mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 13:58
19 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 17:47

Terni, indagine dei carabinieri sull’inceneritore di Maratta: fascicolo in procura e in Provincia

I militari del Noe hanno rilevato violazioni al Testo unico ambientale e depositato prescrizioni. Comitato No Inc: «Regione, Comune e Asl non concedano l'Aia»

Terni, indagine dei carabinieri sull’inceneritore di Maratta: fascicolo in procura e in Provincia
L'impianto ex Printer

Violazioni al Testo unico ambientale e raffica di prescrizioni amministrative. Sarebbe questo l’esito dell’indagine che per oltre due mesi i carabinieri del Noe (nucleo operativo ecologico) hanno compiuto all’interno dell’inceneritore Terni biomassa della Tozzi Holding anche con l’ausilio di esperti dell’Arpa.

Indagine del Noe sull’inceneritore di Maratta Il fascicolo per la parte penale è già negli uffici della procura della Repubblica di Terni, mentre a Palazzo Bazzani sarebbe stato recapitato un altro faldone. La notizia è riportata dal quotidiano Il Messaggero. In particolare sul fronte delle emissioni sarebbero state rilevate non conformità sui valori degli inquinanti, mentre irregolarità sarebbero state riscontrate anche nella gestione dei rifiuti. Alla magistratura il compito di vagliare l’esito degli accertamenti compiuti dagli uomini del capitano Francesco Motta e quindi avanzare eventuali contestazioni a carico dei responsabili dell’impianto di Maratta. Su un binario parallelo corre il procedimento amministrativo in mano alla Provincia di Terni che di fronte alle prescrizioni presentate dai militari dovrà valutare i provvedimenti conseguenti.

Le richieste del comitato No Inc Intanto a intervenire sulle indagini del Noe è il comitato No inceneritori che sposta il tiro sugli enti chiamati a esprimersi per il rilascio dell’autorizzazione unica ambientale: «Riteniamo che in vista della prossima conferenza dei servizi e alla luce delle violazioni e degli incidenti accaduti in questi mesi passati, degli sforamenti alle emissioni generate da questi, la Regione anziché attendere il giudizio del tribunale, si assuma la responsabilità di rigettare l’istanza presentata dalla Terni Biomassa per l’ottenimento dell’autorizzazione integrata ambientale, il sindaco confermi il suo parere negativo depositato a settembre scorso, la Asl esca dal complice silenzio che abbiamo denunciato più volte, e così obbligare alla chiusura di un impianto inutile e dannoso».

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