mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 08:49
26 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 18:23

Terni, il Comune esce dall’Interporto di Orte: «Ormai è un contenitore vuoto»

La giunta punta a riprendersi seimila azioni pari al 9.39% delle quote della società

Terni, il Comune esce dall’Interporto di Orte: «Ormai è un contenitore vuoto»

di Massimo Colonna

Il piano di razionalizzazione delle partecipate comunali prevede anche l’uscita di Palazzo Spada dalla società Interporto Centro Italia di Orte. Così la giunta accelera in questa direzione approvando una delibera con cui presenterà la prospettiva al consiglio comunale per il voto definitivo. Il Comune detiene al momento il 9.39 per cento delle quote ma, visto che i piani di sviluppo della società laziale andrebbero in contrasto con quelli della Piattaforma logistica Terni-Narni, ecco che l’assessore al Bilancio Vittorio Piacenti D’Ubaldi ha messo in cantiere la liquidazione delle quote comunali.

Il documento A definire il quadro è la delibera numero 118 in cui si spiega come «il Comune di Terni detiene una quota di partecipazione in Interporto Centro Italia Orte del 9.39 per cento». Lo statuto della società prevede «la realizzazione e la gestione di interporti, centri intermodali consistenti in sistemi unitari di opere e servizi principali, accessori e complementari, finalizzati al criterio dell’integrazione dei vari modi di trasporto». Dunque la creazione di strutture e servizi che possano facilitare lo scambio di merci e persone tra diversi vettori.

Il cambio societario Ma c’è stato un passaggio che di fatto ha convinto i tecnici comunali a cambiare strategia e ad uscire di scena. Nel 2011 la partecipata ha costituito infatti una società separata denominata ‘Interporto Orte Srl’, al 100 per cento della stessa Interporto Centro Italia Orte. «Tale circostanza – scrive il Comune – porta a ravvisare un depauperamento delle funzioni di Interporto Centro Italia Orte Spa nonché l’impossibilità di esercitare il potere dovere di vigilanza e controllo sulla gestione dei servizi con inevitabili ripercussioni sugli ineludibili equilibri di bilancio dei soci».

Cosa cambia Nel piano di razionalizzazione comunale deliberato dal consiglio il 26 marzo 2015 per la società Interporto stabilisce che «la partecipazione è detenibile ma, in considerazione di quanto prevede la legge di stabilità 2015 che tra i criteri di detenibilità della partecipazione esclude la sovrapposizione di attività tra più società partecipate, andrà valutata d’intesa con la Regione con la realizzanda piattaforma logistica di Terni e Narni». Per questo motivo «il Comune – si legge nella delibera – non ritiene di mantenere la propria partecipazione nella menzionata società, ormai contenitore vuoto in quanto non più strategica». Il documento ora passa al consiglio comunale per il voto.

Twitter @tulhaidetto

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