mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 20:47
20 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 16:50

Terni, in Confindustria inizia l’era Urbani: «Continuità, creatività, conoscenza e collegialità»

Passaggio di consegne con il presidente uscente Neri davanti a istituzioni e autorità

Terni, in Confindustria inizia l’era Urbani: «Continuità, creatività, conoscenza e collegialità»

Quattro punti cardine: continuità, creatività, conoscenza e collegialità. Sono i temi che Giammarco Urbani, nuovo presidente della sezione ternana di Confindustria, metterà sul tavolo nella sua nuova esperienza come successore di Stefano Neri. Mercoledì nei saloni dell’hotel Garden la cerimonia per il passaggio di consegne davanti a tante autorità politiche e non.

Primo discorso «Nell’istituzione come nelle imprese – ha spiegato Urbani – c’è sempre una storia da salvaguardare, un valore da tutelare, un filo conduttore da seguire. Bisogna essere rispettosi di quanto è stato fatto da chi ci ha preceduto ed assumere la responsabilità di portarlo avanti senza stravolgerlo, ma aggiungendo valore. Quindi parallelismo tra quanto siamo abituati a fare nelle imprese e quanto occorre fare nell’associazione. Continuità intesa come attaccamento alle proprie radici indispensabile per andare avanti con intelligenza».

Creatività «L’ancoraggio ai valori e ai principi che hanno fatto grande la nostra trazione associativa non deve essere però una gabbia che ingessa i movimenti. La continuità deve andare di pari passo con la creatività, per declinare in termini nuovi le risposte alle esigenze mutevoli delle aziende associate e del territorio. Creatività che quindi vuol dire fare lanciare nuovi progetti, perseguire nuove priorità, trovare soluzioni originali ai temi tradizionali di Confindustria, in maniera tale da declinare localmente il nuovo profilo associativo proposto dal presidente Cesaretti ad Assisi nel 2015».

L’assemblea Presenti il vescovo di Terni Giuseppe Piemontese, il prefetto Angela Pagliuca, la presidente della Regione Catiuscia Marini, il sindaco di Terni Leopoldo Di girolamo, il sottosegretario all’Interno Gianpiero Bocci, il consigliere regionale Eros Brega e tanti altri esponenti anche delle forze armate e del mondo industriale e politico. «Un’azione efficace – ha proseguito Urbani – di rappresentanza degli interessi e di interlocuzione politica non può prescindere dalla conoscenza dettagliata della realtà su cui operiamo. La sezione di Terni rappresenta un territorio che ha le sue complessità, che debbono essere analizzate per coglierne la ricchezza. Definizioni troppo sbrigative di area di crisi, oppure di luogo di sole multinazionali o di sud dell’Umbria non rendono giustizia dei tanti volti della città multiforme in cui coesistono storie e prospettive non assimilabili a schemi standard. La forza associativa è proporzionale alla partecipazione, non si fonda solo sui dati relativi agli iscritti ed ai dipendenti ed al fatturato che questi esprimono, ma alla reale partecipazione alla vita di Confindustria. Il grande vantaggio competitivo di cui dispone l’organizzazione è di poter unire i protagonisti della vita economica della Sezione e di farne confluire le forze e le energie verso fini condivisi. Questo richiede partecipazione, intensa vita associativa, confronto continuo con la base. Principi che saranno applicati fin dalla definizione del programma di mandato, che deve essere sviluppato dal gruppo dirigente tenuto conto degli indirizzi che ad esso intende dare la presidenza».

Cavicchioli Sul nome nuovo di Confindustria interviene anche Andrea Cavicchioli, capogruppo del Pd a Palazzo Spada. «Il messaggio di fiducia del nuovo presidente per Terni città dell’avvenire rappresenta una sfida positiva che va raccolta dalle istituzioni e dalle varie articolazioni della città. Consapevoli delle criticità e dei problemi, ma anche delle potenzialità del nostro territorio dobbiamo aprire una nuova fase contraddistinta da impegno straordinario, ciascuno per il proprio ruolo, e da volontà concreta di collaborazione che, da subito, con Confindustria e con gli altri protagonisti delle dinamiche socio-economiche locali, si può misurare su banchi di prova quali il rilancio dell’Università e della ricerca a Terni per ricadute specifiche ed effettive nel contesto locale, l’utilizzazione dei fondi comunitari per obiettivi di sviluppo condivisi, un protagonismo progettuale e realizzativo per l’attuazione del percorso operativo relativo al provvedimento di riconoscimento di area di crisi complessa per Terni e Narni. L’amministrazione comunale dovrà accompagnare questi processi, di concerto con la Regione, con il protagonismo richiesto dalla complessità della situazione e dal nuovo scenario che si deve aprire, assicurando il massimo impegno per quanto di sua competenza e favorendo tutti gli apporti possibili ed il coinvolgimento dei soggetti preposti ed interessati».

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