martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 02:11
12 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 21:20

Terni, il futuro delle partecipate secondo Piacenti D’Ubaldi: «Sulle farmacie nessuna svendita»

Replica alla Cgil che si è detta contraria alla privatizzazione. L’assessore: «I tempi sono cambiati, il Comune deve decidere velocemente dopo il confronto con le parti sociali»

Terni, il futuro delle partecipate secondo Piacenti D’Ubaldi: «Sulle farmacie nessuna svendita»

di Massimo Colonna

«Non ci sarà alcuna svendita delle farmacie comunali. Il piano industriale approvato dal consiglio prevede la vendita di due o tre farmacie, quelle con minore capacità reddituale. L’ipotesi di cessione di quote di maggioranza trova il mio assenso: ritengo non più strategico il controllo pubblico in un settore dove le attività private offrono prodotti e servizi alle stesse condizioni del pubblico e perché questo percorso aiuterebbe a riequilibrare la struttura finanziaria del Comune. Su questo tema l’amministrazione deve decidere velocemente». A fare il punto a Palazzo Spada sul futuro delle partecipate è l’assessore al Bilancio Vittorio Piacenti D’Ubaldi.

L’attacco Cgil Lo spunto è l’attacco lanciato dalla Cgil di Terni che nei giorni scorsi, tramite il segretario Attilio Romanelli, ha chiesto maggiore partecipazione e ha parlato del profilo pubblico dell’azienda come «garanzia di accessibilità e di contenimento dei costi a vantaggio soprattutto delle fasce più deboli», dichiarandosi poi «fermamente contrari ad ipotesi di privatizzazione o a forme confuse di gestione non pubblica dell’Afm». «Il segretario Romanelli – spiega D’Ubaldi – ha posto correttamente un problema di metodo e cioè che le scelte dell’amministrazione comunale siano frutto di una partecipazione reale con la città e anche con le parti sociali. E’ quello che stiamo facendo: entro luglio presenteremo in consiglio il Dup (Documento Unico di Programmazione, ndr) su cui apriremo un’ampia discussione con tutti».

Retrogusto ideologico Il nodo, secondo l’assessore, sono i contenuti esposti da Romanelli. «Non condivido l’idea che ha un retrogusto ideologico, che solo mantenendo un debordante intervento pubblico anche a livello locale si possano meglio difendere le fasce più deboli. Alcune ricette del passato non sono più ripetibili. Il Comune – prosegue l’assessore – deve tornare ad essere utile al cittadino soprattutto per i servizi essenziali e scrollarsi di dosso tutte quelle attività che possono essere meglio gestite da privati. La Cgil non dice quali sono le ricette per fare uscire il Comune dalla crisi».

Confronto sulle mense Secondo l’assessore Piacenti si deve proseguire sulla strada del confronto già aperta per il capitolo mense scolastiche. «Tutte le organizzazioni sindacali hanno condiviso il percorso sulla riorganizzazione delle mense che ha coniugato qualità e risparmi di spesa, la nuova gara supererà un sistema dove la frammentazione e l’appesantimento dei servizi esternalizzati in questi ultimi anni aveva provocato sprechi e diseconomie. Questo modello lo vogliamo riprodurre anche per la riforma dei Sec (i Servizi Educativi Comunali, ndr) che presenteremo nei prossimi giorni».

Tempi stretti «Oggi il Comune di Terni – conclude l’assessore – si trova esattamente in questa situazione: non possiamo permetterci di non decidere o di prendere decisioni a metà, le scelte devono essere strutturali, chiare e decise e per questo ci vuole un’ampia partecipazione e condivisione di tutti i soggetti in campo, comprese le organizzazioni sindacali».

Le altre partecipate Il responsabile delle aziende controllate da Palazzo Spada fa poi il punto sulle altre municipalizzate. «Nell’ultimo anno abbiamo deciso il mantenimento delle sole partecipazioni in Asm Spa, TerniReti Srl e FarmacieTerni Srl. Tutto il resto è stato dismesso o messo in liquidazione. Questo processo di radicale razionalizzazione è stato portato avanti difendendo i livelli occupazionali e ciò non era pur nulla scontato. Le scelte che in questo settore l’attuale amministrazione ha assunto, forse potevano essere fatte nel passato con conseguenze meno dolorose. Sulle partecipate il Comune ha poi riacquistato il ruolo che gli spetta e che nel passato aveva forse un po’ dimenticato. Il socio ha il diritto di fissare le strategie e pretendere che esse vengano attuate nel rispetto dei tempi assegnati, con trasparenza e conformemente alle norme e alle regole. Alcuni attuali amministratori non devono vedere l’attivismo del Comune nelle sue varie articolazioni come un’ingerenza perché questo è il ruolo che spetta al socio in qualsiasi azienda pubblica o privata».

Il Briccialdi «Stessa cosa dicasi per il Briccialdi per il quale va ricordato che la formazione secondaria non è tra i compiti fondamentali del Comune e lo sforzo che questa amministrazione ha fatto anche nel 2016 è assolutamente eccezionale. Sono altri livelli istituzionali che si devono far carico delle loro responsabilità per difendere questa eccellenza cittadina. Parliamo delle scelte strategiche sulle società partecipate. La Cgil vuole evitare la svendita delle farmacie comunali. Non ci sarà alcuna svendita delle farmacie comunali, ma alcune decisioni sono già state assunte e vanno realizzate velocemente. In particolare sulle farmacie il piano industriale approvato dal consiglio nel 2015 prevede la vendita di due o tre farmacie, di quelle con minore capacità reddituale. L’ipotesi di cessione di quote di maggioranza della società trova il mio assenso in quanto ritengo non più strategico il controllo pubblico in un settore dove le attività private offrono prodotti e servizi alle stesse condizioni offerte dal pubblico e perché la cessione di Farmacie Terni aiuterebbe non poco a riequilibrare la struttura finanziaria del Comune e a dirottare risorse verso i veri settori fondamentali».

Twitter @tulhaidetto

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