venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 10:20
11 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 17:33

Terni, l’ipotesi di trasferimento del Sert agita residenti e commercianti di Cardeto

In cento firmano contro il trasloco del servizio dall'ospedale all'Asl

Terni, l’ipotesi di trasferimento del Sert agita residenti e commercianti di Cardeto
La sede dell'Usl 2 in via Bramante

Nasce a Terni il Comitato ‘No Sert Cardeto’, che raccoglie cittadini e commercianti di zona Fiori, strada di Cardeto e via Bramante dove prende ha sede la Asl 2 che, questa l’ipotesi circolata, potrebbe ospitare il servizio sanitario per le tossicodipendenze, attualmente inserito all’interno dell’ospedale.

Comitato no Sert Cardeto «Numerosi rappresentanti delle aziende e degli esercizi commerciali di via Bramante – scrive il referente del comitato – esprimono sincera preoccupazione per le possibili ripercussioni sulla sicurezza del quartiere, considerando anche che nelle zone prossime alla potenziale sede del Sert vi sono scuole, centri commerciali ed esercizi aperti al pubblico e orientati al family businness».

Servizi per tossicodipendenze Ci si oppone insomma ad un servizio sanitario in quell’area, dal comitato annunciano che la volontà dei componenti è quella di aprire un dialogo con le istituzioni preposte al fine di condividere un percorso di ascolto che possa convergere su soluzioni alternative: «Una consistente parte della popolazione del quartiere – aggiungono – è composta da bambini, c’è un parco giochi e una scuola materna su strada di Cardeto, la quale risulta essere l’unica via di accesso pedonale a via Bramante. Non è difficile intuire le conseguenze – chiosano – che il passaggio continuo di pazienti del Sert, quindi tossicodipendenti, avrebbe sulla sicurezza, sulla serenità dei bimbi e dei loro genitori».

Sert dall’ospedale in via Bramante «Ogni giorno – scrivono a supporto della loro contrarietà – presso il Cup, sito sotto gli uffici dell’Ausl Umbria 2, vi è una presenza costante di donne in stato di gravidanza e anche mamme con neonati, ed è evidente che per loro sarebbe un rischio ancora maggiore venire a contatto con i pazienti del Sert. Invieremo una lettera – concludono – alla direzione dell’azienda sanitaria locale e alle istituzioni politiche sostenuta da oltre cento firme raccolte finora».

©Riproduzione riservata

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