sabato 24 settembre 2016 - Aggiornato alle 22:54
19 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 09:46

Terni, liste d’attesa infinite: «Oltre un anno e mezzo per una mammografia, vogliamo spiegazioni»

Denuncia di Fiorini della Lega Nord: «Strumento utilizzato solo al mattino»

Terni, liste d’attesa infinite: «Oltre un anno e mezzo per una mammografia, vogliamo spiegazioni»
Fiorini (foto F. Troccoli)

Una lista d’attesa di un anno e mezzo per una mammografia. E’ la denuncia rilanciata da Emanuele Fiorni, consigliere regionale della Lega Nord. «Lo strumento viene utilizzato soltanto al mattino, è paradossale, ora vogliamo risposte»

Appuntamenti nel 2018 Da un anno e mezzo a due anni per una mammografia all’ospedale Santa Maria di Terni: appuntamenti fissati a settembre 2017. «Ma a qualcuno hanno detto che dovrà aspettare il 2018». Questa la ricostruzione fornita dal consigliere della Lega.

Troppe segnalazioni «Sono tante, troppe – prosegue Fiorini – le segnalazioni dei cittadini ternani
che sono arrivate alla Lega Nord Terni. Dopo la nostra denuncia per le liste di attesa di oltre un anno e mezzo per una colonscopia molti cittadini ci hanno contattato per rimarcare tempi esagerati rispetto ad alcune visite specialistiche all’ospedale ternano. In particolare ci hanno colpito molto le lamentele riguardo l’esame strumentale della mammella».

Le cure Quello del seno è il primo tipo di tumore per diffusione nella popolazione femminile. Le probabilità di cura, ad oggi, sono molto aumentate rispetto al passato e l’efficacia di un intervento positivo sono maggiori se si interviene con anticipo. «La situazione riguardante l’ospedale ternano è molto singolare per un motivo semplice – prosegue Fiorini – perchè a quanto ci risulta, infatti, lo strumento per la mammografia viene utilizzato solamente nelle ore della mattina, dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 14, poichè nel reparto non ci sarebbe il personale paramedico per coprire il pomeriggio. Ci sembra davvero paradossale una situazione simile. Sarebbe preferibile tagliare lo stipendio di un dirigente e assumere magari due paramedici in più. Ma da quella parte, il Pd umbro, sembra proprio non sentirci. Quella che abbiamo posto in evidenza è l’ennesima criticità di un sistema sanitario umbro piegato a logiche politiche, di potere e necessità di posti da spartire. Il problema è che alla fine, ad essere penalizzato, è sempre il cittadino».

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