venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 06:55
20 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 17:33

Terni, M5s grida allo scandalo: «Famiglie sfrattate dall’Ater perché il Comune non ha pagato»

Terza commissione lavorerà per emendamento all’assestamento di bilancio

Terni, M5s grida allo scandalo: «Famiglie sfrattate dall’Ater perché il Comune non ha pagato»
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«Sono mesi che alcuni cittadini cercano di chiedere udienza senza essere ascoltati su una questione che lascia allibiti e disgustati, nell’anno 2014 e nell’anno 2015 il Comune di Terni non ha messo neanche un euro a copertura finanziaria del fondo per morosità incolpevole, rifiutando la richiesta di stanziamento degli uffici».

M5s Questa la denuncia del Movimento 5 stelle che rende noto: «Nel 2014 le persone beneficiarie del fondo erano circa 20, parliamo di una cifra da apporre in bilancio estremamente esigua che si attesta per un totale che oscilla tra i 15mila e i 20 mila euro. A queste persone è stata garantita la copertura finanziaria di tali fondi e allora hanno fatto conto su quelle risorse economiche continuando a sopravvivere con 300-400 euro al mese.  Alcuni di loro, mesi fa, si sono visti notificare l’avviso di sfratto da parte dell’Ater, per morosità e chiedendo spiegazioni hanno fatto la spiacevole sorpresa. Per buona volontà dei dipendenti comunali parte del fondo 2014 è stata coperta con risorse reperite da residui di altre voci di spesa simili.

Assestamento di bilancio La questione tiene banco in terza commissione, quella presieduta dal dem Sandro Piermatti, la stessa che proporrà un emendamento all’assestamento di bilancio per riempire quel buco e il M5s pretende che la vicesindaco con delega al sociale Francesca Malafoglia, «trovi immediatamente una soluzione tecnica a questa situazione vergognosa perché nella recente sessione di bilancio, il Consiglio comunale ha approvato un emendamento del consigliere Orsini ed altri consiglieri di maggioranza spostando 10 mila euro sul fondo ma pare possano essere impegnati solo per il 2016 e non possono sanare la morosità pregressa».

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