giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 17:14
24 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 09:19

Terni, indiscrezioni sul rimpasto di giunta: a rischio due teste ma anche il bilancio, summit al Pd

In bilico una coppia di donne, sindaco pescherebbe new entry dall’esterno: tra mal di pancia e riunioni, serpeggia pure la minaccia di un 'no' all’assestamento

Terni, indiscrezioni sul rimpasto di giunta: a rischio due teste ma anche il bilancio, summit al Pd

di Marta Rosati

Non si placa il fermento politico a Palazzo Spada e se parlassero i muri della sede Pd di via Mazzini avrebbero probabilmente qualcosa di curioso da raccontare. Ormai da circa due settimane pare si susseguano incontri, summit, assemblee più o meno allargate e faccia a faccia per decidere le sorti dell’esecutivo ternano; quella giunta destinata all’annunciato rimpasto, sulla quale conviene dire che «sta al sindaco decidere» ma su cui molti vogliono ‘mettere becco’.

Rimpasto di giunta Di voci ne circolano parecchie ed emergono, va detto, anche cose tra loro discordanti. Secondo le ultimissime però, pare che il sindaco abbia scelto. Se venisse confermato quanto si dice in queste ore, Carla Riccardi con delega alla scuola e Daniela Tedeschi assessore al turismo dovrebbero lasciare il posto a due new entry e il rischio che questa scelta possa creare malumori è pressoché palpabile. Ci sarebbe lo scontento del capogruppo Pd Andrea Cavicchioli il quale subito dopo l’ok al previsionale aveva chiesto al numero uno di Palazzo Spada ben quattro sostituzioni. Se, come sembra, Di Girolamo inserisse poi due donne esterne, senza quindi pescare dal consiglio, sarebbero totalmente fuori dai giochi sia Alessandra Pantella che Valeria Masiello, ma del resto la giunta fu costruita così.

Il nodo della parità di genere L’opzione doppia donna inoltre costringerebbe la ritirata di qualche uomo aspirante assessore, soprattutto tra i rappresentanti delle liste civiche, che cova ancora la speranza. In questo contesto però, finora a dar voce a quest’area ci ha pensato la Tedeschi e, in base al decreto Delrio del 2014 il sindaco è costretto a mantenere un certo equilibrio in quote rosa: «Nelle giunte dei Comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti – recita la legge 56 in materia di enti locali – nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40 per cento, con arrotondamento aritmetico». Per definizione, la giunta è composta dal sindaco e dagli assessori, quindi in questo caso parliamo di un organo di 10 unità e, alla luce di quanto recita il testo del decreto, nell’esecutivo del Comune di Terni così composto, non possono esserci meno di quattro donne.

La maggioranza Per il pomeriggio di venerdì è previsto un altro summit allargato in via Mazzini ma nel frattempo tra levate di scudi e toto assessori, c’è chi minaccia scossoni importanti, ovvero si teme la mancata approvazione dell’assestamento di bilancio che dovrebbe andare al voto il prossimo ottobre. Se la mossa sia legata esclusivamente a ragioni politiche è da capire. Per il momento proseguo i rumors, anche se nulla trapela sul duo femminile in ingresso cui starebbe pensando Di Girolamo e, tutto sommato, essendo solo indiscrezioni in parte volte solo a fare pressing sul  primo cittadino, resta in campo pure l’ipotesi di una semplice redistribuzione delle deleghe, riducendo la giunta di una sola unità.

Twitter @martarosati28

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