopo che la giunta non ha prorogato l’accordo tra le parti. «Ho riscontrato un impegno straordinario da parte del Comune per arrivare ad una soluzione», spiega Visconti per inquadrare le ultime ore di trattativa. In Comune intanto attivissimi l’assessore alla Cultura Giorgio Armillei e il consigliere Pd Francesco Filipponi, che si occupa della vicenda Briccialdi come presidente della seconda commissione. La questione ora tornerà sui banchi della politica con una riunione di giunta fissata a mercoledì prossimo: l’obiettivo è trovare un accordo ponte prima di un’intesa definitiva che porti alla statizzazione dell’ente.

Il presidente «Non posso che sperare – spiega il presidente del Briccialdi Vincenzo Bisconti – che all’interno della giunta le posizioni si ricompongano. La nostra disponibilità è massima. La partita è grande, perché se non si trova un accordo si causa un danno irreparabile. Sotto il profilo amministrativo la situazione che si è generata è di difficoltà estrema, tuttavia si sta cercando ogni possibile soluzione ed ho riscontrato un impegno straordinario anche da parte dei dirigenti del Comune. Ma non dipende da noi, è la maggioranza che deve trovare un assetto su un tema del quale la città non vuole privarsi».

Questione di costi Poi Bisconti fa il punto sulla partita economica. «Il sindaco ci ha chiesto di lavorare con meno, e lo abbiamo fatto, non abbiamo mai incrementato i costi e sono invece anni che ci vengono decurtate le risorse. Ci ha chiesto di far crescere il Conservatorio senza spendere di più e lo abbiamo fatto. Abbiamo prolungato gli orari di lavoro, tagliato il personale, eliminato ogni benefit, non c’è un’auto, un telefonino aziendale, un permesso per la ztl, neanche uno scontrino del bar. Abbiamo alzato le rette e moltiplicato le contribuzioni dei privati, siamo diventati infrastruttura per tutte le attività musicali ed educative del territorio ed abbiamo fatto avviare la statalizzazione. Abbiamo dato ad una quantità di giovani gli strumenti per collocarsi al lavoro. Non abbiamo mai assunto autonomamente. Abbiamo stabilizzato cinque docenti titolari di cattedra, precari da anni che ne avevano diritto, alcuni lavoravano già in Conservatorio quando io ne sono diventato amministratore, ed abbiamo così risparmiato all’amministrazione il costo di cinque cause perse».

Quanto personale «Non abbiamo in carico undici amministrativi. Undici ne sono previsti dalla pianta organica, abbiamo tagliato ed il Comune, attualmente, ce ne assegna in comando cinque. Altri conservatori di dimensione pari alla nostra assegnano ai soli servizi amministrativi non meno di cinque unità, perché questi sono i carichi di lavoro. In sintesi, noi spendiamo meno della metà. Siamo d’accordo, non deve essere il Comune soltanto a farsi carico della spesa per il Conservatorio. Ci stiamo lavorando insieme da tempo e la Fondazione Carit sta lavorando con noi, dopo lunga sollecitazione il ministero dell’Università sta lavorando con il Parlamento ai contenuti della Legge delega, ed il ministro ha individuato 38 milioni di euro per le statalizzazioni. Manca solo la Regione, che pure l’anno scorso ha stanziato un contributo importante, ma non si è ancora pronunciata per quest’anno. L’amministrazione Di Girolamo ci ha comunque sempre sostenuto e con grande onestà devo riconoscere che senza questo sostegno il Briccialdi non avrebbe potuto diventare quello che è. Però agli appuntamenti bisogna arrivarci vivi. Il senso di responsabilità sta nel portare il Briccialdi al traguardo, non nel togliere le risorse ad un passo dalla statalizzazione».

I revisori dei conti Intanto, restando nel campo economico, si apprende che il 3 maggio scorso i revisori dei conti hanno stilato il verbale di fine anno 2016 dando parere favorevole. Nelle conclusioni tratte da Anna Maria Serrentino del ministero Economia e Finanza e da Fabrizio Vagnetti del Miur, si legge che «i revisori, accertato che il bilancio preventivo relativo all’esercizio 2016 è coerente con gli obiettivi che l’istituto si prefigge di realizzare ed è stato improntato nel rispetto delle disposizioni normative, esprimono parere favorevole».

Le reazioni «Comprendo la protesta del Briccialdi – spiega Francesco Ferranti, capogruppo in Comune per Forza Italia – e la sostengo. Il Pd e la giunta hanno scelto di togliere soldi a eccellenze culturali della nostra città ma continuano ad elargire convenzioni folli come quella con il Caos per l’esternalizzazione della cultura. In fase di assestamento di bilancio in autunno proporrò che vengano ripristinati i 100 mila euro tolti in fase di bilancio preventivo con un emendamento del Pd al quale solo Forza Italia votò contro». Sul caso interviene anche Erika Lucci, presidente della neonata associazione culturale ‘Luce per Terni’. «Un brutto risveglio per Terni quello di giovedì mattina. Le porte di un pezzo storico di Terni chiuse per colpa di una gestione politica sbagliata. Si doveva prevedere già qualcosa quando hanno diminuito i fondi in Comune destinati al Briccialdi per andare a coprire le buche del manto stradale».

@tulhaidetto

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