venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 01:48
21 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 18:23

Terni, il sindaco sul caso Briccialdi: «Stop proroghe su personale». Ecco la lettera di Bisconti

Dopo la chiusura dell’istituto da parte del presidente il Comune punta ad una soluzione ponte. Venerdì convocata una riunione giunta-maggioranza. Interventi di Filipponi e Lega

Terni, il sindaco sul caso Briccialdi: «Stop proroghe su personale». Ecco la lettera di Bisconti
Palazzo Spada (foto Rosati)

di Massimo Colonna

Un accordo ponte che permetta all’istituto di riaprire i battenti in attesa del protocollo definitivo che il Comune sta studiando. E’ questa la soluzione che Palazzo Spada intende mettere in campo per risolvere il caso Briccialdi, dopo che giovedì mattina il presidente dell’istituto Vincenzo Bisconti ha chiuso le porte dopo il mancato accordo in giunta sulla proroga dell’intesa con il Comune. Ma le questioni aperte restano ancora diverse: il sindaco stesso ha stoppato proroghe per quanto riguarda il personale, mentre si attendono novità al Senato dove a breve potrebbero esserci svolte per la statizzazione dell’ente musicale. Che di certo risolverebbe gran parte dei problemi organizzativi. Intanto venerdì sera è stata convocata una riunione tra la giunta e la maggioranza di Palazzo Spada con al secondo punto dell’ordine del giorno proprio il nodo Briccialdi.

Armillei contrariato Un accordo provvisorio che permetta di far riaprire l’istituto è la soluzione che subito è iniziata a circolare a Palazzo Spada non appena si è appresa la notizia della chiusura dell’istituto da parte del presidente. Al progetto hanno subito messo mano i tecnici dell’assessore alla Cultura Giorgio Armillei, in queste ore descritto come piuttosto contrariato per via della spaccatura in giunta sulla sua proposta di delibera su cui l’esecutivo si è diviso nella riunione di mercoledì mattina.

Soluzione ponte Nel primo pomeriggio di giovedì poi ecco la presa di posizione ufficiale del primo cittadino, che ha aperto a soluzioni tampone, ha fatto il punto sul lavoro istituzionale in attesa del rinnovo dell’accordo e ha anche detto basta a proroghe per la questione del personale. Con la mancata intesa in giunta infatti cinque dipendenti comunali in servizio al Briccialdi sono di fatto rientrati a lavorare a Palazzo Spada. «Francamente ritengo  che la chiusura delle porte dell’Istituto Briccialdi  – dichiara il sindaco Di Girolamo – possa essere rapidamente superata. In attesa del protocollo che sarà posto alla valutazione del consiglio comunale, stiamo valutando un provvedimento amministrativo che gestisca nel migliore dei modi questa fase transitoria consentendo la permanenza dell’Istituto nell’immobile comunale  e il proseguo delle attività. Le porte chiuse non si coniugano con il lavoro che Palazzo Spada sta portando avanti da mesi per la salvaguardia e la valorizzazione di questo rilevante istituto di formazione superiore».

Fondazione Carit «Questa amministrazione – prosegue il sindaco – da tempo è impegnata alla ricerca di una soluzione che non può essere quella di far ricadere i costi del Briccialdi sul solo Comune. Lavoriamo per un coinvolgimento del ministero, della Regione, della Fondazione Carit e di ogni altro soggetto pubblico o privato che possa essere utile alla causa. In questa fase, in merito al personale distaccato, la giunta non poteva che prendere la decisione di evitare ulteriori proroghe, per scongiurare situazioni amministrativamente e contabilmente sanzionabili».

