sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 03:30
4 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 19:14

Terni, il Riesame rivede l’operazione ‘Cavallo di Troia’: annullati i domiciliari a due arrestati

Ordinanza del tribunale della Libertà dopo che il gip aveva già attenuato le misure

Terni, il Riesame rivede l’operazione ‘Cavallo di Troia’: annullati i domiciliari a due arrestati

di Massimo Colonna

Niente più domiciliari per due dei nove arrestati nell’ambito dell’operazione ‘Cavallo di Troia’. E’ questa la decisione presa dai giudici del tribunale del Riesame che hanno analizzato la richiesta presentata dall’avvocato difensore dei due, il legale Massimo Proietti. Giovedì mattina la notifica della decisione che dunque annulla ogni tipo di misura cautelare ai danni di due protagonisti della vicenda.

L’ordinanza Nella mattinata di giovedì dunque il tribunale del Riesame ha preso posizione in merito alla istanza presentata dall’avvocato Proietti, il quale aveva già annunciato questa mossa nell’ambito della decisione del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Terni Maurizio Santoloci. In quella circostanza, con il gip che aveva stabilito l’uscita dal carcere per tutti e nove gli arresti (sette arresti erano stati eseguiti mentre due sono latitanti all’estero) e l’introduzione dei domiciliari, lo stesso avvocato aveva infatti annunciato il ricorso ai giudici di Perugia perché riteneva infondata l’ordinanza di arresto.

Carenza di motivazioni Una ipotesi che ha trovato spazio al Riesame, visto che nelle motivazioni si legge che le misure dei domiciliari sono state revocate in quanto sussiste una «carenza di motivazioni». Sabato invece verrà discussa la stessa istanza dell’avvocato Proietti per quanto riguarda un altro degli arrestati, al momento trattenuto nel carcere di Poggio Reale, mentre lo stesso procedimento è stato anche avviato per uno dei latitanti.

La vicenda L’operazione ‘Cavallo di Troia’ è stata messa a segno dagli agenti della sezione antidroga della squadra mobile della questura di Terni, coordinati dal vice questore aggiunto Alfredo Luzi, tramite il lavoro coordinato dal sostituto procuratore della Repubblica Elisabetta Massini. L’accusa mossa nei confronti delle nove persone finite agli arresti era quella di aver messo in piedi un giro di spaccio che si era trasformato in un franchising criminale, con sostanze stupefacenti pronte ad essere rivendute nel mercato ternano.

@tulhaidetto  

©Riproduzione riservata

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