lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 03:55
31 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 07:44

Terni, M5s porta in aula i dati sul cromo esavalente: «Acque fuorilegge sotto al polo siderurgico»

Il consigliere comunale De Luca attacca Arpa: «Questo è negazionismo 2.0»

Terni, M5s porta in aula i dati sul cromo esavalente: «Acque fuorilegge sotto al polo siderurgico»
Liberati, De Luca e Pococacio

Dalle analisi svolte sulle acque all’interno dell’area del polo siderurgico Tk Ast sono emersi valori oltre i limiti. A rilanciare sulla questione ambientale è Thomas De Luca, consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle, che attacca anche l’Arpa per aver dissudo tardi i dati relativi a questo tipo di controlli.

Ecco i dati «Dalle analisi svolte all’interno dell’area del polo siderurgico – si legge nella nota – sono emersi, su 13 piezometri monitorati, 5 hanno riscontrato superamenti dei limiti di legge per le acque sotterranee, le falde acquifere sottostanti. Per quanto il cromo esavalente a fronte di un limite di legge di 5μg/l in tre piezometri sono stati riscontrati valori superiori rispettivamente di 8μg/l, +60 per cento oltre il limite, 25 μg/l, ossia +400 per cento oltre il limite, 170μg/l, con il +3300 per cento oltre il limite. Per quest’ultimo stiamo parlando di valori 34 volte superiori al limite di legge».

La questione Arpa «Ci chiediamo – prosegue De Luca –  come sia possibile che Arpa Umbria abbia aspettato due mesi, per comunicare alle istituzioni locali, Comune, Provincia e Regione, le risultanze di queste analisi. A fronte del tweet del direttore dell’Arpa Walter Ganapini che ha affermato di aver comunicato ed inviato già da tempo i dati agli enti, di fronte alla nostra ennesima visita negli uffici abbiamo riscontrato, così come certificato dal protocollo, che solo il 30 maggio questi dati sono arrivati a conoscenza degli uffici. Cosa ben più grave è che questi dati non siano stati posti a conoscenza dell’opinione pubblica da parte di Arpa Umbria, ma che ci voglia una forza politica d’opposizione per renderli pubblici. Questo è il negazionismo 2.0 altro che trasparenza».

Altre sostanze De Luca poi approfondisce il discorso sulle diverse sostanze analizzate. «Ma come se non bastasse due piezometri hanno riscontrato valori superiori di tetracloroetilene fino a 210 μg/l, a fronte di un limite di legge di 1 μg/l. La cosa più sorprendente però è ciò che si legge nella missiva Arpa arrivata il 30 maggio in comune in cui si afferma ‘In particolare, la rilevazione per il tetracloroetilene è diretta anche a stabilire se la contaminazione, rilevata all’interno del Sin (Sito di interesse nazionale, ndr) possa essere correlata a quella che sul finire del 2015 ha coinvolto i pozzi pubblici San Martino e Mattatoio’. In un piezometro è stata riscontrata una non conformità per quanto riguarda i solfati, riscontrando un valore di 320 mg/l a fronte di un limite di 250 mg/l».

Le domande De Luca poi si pone delle domande riguarda soprattutto al passato. «Quanti anni sono passati prima che venissero svolti i monitoraggi delle acque di falda all’interno dell’area d’interesse nazionale?. Solo dopo 15 anni dalla sua istituzione abbiamo queste risultanze? Con quella completezza nella ricerca dei dati da tempo richiesta dal ministero dell’Ambiente? Si apre uno scenario nuovo che cambia completamente la prospettiva e in cui chi ha sbagliato dovrà assumersene tutte le responsabilità».

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