I conti che non tornano Tra i punti in discussione c’è anche quello del personale e dei costi. Le attuali condizioni sono: sistema del ‘comandato’ per i dipendenti, con un fondo comunale di un milione e 800mila euro annui e con il pagamento del costo del personale, cinque unità, per 175 mila euro annui. Una parte di questi soldi il Briccialdi è tenuto a rimborsarli al Comune stesso, anche se da questo passaggio al momento mancherebbero un milione e mezzo di euro circa. «Non è un mistero per nessuno che l’istituto ha un debito rilevante con il Comune – prosegue il sindaco – una situazione che ci mette in grande difficoltà non solo per gli aspetti finanziari ma anche per le responsabilità che derivano dall’amministrare le risorse pubbliche. Il ritorno in Comune del personale comandato non inficia l’attività gestionale dell’istituto che in queste ultime settimane ha proceduto in piena autonomia ad alcune assunzioni a tempo indeterminato. Per gli aspetti legati alla legittimazione della permanenza del Briccialdi, inoltre, si sta cercando una soluzione normativa. Fermo restando che la soluzione della vicenda può arrivare dal protocollo di intesa che prenda atto di tutte le situazioni in corso nonché dalle risposte alle richieste di collaborazione e sinergia».

La lettera Intanto spunta la lettera che il presidente dell’ente giovedì mattina ha spedito al sindaco prima di chiudere i portoni dell’istituto di via del Tribunale. «Signor sindaco, non posso astenermi nel manifestare stupore e stigmatizzare la gravità di una determinazione così assunta avverso un provvedimento che in nulla avrebbe modificato e certamente non avrebbe aggravato gli impegni finanziari già deliberati dalla giunta stessa e dal consiglio comunale. In altri termini, una deliberazione a costo zero per il Comune, che comporta, d’altra parte, costi e conseguenze di gravità inaudita per il conservatorio di Terni. Le comunico di avere decretato in data odierna la chiusura precauzionale dei locali in uso all’istituto. Sono a chiedere pertanto, ed in ossequio ai principi della continuità della azione amministrativa e del buon andamento della pubblica amministrazione, un immediato incontro per poter concordare e predisporre, ad ogni livello utile, i provvedimenti amministrativi necessari alla gestione urgente della incresciosa situazione generatasi onde gestire ed arginare il pregiudizio emergente».

Commissione e statizzazione Della vicenda Briccialdi si è occupato in prima persona anche Francesco Filipponi, consigliere del Partito democratico e presidente della seconda commissione consigliare. Filipponi punta ad una soluzione che possa sia garantire il proseguimento dell’attività, sia arrivare alla statizzazione dell’ente. Un percorso questo in discussioni in queste settimane in Senato. «Ritengo – spiega Filipponi – si possa agire con la massima urgenza per garantire la continuità amministrativa dell’istituto attraverso gli atti necessari, che si basino sulle disponibilità previste dal bilancio per l’annualità in corso, e sui paletti fissati dal consiglio comunale con l’atto di indirizzo della seconda commissione, contenuto nella delibera 194 del 20 aprile del 2015. Così facendo si potrebbe garantire l’attività dell’istituto e agevolare il provvedimento di statizzazione degli ex Istituti musicali pareggiati, su cui sta lavorando il Senato per l’inserimento nella legge delega».

La Lega Nord Sul caso interviene anche la Lega Nord tramite una nota di Emanuele Fiorini, consigliere regionale, e Federico Cini, rappresentante ternano. «Ecco un altro pezzo di storia della città che rischia di scomparire, vittima di una incapacità gestionale dell’attuale amministrazione che tocca ogni aspetto della vita di Terni, dal lavoro alla sicurezza, fino alla cura delle strade, del verde, la sanità, le questioni sociali e in ultima, appunto, la cultura. Terni rischia di spegnersi lentamente, al contrario di quanto sostiene un confuso Di Girolamo che forse non è mai uscito dal suo palazzo per farsi un giro in città. Basta recarsi a piazza Tacito per vedere una enorme scatola al posto di quella che un tempo era la fontana simbolo di Terni. Basta passare per corso Vecchio e fermarsi di fronte al teatro Verdi chiuso. Basta transitare per le vie deserte del Caos o uscire la sera in centro e trovare le strade affollate solo nei luoghi della movida, ma completamente vuote di eventi in grado di attirare persone da fuori o, semplicemente, i ternani stessi. Come Lega Nord non possiamo accettare l’ennesimo attacco mirato alla cultura. Il requiem per il Briccialdi è quello che tutti vorremmo evitare. Il requiem per la giunta Di Girolamo è quello che tutti ci aspettiamo».

@tulhaidetto

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