mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 17:23
9 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 19:17

Terni, il piano di contrasto a calabroni e vespe non funziona: la denuncia della Cgil

Il sindacato dei vigili del fuoco: «Risorse stanziate ma ancora non utilizzate»

Terni, il piano di contrasto a calabroni e vespe non funziona: la denuncia della Cgil
Un mezzo dei vigili del fuoco (foto F.Troccoli)

Non funziona al meglio il servizio dei vigili del fuoco per fronteggiare la diffusione degli imenotteri aculeati, ossia api, vespe e calabroni. La denuncia arriva direttamente dal coordinatore provinciale della Cgil dei vigili del fuoco Marco Malatesta.

La nuova convenzione «La Regione – si legge in una nota – a luglio ha rinnovato una specifica convenzione con i vigili del fuoco per fronteggiare questo fenomeno. Ma a Terni qualcosa non funziona, in quanto le risorse a disposizione non sono ancora state utilizzate, malgrado, per ben due volte, la prima alla fine del mese di luglio e la seconda il 2 agosto, sia stata sollecitato l’attivazione delle squadre da parte delle organizzazioni sindacali».

Servizio per i cittadini Secondo i rappresentanti dei lavoratori la situazione si è fatta sempre più complicata anche perché nel frattempo le richieste dei cittadini sono aumentate. «In questa situazione il personale ordinariamente presente – prosegue la nota – ben al di sotto non soltanto della pianta organica, ma addirittura dei minimi previsti dal comando stesso, non riesce a fare fronte a tutte le richieste della popolazione che, pertanto, potrebbe avere un servizio molto più rapido, mentre per una decisione, secondo noi discutibile, è costretta ad aspettare. La decisione, presa dal comando il 25 luglio di attivare la squadra specifica il 16 agosto, senza tenere conto dell’aumentare nel frattempo delle richieste dei cittadini, dimostra tutta la difficoltà di trasformare una buona iniziativa in fatti concreti, mentre, il personale operativo, malgrado le difficoltà, ha sopperito per quanto possibile alle carenze, dando priorità innanzitutto, alle urgenze. La nostra non è una rivendicazione di parte, ma la volontà di poter svolgere al meglio il servizio di soccorso, sempre più richiesto dai cittadini».

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