martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 00:24
7 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 19:47

Terni, le lacrime della Hotico a Palazzo Spada: giorno dell’addio a presidenza Consulta immigrati

Tra cambi di residenza e ottenimento cittadinanza italiana, altri cinque membri dell’assemblea verso sostituzione: al vicepresidente il compito di indire nuove elezioni

Terni, le lacrime della Hotico a Palazzo Spada: giorno dell’addio a presidenza Consulta immigrati

di M.R.

Si commuove e versa lacrime, ha la voce rotta dall’emozione ma «questo è il regolamento» le spiegano a Palazzo Spada. Così Maria Hotico si vede costretta a lasciare la presidenza della Consulta per l’immigrazione.

Maria Hotico I rumors sulla sua ‘cacciata’ dal vertice  della Consulta si susseguono da tempo, pressappoco da gennaio, quando la stessa avrebbe cambiato residenza trasferendosi nel comune di Narni e quindi di fatto perdendo il diritto a far parte dell’organismo. Perlomeno all’ente di piazza Ridolfi la voce gira dal primo mese del 2016 ma il presidente Mascio ha convocato l’assemblea mercoledì pomeriggio ed è stata la resa dei conti perché se da un lato la Hotico aveva fatto presente il suo cambio città, dall’altra cinque ulteriori membri dell’assemblea non avevano comunicato al Comune di Terni novità che, da regolamento, facevano perdere loro i requisiti per far parte della Consulta, come ad esempio l’ottenimento della cittadinanza italiana.

Consulta immigrazione Quella del 7 settembre dunque non è stata altro che una una presa di coscienza formale di quello che a Palazzo Spada, tramite anagrafe, sapevano già da qualche tempo.  L’occasione è stata utile per fare nuovamente il punto sulle difficoltà degli immigrati impegnati in questa esperienza ad operare. L’esigenza di modificare il regolamento è emersa con forza ed è stata condivisa. Il presidente del consiglio Giuseppe Mascio e la vicesindaco Francesca Malafoglia hanno garantito l’impegno a prendere in considerazione quanto rappresentato dai pochi membri dell’assemblea presenti ma poi si sa ci sono di mezz i tempi burocratici del caso, considerato che per una partita di questo genere è previsto almeno un passaggio in commissione e uno nella massima assise cittadina. L’iniziativa potrebbe forse partire da un atto di giunta ma di sicuro quello che il Comune si aspetta è che gli stranieri impegnato nell’organismo formulino proposte di modifica alle norme.

Nuove elezioni Intanto, visto che la Hotico è decaduta da presidente, il suo vice Maarouf Abderrahim convocherà ben presto l’assemblea per l’elezione del nuovo consiglio direttivo che generalmente viene rinnovato ogni 18 mesi dell’attuale e la scadenza naturale sarebbe stata a gennaio. La giovane ormai ex presidente prima di commuoversi non ha risparmiato insinuazioni pepate: «Questione di interpretazione del regolamento, chissà forse per simpatia». Dai rappresentanti di Palazzo Spada la replica istituzionale: «Merito a chi prima dell’attuale giunta ha istituito questo organismo e scritto le regole, se non vi fossero state queste voi non avreste avuto motivo di essere qui oggi e perché la Consulta sia uno strumento riconosciuto e degno della sua funzione ha bisogno di un regolamento; probabilmente va cambiato perché le esigenze cambiano e quindi anche le regole vanno adattate, ma il rispetto di quelle attualmente scritte è imprescindibile».

@martarosati28

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