mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 10:32
26 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 21:14

Terni, la bandiera arcobaleno diventa un caso: «Perché niente autorizzazione ad esporla?»

Interrogazione al sindaco di quattro consiglieri Pd agli uffici dell’assessorato alla Cultura

Terni, la bandiera arcobaleno diventa un caso: «Perché niente autorizzazione ad esporla?»

«Perché è stata negata l’autorizzazione ad esporre la bandiera arcobaleno dal terrazzo della Bct alla manifestazione contro l’omofobia?». C’è una interrogazione scritta rivolta al sindaco Di Girolamo e sottoscritta da quattro consiglieri del Partito democratico che vuole fare luce sui fatti che hanno riguardato la giornata del 17 maggio scorso, quando in centro anche a Terni è andata in scena un evento per la  Giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia.

L’interrogazione A ricostruire la vicenda è l’atto presentato dai consiglieri Dem Andrea Zingarelli, Sandro Piccinini, Valeria Masiello e Sandro Piermatti. «Da quello che risulta l’autorizzazione all’esposizione della bandiera, simbolo internazionale di pace e battaglie dei diritti civili, era stata inizialmente concessa. Anche in vista di ciò erano state predisposte una serie di attività ben specifiche, legate all’elemento simbolico che avrebbe valorizzato il flash mob conclusivo. Ciò, peraltro, in linea con il patrocinio del Comune alla quattro giorni di attività, eventi e sforzi promossi dall’associazione ‘Esedomani’ per sensibilizzare la cittadinanza sul tema della omofobia e transfobia».

Perplessità «Restiamo quindi perplessi dall’improvviso cambio di rotta da parte degli uffici comunali competenti, stante la bontà della proposta e la non tempestività dell’improvviso divieto. Questo, si noti, in considerazione anche della persa opportunità da parte del Comune di dare massimo spazio, visibilità e rilevanza ad una bella iniziativa e tangibile sostegno a una battaglia di civiltà». Ecco allora le richieste che i consiglieri presentano al sindaco e alla giunta. «Per evitare strumentalizzazioni di sorta da parte di chi vuole vedere un ‘disallineamento’ del Comune di Terni rispetto a determinate conquiste sociali e legislative italiane, vogliamo sapere quale sia stato l’effettivo iter procedurale che ha portato al diniego dell’autorizzazione, il perché, e se siano state rispettate le modalità corrette in relazione anche al concesso patrocinio».

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