domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 17:40
3 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 18:39

Terni, guerra su servizi educativi anche ai tavoli partecipativi: tra Comune e Cosec nessuna tregua

Chiusura programmata di alcune scuole d’infanzia, la Cgil teme per i futuro delle educatrici e chiede di incontrare il sindaco. Il M5s: «Fermate tutto»

Terni, guerra su servizi educativi anche ai tavoli partecipativi: tra Comune e Cosec nessuna tregua
Foto archivio

«Campitello chiude da subito, Grillo Parlante a settembre 2017 e Trebisonda sarà statalizzata ma per queste due c’è il forse, chiuderà la statale di Maratta a patto che la chiusura di Campitello non faccia aumentare gli iscritti. Il Cosec dice no». Il comitato servizi educativi comunali non apprezza affatto il piano riorganizzativo delle scuole comunali illustrato dall’amministrazione martedì pomeriggio a palazzo Gazzoli e trova la sponda del Movimento cinque stelle: «Lasciamo tutto invariato almeno per questo anno». Le scelte preannunciate potrebbero avere ricadute sui livelli occupazionali e la Cgil è già con le antenne dritte: «Chiesto incontro al sindaco».

Cosec «Incrementeranno i nidi per far fronte ai nuovi bisogni della famiglie – raccontano genitori, lavoratori e in generale rappresentanti Sec –  ma non sappiamo come, dicono s’incrementerà l’occupazione a tempo indeterminato per le educatrici, ma se non c’è un piano di implementazione dei nidi di che parliamo? L’amministrazione dice inoltre di voler sostituire le fasce Isee con una tariffa progressiva personalizzata per le rette dell’asilo nido  ma a noi risulta che l’Isee è obbligatoria. Ci è stato inoltre riferito che a breve la giunta delibererà e informerà di conseguenza le famiglie sui plessi destinati a chiusura. Ma se poi il consiglio la boccia?»

Servizi educativi Punto per punto il Cosec smonta le dichiarazioni giunte da Palazzo Spada (che sul sito istituzionale dell’ente riporta il piano) e torna alla carica con le proposte:  mantenere l’attuale status per il prossimo anno; lavorare da settembre a dicembre per verificare la possibilità di sviluppare percorsi 0 – 6 anni; istituzione della Consulta per i servizi educativi comunali con le 50 diffide depositate. «Andiamo avanti, sempre restando in attesa della bozza del capitolato sulla refezione scolastica, classificato urgentissimo a febbraio dall’amministrazione da pubblicare entro giugno e oggi declassato a data da destinarsi».

«Rimane incerto anche il futuro delle dipendenti comunali – tuonano dalla Cgil-Fp – insegnanti, educatrici e addette ai servizi generali alla data del 3 agosto 2016 non sanno ancora come e dove saranno collocate a settembre, la mobilità produrrà la perdita del posto di lavoro del personale delle cooperative sociali che collabora a vario titolo con il personale del Comune. Per la Cgil è assolutamente inaccettabile che proposte di riorganizzazione di attività di welfare gestite dal Comune (refezione, trasporti, Sec, servizi sociali) possano determinare perdite di posti di lavoro o diminuzione dei servizi, come è inaccettabile che esigenze di contrazione di bilancio possano ricadere su soggetti deboli, siano essi lavoratori della Cooperazione, anziani, disagiati o cittadini diversamente abili».

Comune di Terni Angelica Trenta del M5s cavalca l’onda: «I tavoli partecipativi sono solo fumo negli occhi, dopo mesi di caotico tergiversare e di mancanza di trasparenza, il sindaco Di Girolamo esce allo scoperto. La decisione di chiudere fin da subito la scuola di Campitello, procedendo poi negli anni a venire ad altre chiusure delle storiche scuole comunali dell’infanzia sta a dimostrare che il famigerato tavolo partecipato, le commissioni e le audizioni svolte, altro non sono stati che fumo negli occhi, un mero diversivo, pagato con i soldi dei cittadini (4 mila euro), usato per tenere buoni coloro i quali avevano tenacemente creduto in una possibile interlocuzione democratica, in un percorso partecipato, costruttivo e concreto».

M5s La richiesta dei Cinque stelle è di rimandare qualsivoglia decisione di chiusura per questo anno scolastico; di assumere il personale mancante nelle scuole dell’infanzia che gravano in condizione di sotto-organico perenne e di prendere in considerazione le proposte uscite dal tavolo «e messe nero su bianco in un atto depositato in seconda commissione».

 

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