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19 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 11:18

Terni, il segretario convoca i dirigenti su pre Fornero: 50 dipendenti papabili, ecco i requisiti

Palazzo Spada fa i conti: molti lavoratori svantaggiati. La Uil: «Si taglino gli sprechi»

Terni, il segretario convoca i dirigenti su pre Fornero: 50 dipendenti papabili, ecco i requisiti
Palazzo Spada (foto Rosati)

di Massimo Colonna

Una lista con 50 nomi di dipendenti comunali che potenzialmente rientrano nella pre Fornero. E’ quella che gira a Palazzo Spada dopo la riunione tecnica convocata direttamente dal segretario generale di Palazzo Spada Giuseppe Aronica con i dirigenti proprio sul tema pensionamenti. Tema caldo in questi giorni e su cui anche la giunta Di Girolamo si è riunita: fermo restando le divisioni, al momento l’indicazione che va per la maggiore è quella di diminuire il più possibile il numero dei dipendenti coinvolti, in particolare quelli che perderebbero di più a livello economico. Sul caso interviene anche la Uil Funzione pubblica: «Invece di risparmiare sul personale si tagli sugli sprechi».

La riunione Cinquanta nomi di lavoratori comunali dunque sono potenzialmente dentro alla questione pre Fornero. I criteri individuati per definire questa categoria sono l’età minima di 61 anni e tre mesi e un’età di servizio di almeno 35 anni, con le procedure che devono essere avviate entro il 31 dicembre 2016. Su come applicare la norma al momento girano diverse interpretazioni: l’assessore al Bilancio Vittorio Piacenti D’Ubaldi durante l’ultimo consiglio comunale ha annunciato la sua apertura all’applicazione, anche in vista di possibili nuove assunzioni nel 2017.

Le divisioni Dall’altra parte ci sarebbero gli assessori Stefano Bucari e Emilio Giacchetti, contrari alla norma. Poi c’è chi dice che nel caso di applicazione dovrà essere rivisto il modello organizzativo, soluzione questa che sarebbe mal vista dall’assessore al Personale Cristhia Falchetti Ballerani, dall’altro invece che al massimo potrebbero essere necessari accorpamenti di direzione. Dopo gli ultimi conteggi effettuati anche con l’aiuto del dirigente al settore Personale Francesco Saverio Vista, ecco che l’indicazione su cui in queste ore Palazzo Spada starebbe facendo un pensiero è quella di limitare gli svantaggi per quei molti dipendenti che perderebbero a livello economico dal prepensionamento. Per questo si sta pensando ad una forte scrematura delle posizioni, puntando eventualmente sui casi più vicini alla ordinaria pensione.

La Uil attacca Intanto sulla vicenda attacca la Uil Funzione pubblica, tramite una nota. «È sbagliato pensare che la questione sia un problema che riguardi solo i lavoratori direttamente interessati, mentre invece coinvolge fortemente tutti i lavoratori del Comune e più in generale l’intera città. Presuppone infatti che in Comune ci siano troppi dipendenti rispetto alle esigenze. Dunque il problema politico, prima ancora che i prepensionamenti, ossia una riduzione reale dei posti di lavoro e della capacità futura di assunzioni. Significa anche meno personale per mandare avanti i servizi e quindi un loro scadimento».

Le motivazioni La Uil si concentra poi sui motivi che hanno portato alla manovra. «Questa operazione – si legge nella nota – non nasce da una verifica reale dei bisogni e delle necessità ma dal dover risparmiare facendo ricadere ancora una volta le responsabilità per le cattive gestioni del passato sul personale e sui servizi».

Twitter @tulhaidetto

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