martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 05:35
9 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 18:05

Terni, M5s attacca sui servizi educativi e il sindaco: «Siamo i migliori del Centro Italia»

Botta e risposta in aula tra Di Girolamo e i grillini poi via libera all’atto di commissione, il Cosec: «Grande bluff» e intanto la Cgil lancia l'allarme esuberi: «Sono già dieci»

Terni, M5s attacca sui servizi educativi e il sindaco: «Siamo i migliori del Centro Italia»

di Marta Rosati

Botta e risposta tra i grillini e il sindaco Leopoldo Di Girolamo poi il consiglio si esprime: giovedì pomeriggio, dopo l’ok alla convenzione con l’associazione Ente Cantamaggio approvato atto d’indirizzo sulla riorganizzazione dei servizi educativi comunali, elaborato dalla seconda commissione lo scorso agosto ma senza l’ok agli emendamenti del Cosec per cui il comitato commenta: «Grande bluff» e intanto la Cgil punta i riflettori sugli occupati di settore: «La riorganizzazione ha già prodotto dieci esuberi».

Movimento cinque stelle Terni «State chiudendo le scuole, venendo meno agli impegni presi con la cittadinanza e deludendo quei genitori che contavano sui servizi educativi comunali nonostante i tavoli di partecipazione. Ma del resto l’assessore Vittorio Piacenti D’Ubaldi lo aveva detto ‘Non siamo in trattativa, decide il Comune’». Questo in sostanza l’attacco del M5s alla giunta di Palazzo Spada mentre in aula c’è il tifo da parte di esponenti Cosec e genitori. L’assessore competente Carla Riccardi è assente e a rispondere è il numero uno dell’esecutivo in un intervento basato su alcuni dati.

Leopoldo Di Girolamo «Quando vi scagliate contro l’assessore, vorrei precisare che l’assessore non dice una castroneria, dal governo nazionale fino al più piccolo esecutivo, decide chi è stato chiamato a rappresentare i cittadini. La giunta è accusata di non rispettare gli impegni di programma elettorale ma tanto per fornire alcuni numeri dal 2008 al 2013 con i governi Berlusconi e Monti sono stati tagliati 8,7 miliardi al sistema educativo e formativo del Paese. Fra il 2014 e il 2016 pur nelle difficoltà si è registrata un’inversione di tendenza perché sono stati reintrodotti 7 miliardi per l’edilizia scolastica e questo ci permette di intervenire sugli edifici in ottica di sicurezza antincendio e antisismica. I servizi educativi comunali sono valutati da Ecosistema scuola di Legambiente secondo numerosi parametri, dallo scuolabus alle biblioteche, Terni nella classifica stilata dal 14esimo posto del 2014 ha scalato tre posizioni nella classifica del 2015 risultando primo Comune del centro Italia. Dimostrazione della capacità di investimento  di questa giunta».

Servizi educativi comunali Queste le premesse, poi il sindaco entra nel merito: «Nella fascia scuole d’infanzia 3-6 anni vantiamo una disponibilità di posti che copre la domanda anche con qualche margine, nella fascia 0-3 anni non siamo altrettanto in linea; quindi in ottica di riorganizzazione e alla luce delle risorse, ed è inutile che polemizzate sui costi legali o sul Cantamaggio perché non c’entra nulla – chiosa Di Girolamo – abbiamo lavorato e stabilito la chiusura della scuola di Campitello per le iscrizioni esigue e perché nella zona esistono alternative per le famiglie, per Trebisonda e Grillo parlante abbiamo tenuto bloccate le iscrizioni pensando ad una statizzazione che è un processo del quale ad oggi non possiamo conoscere esito e tempi. In questo quadro abbiamo però potenziato i nidi d’infanzia con diverse misure».

Comune di Terni Dai banchi dell’opposizione e dalla ‘platea’ presente in aula, qualcuno ha da ridire sui dati forniti dal primo cittadino ma il sindaco per tutta risposta: «Trovate studi che affermano il contrario allora». Di fatto poi il consiglio si è espresso più  o meno in linea con gli indirizzi dell’esecutivo: con l’atto approvato si chiede in relazione alla riprogrammazione delle attività della scuola comunale dell’infanzia Campitello di trovare una soluzione di continuità educativa; in relazione alla scuola statale di Maratta di verificare prima della revoca della deroga, il mantenimento della sezione in altra sede, all’interno dello stesso Istituto comprensivo; in relazione alla scuola d’infanzia ‘Rataplan’ garantire la copertura educativa in caso di lista d’attesa, in relazione alla scuola comunale ‘Aula verde’ con il trasferimento nella nuova sede ripristinare la sezione e mezza o affiancare la sezione di scuola dell’infanzia con una sezione ponte rivolta ad i bambini da 18 a36 mesi. In più si chiede l’istituzione della Consulta sei servizi educativi e la differenziazione delle fasce Isee. Respinto l’atto dei Cinque stelle col quale si chiedeva il mantenimento dell’attuale assetto per un altro anno scolastico.

Il Cosec Dal Comitato servizi educativi comunali il commento post voto: «Il progressivo smantellamento delle scuole comunali è stato l’ennesimo atto unilaterale e di eccessiva sufficienza da parte dell’amministrazione comunale». La riorganizzazione elaborata dalla giunta infatti non è passata per il consiglio comunale, che ha giusto votato un atto collegato. «Pur apprezzando il lavoro svolto all’interno della seconda commissione e l’approvazione di uno degli atti d’indirizzo provenienti dalla stessa, decisamente depotenziato dalla mancata approvazione degli emendamenti da noi promossi – proseguono – non possiamo che constatare come questa sia la classica ‘vittoria di Pirro’. Il 12 Settembre alla riapertura delle scuole comunali la materna di Campitello non esisterà più, mentre il Cucciolo, che ne avrebbe dovuto prendere il posto, riaprirà nella sua stessa sede: si continuerà forse a pagare l’affitto per una scuola vuota? Analogo destino si prospetta per il Grillo Parlante, mentre per Borgo Trebisonda ci si aggrappa alla speranza della statalizzazione. Ci riserviamo nuove azioni – concludono – e frattanto chiediamo che la Giunta rispetti, quanto meno il minimo sancito dall’atto approvato in consiglio, per la riapertura del nuovo anno scolastico».

Occupazione Sul fronte occupazionale, la Cgil chiede chiarimenti sin da subito: «Non più tardi dei primi giorni di agosto il sindaco nella riunione di chiusura del tavolo inclusivo sui Sec ci rassicurò sul fatto che la riorganizzazione non avrebbe portato esuberi e l’atto di indirizzo votato ribadisce l’assoluta necessità di garantire la salvaguardia dei livelli occupazionali. Di fatto – denunciano dal sindacato – una prima fase di riorganizzazione dei Sec che prevede la chiusura della ccuola di Campitello da subito e la chiusura graduale di altre scuole ha prodotto un esubero di circa diei lavoratrici tra cuoche, ausiliari, educatrici. Manca ancora la stesura del bando di gara per l’appalto dei servizi di Refezione, la cui composizione può determinare ulteriori esuberi. Nel bando – ammoniscono – diviene assolutamente indispensabile inserire la clausola sociale, che assicuri la continuità lavorativa per tutto quel personale che negli anni ha garantito gli alti livelli qualitativi del servizio.Riteniamo assolutamente indispensabile – concludono – un chiarimento con il vertice politico dell’amministrazione che possa garantire l’esigibilità degli indirizzi politici che sono stati annunciati».

@martarosati28

 

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