lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 00:31
29 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 15:41

Terni, il Comitato permanente al lavoro sul Briccialdi: un nuovo piano entro quindici giorni

Individuate le priorità: piano di sviluppo dell’istituto, accordi economici e la sistemazione del personale comandato. Intanto arriva un decreto ministeriale in vista della statizzazione

Terni, il Comitato permanente al lavoro sul Briccialdi: un nuovo piano entro quindici giorni

di Massimo Colonna

Prima riunione del Comitato permanente di coordinamento dopo la chiusura del Briccialdi. I tecnici del Comune e dell’istituto hanno avviato un lavoro che entro i prossimi quindici giorni dovrà portare alla raccolta di atti e documenti condivisi in vista della stesura della nuova convenzione. Individuate le tre priorità: il piano di sviluppo del Briccialdi, la definizione degli accordi economici con Palazzo Spada, la questione del personale comandato. Il tutto con l’obiettivo di far riaprire il prima possibile le porte all’istituto, chiuso il 21 luglio scorso dal presidente Vincenzo Bisconti dopo che nell’ultima riunione di giunta non si era trovato un accordo per arrivare al prolungamento della convenzione.

Al tavolo E dunque ecco che lunedì mattina il Comitato, organismo istituito da una delibera dell’esecutivo nel marzo 2015, si è messo al lavoro per cercare di stringere i tempi. Al tavolo il sindaco Leopoldo Di Girolamo, il vicesindaco Francesca Malafoglia, poi dirigenti e tecnici dell’amministrazione comunale e rappresentanti dell’istituto. Definito il quadro entro cui si muoverà il Comitato: serve infatti un progetto condiviso su cui far poggiare la nuova convenzione.

Chi fa cosa I tecnici dunque lavoreranno alla messa a disposizione di atti e documenti, sia sul versante Comune che su quello Briccialdi, per poter così definire le condizioni del nuovo documento che sancirà i rapporti tra le due parti. Sono tre in particolare le questioni più impellenti: individuare un piano di sviluppo per il Briccialdi, ridefinire il quadro finanziario tra Palazzo Spada e istituto, chiarire la questione del personale. Per quanto riguarda il primo punto sarà pensiero dei tecnici del conservatorio stilare un programma pluriennale che disegni il prossimo futuro delle attività, ovviamente in relazione alla situazione economica.

Questione di soldi La questione economica è invece quella più spinosa, perché da un lato il Comune negli ultimi tempi ha dovuto ridurre i finanziamenti, dall’altro il Briccialdi deve anche pensare ad un piano di rientro visto che, secondo gli accordi, deve restituire alle casse comunali una parte dei finanziamento che percepisce. Sul fronte del personale cinque dipendenti di Palazzo Spada, prestati al conservatorio, al momento sono rientrate in Comune in attesa che la loro posizione venga chiarita.

Il nuovo decreto Tutta questa situazione si sta creando con la speranza che nel frattempo si muova qualcosa nelle stanze del governo, dove si sta studiando la questione della statizzazione. Diventasse statale il Briccialdi risolverebbe gran parte dei suoi problemi, primo tra tutti quello della dipendenza economica da Palazzo Spada. Su questo fronte la novità più recente è la firma del decreto ministeriale numero 633 dell’8 agosto scorso, che fissa i «Criteri di ripartizione delle risorse destinate agli Istituti superiori di studi musicali non statali per l’anno 2016». Nel documento vengono chiariti i parametri, tutti molto tecnici, che definiranno gli stanziamenti per il prossimo anno accademico. Ma la vera partita è quella della statizzazione, su cui ancora si aspettano novità di rilievo da Roma.

@tulhaidetto  

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