lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 02:13
21 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 16:05

Terni, fiamme nella palazzina comunale dismessa: distrutti diversi documenti

Intervento dei vigili del fuoco alla ex Dicat vicino all’obelisco di Pomodoro

Terni, fiamme nella palazzina comunale dismessa: distrutti diversi documenti
L'incendio all'ex DIcat

MULTIMEDIA

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Sono in corso indagini da parte dei vigili del fuoco di terni per ricostruire la dinamica che ha portato all’incendio della palazzina ex Dicat, lunedì sera, in centro a Terni vicino all’obelisco di Arnaldo Pomodoro in fondo a corso del Popolo. Le fiamme hanno avvolto la struttura danneggiando anche decine e decine di documenti comunali che erano stati accatastati proprio in quelle sale.

Fiamme all’ex Dicat: fotogallery

L’incendio Ancora da capire le cause dell’incendio: sul posto sono intervenuti anche gli agenti della squadra volante della questura di Terni. La palazzina è disabitata e recintata, anche se non sarebbe così complicato riuscire ad introdursi nei locali visto lo stato della stessa recinzione in alcuni punti.

L’assessore ai lavori pubblici Stefano Bucari si è recato sul luogo dell’incendio quando le squadre dei vigili del fuoco stavano ancora operando all’interno della palazzina: «C’era molto fumo e non era semplice capire cosa effettivamente stesse bruciando – dichiara a Umbria 24 -Al momento possiamo dire che il rogo ha ineressato una sola stanza però la struttura non è ancora accessibile, perché dichiarata comunque pericolosa dai vvf, visto il calore sprigionatosi. Non sappiamo cosa effettivamente sia andato distrutto, lì sono custoditi documenti d’archivio di diversa natura, non relativi ad un settore specifico piuttosto che un altro, quindi servirà capire cosa fosse conservato in quello spazio specifico ma al momento non è possibile accedere alla palazzina. Pare – ha aggiunto – che l’ncendio sia di natura dolosa ma per ora sono solo ipotesi, attendiamo i verbali».

L’intervento Quando sono arrivati i vigili del fuoco hanno subito pensato a mettere in sicurezza la zona, anche se diversi documenti sono andati danneggiati. Non si registrano danni alle persone anche se la palazzina, da una prima ricostruzione, pare abbia subito danni notevoli e la cosa non è di poco conto perché l’immobile è stato inserito nel piano delle alienazioni recentemente approvato attraverso il voto alla nota di aggiornamento del Dup e al bilancio di previsione 2016 e pare anche fosse una delle papabili strutture da cedere alla Corso del Popolo Spa a copertura almeno parziale di quanto il Comune deve alla società, come emerso dalla relazione della quarta commissione consiliare.

Le cause Restano da capire le cause del rogo: se ad appiccarlo sia stato qualcuno che si è introdotto nei locali, oppure se si sia trattato di una fatalità. Fatto sta che il caso non finirà qui nemmeno a livello politico. «Provo vergogna e schifo – scrive Thomas De Luca, consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle – Montagne di documenti, molti dei quali unici, accatastati incustoditi senza ritegno. Penso ai pochi documenti che sono riuscito a prendere pochi giorni fa, nascosti fra cataste di scatoloni, riguardanti la costituzione della Sii».

©Riproduzione riservata

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