venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 00:03
19 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 17:29

Terni, il realismo socialista rivisto da Kulakov a palazzo Primavera: ecco ‘Il cosmo nel gesto’

Umbria seconda patria del pittore russo: cinquanta opere esposte e un documentario

Terni, il realismo socialista rivisto da Kulakov a palazzo Primavera: ecco ‘Il cosmo nel gesto’

di Marta Rosati

La tradizione russa, colta e popolare vivrà dal 24 settembre al 16 ottobre nelle stanze di palazzo Primavera a Terni attraverso l’arte di Mikhail Kulakov, il pittore moscovita morto un anno e mezzo fa e legato al Cuore verde d’Italia perché è proprio in Umbria che ha trascorso metà della sua vita creativa a partire dal 1976. A rendergli omaggio il Centro studi ‘Giancarlo De Caro’ in collaborazione con l’associazione ‘Cavour art’.

L’arte La mostra intitolata ‘Il cosmo nel gesto’, che bene descrive l’astrazione di quel Realismo socialista al quale Kulakov si ribellò, ha ottenuto il patrocinio dell’ambasciata della federazione russa in Italia, della Regione Umbria e del Comune di Terni. Si tratta di una monografica, l’esposizione dunque è interamente dedicata alla figura di Kulakov, rappresentante di spicco dell’avanguardia sovietica del dopoguerra. Il professor Paolo Chicchini, curatore della mostra e autore di un testo critico dedicato, in un’intervista parla dell’artista russo mettendo in evidenza l’influenza tanto di Pollok e Tobey quanto della cultura della psicanalisi nella sua produzione: «In Kulakov – dice  – il gesto è temperato da una vigilanza particolare, l’artista domina il movimento sulla tela».

Mikhail Kulakov Il percorso espositivo, accompagnato dalla proiezione di un documentario realizzato dall’associazione ‘L’Albatros’ e composto da 50 opere di grandi dimensioni in gran parte inedite e tutte realizzate dagli anni Sessanta alla morte dell’artista (2015), vuole essere una sorta di tributo all’Umbria. Attraverso le opere selezionate è possibile ripercorrere il modo nuovo e originale con cui Koulakov ha rielaborato le esperienze precedenti e la tradizione russa nel linguaggio pittorico innovativo e dirompente che lo caratterizza, in un dialogo con le proprie radici che si fa più forte e profondo man mano che la dimensione dell’immaginario dell’artista si allarga incontrando sempre nuovi orizzonti da abbracciare e superare nell’incessante dialettica della creazione artistica.

@martarosati28

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