sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 01:48
5 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 14:44

Terni, la politica cerca risposte sul polo universitario: «Oppure si cerchino altri partner»

Forza Italia: «Silenzio assordante dal sindaco». Melasecche attacca e anche le liste civiche di maggioranza premono: «20 milioni dalle tasche dei cittadini»

Terni, la politica cerca risposte sul polo universitario: «Oppure si cerchino altri partner»
La protesta degli studenti

di Massimo Colonna

E’ bufera politica sul caso università: tutti invocano interventi da parte della Regione o dello stesso ateneo che a questo punto, dopo gli ultimi attacchi politici dai banchi ternani, sono le uniche due istituzioni che non hanno preso parte sulla polemica di questi giorni. Il tutto nasce dall’allarme lanciato dall’associazione Terni città universitaria sul futuro nero per i corsi accademici ternani. Nel primo round di repliche, il vicepresidente della giunta Fabio Paparelli aveva annunciato un incontro a breve con l’ateneo, poi il Pd e l’assessore alla Cultura del Comune di Terni Giorgio Armillei aveva pressato UniPg, per poi arrivare ai banchi della politica.

Forza Italia In assenza di risposte concrete ecco che i partiti di opposizione richiamano l’attenzione di chi, secondo loro, ha maggiori responsabilità. Per Forza Italia comunale il maggiore indiziato è il sindaco Di Girolamo. «Da Palazzo Donini – si legge in una nota – non si ode un colpo, non pare vi sia interesse ad avviare un tavolo di concertazione. Su Di Girolamo non sappiamo più che pensare. E non solo. Non riusciamo proprio a constatare la sua presenza. Già assente durante l’ncontro relativo alla vertenza del Gruppo Novelli, Di Girolamo non proferisce alcun suono nemmeno sul destino dell’università ternana. Il timore è che quando si tornerà con i piedi per terra, quest’ultima ormai si sarà irrimediabilmente inaridita».

I Love Terni Ecco poi l’intervento del consigliere d’opposizione Enrico Melasecche, della lista civica ‘I Love Terni’. «Quando si stava attuando la riforma Gelmini e Perugia si stava rimangiando tutto, pur di risolvere i propri problemi, neanche un solo dipartimento venne assegnato a Terni mentre ben diciotto se ne stava apparecchiando Perugia, abbandonando lo slogan illusorio di Università di Perugia come Università dell’Umbria, con Terni in un ruolo del tutto marginale di banale serbatoio di studenti ad esaurimento. Cappotto completo. Ha fallito però la politica del Pd ternano perché sempre volto a garantire vice presidenze inutili in Regione, carriere a consiglieri ed assessori regionali, oggi anche a giovani segretari regionali, ma prono sempre a logiche che negli anni hanno tradito Terni riducendola a ciò che ognuno può constatare».

Il ruolo delle liste «Serve una alternativa a Perugia». Così invece le quattro liste civiche che finora hanno appoggiato la maggioranza salvo poi fare un passo indietro disconoscendo di fatto l’operato amministrativo della giunta e creando il gruppo Unione civica (Terni Dinamica, Progetto Terni, Terni Oltre, Il Giacinto). «Oggi – si legge nella nota – dopo la chiusura dei corsi di Scienze politiche e Scienze della comunicazione e il repentino abbandono delle varie strutture come Collescipoli e Maratta costate alla collettività ternana oltre 20 milioni di euro, la situazione dell’università di Terni desta molta preoccupazione. E’ necessario uno shock, è urgente che entro maggio la Regione ed il Comune mettano a disposizione tutti i fondi necessari. Adesso è fondamentale trovare una alternativa per garantire il presente ed il futuro dell’università di Terni, sviluppando nuove partnership e coinvolgendo anche altre realtà italiane e straniere».

Twitter @tulhaidetto

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