venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 01:47
15 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 17:11

Terni, l’Usi chiede al Comune 5 milioni in 10 giorni ma l’ente è impossibilitato a pagare

Nella lettera inviata a Palazzo Spada c’è la promessa di recupero giudiziale dei crediti

Terni, l’Usi chiede al Comune 5 milioni in 10 giorni ma l’ente è impossibilitato a pagare
Palazzo Spada sede Comune di Terni

di M. R.

Messa in liquidazione nel settembre scorso con l’ok del consiglio comunale e non senza durissimi attacchi alla giunta da parte dell’opposizione, ora la società Umbria servizi innovativi, meglio conosciuta come Usi, pretende dal Comune di Terni ben 4 milioni 810 mila e rotti euro entro 10 giorni a decorrere dall’11 luglio ma Palazzo Spada ha già fatto sapere che non potrà erogare tale somma così a stretto giro.

Usi in liquidazione Lo scambio di missive intercorso tra lo studio legale incaricato dal liquidatore Leonardo Proietti e l’ente di piazza Ridolfi lo dimostra. In una lettera, l’avvocato chiede infatti al Comune di provvedere a versare quei circa 5 milioni di euro «per crediti ad oggi maturati nei confronti della società istante, di cui 3.196.798,92 euro per fatture già emesse e 968.773,78 euro per fatture da emettere, relativamente a servizi resi nell’anno 2015». A margine della lettera si richiede il pagamento delle somme entro  10 giorni e si avverte che «in caso di mancato adempimento, si procederà, senza altro avviso, al recupero giudiziale del dovuto».

Partecipate del Comune di Terni La risposta di Palazzo Spada porta la firma del sindaco Leopoldo Di Girolamo, il quale scrive che il Comune non può sborsare quella cifra, soprattutto nei tempi richiesti, ma aggiunge anche che nel bilancio dell’ente per il 2016 è stato stanziato un fondo di 1 milione di euro per la riconciliazione crediti/debiti con le partecipate e che questo sarà attivabile solo una volta terminate le verifiche sulla situazione debitoria delle società. «Per il momento – precisa il primo cittadino – potremo dar corso solo a pagamenti riferiti a impegni già presi, per i quali sono in corso le pratiche di liquidazione». Se il liquidatore di Usi fa sul serio e mantiene quanto scritto al sindaco, come dire, ‘non sono bruscolini’.

Twitter @martarosati28

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