mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 20:47
7 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 12:51

Terni Festival, la sfida della rigenerazione urbana: tra case sugli alberi e spettatori a letto con gli attori

Trenta appuntamenti dal 16 al 25 settembre: «Evento di avanguardia, vogliamo coinvolgere di più la città». Show anche a Carsulae e al Circolo della Scherma

Terni Festival, la sfida della rigenerazione urbana: tra case sugli alberi e spettatori a letto con gli attori

di Massimo Colonna

«La rigenerazione urbana non è solo decoro urbano, ma anche e soprattutto cultura, evoluzione degli spazi». Prende spunto da questa riflessione dell’assessore alla Cultura del Comune di Terni Giorgio Armillei la presentazione dell’11esima edizione del Terni Festival. Un evento che proprio di una diversa occupazione degli spazi tramite la cultura fa uno dei suoi punti forti. Basti pensare a dove saranno allestiti i vari spettacoli: a Carsulae, in via Angeloni, nel parco del Circolo della Scherma, nel quartiere San Lucio fino addirittura ai tigli del Caos, dove sono in allestimento le cinque casette che fanno parte del progetto Foresta, già presentato nelle scorse settimane. Non mancano dunque i temi a questo evento che andrà in scena dal 16 al 25 settembre.

Tre assi Alla conferenza stampa di presentazione dell’edizione 2016 erano presenti l’assessore regionale alla Cultura Fernanda Cecchini, il suo collega ternano Armillei, Linda Di Pietro, direttore del festival e Franco Ruggieri, direttore del Teatro Stabile dell’Umbria che quest’anno appoggia l’iniziativa. «L’offerta – ha spiegato la Di Pietro – si sviluppa  su tre assi: teatro, città e foresta. L’asse del teatro è dedicato a produzione e coproduzione, quello della città all’utilizzo dello spazio pubblico per l’arte e quello della foresta alla ricerca e al rapporto tra arte e rigenerazione urbana. Targato dunque Teatro Stabile dell’Umbria, organizzato in collaborazione con Indisciplinarte, sostenuto da Regione Umbria e Fondazione Carit e con il patrocinio del Comune di Terni, il festival si svilupperà al Caos tra gli spazi museali e il teatro Secci, poi a Carsulae, al Circolo della scherma, in via Angeloni e al quartiere San Lucio.

A letto con gli attori Per il tema del teatro il festival presenta ben sei tra produzioni e coproduzioni del Teatro Stabile, inserendo due proposte di nuova drammaturgia: Lucia Calamaro, con ‘La vita ferma’, e Livia Ferracchiati con l’anteprima di ‘Todi is a Small Center in The Heart of Italy’, due progetti nell’intersezione tra arte visiva e performativa (‘Tamam Shud’ di Alex Cecchetti e ‘The Forgetting of Air’ di Francesca Grilli) e due coproduzioni internazionali (‘No Longer Gagok – Room5’ del regista coreano Minhee Park e ‘Todo Lo Que Està a Mi Lado’ dell’argentino Fernando Rubio, in programma a Carsulae, in cui il tema del limite spaziale sarà analizzato con sette letti disposti in cui gli spettatori potranno sdraiarsi accanto a degli attori che reciteranno un brano.

Circo Ronaldo «La città – ha proseguito la direttrice del festival – resta in ogni caso il luogo d’eccellenza per i progetti più ambiziosi del Terni Festival, per sperimentare come la pratica artistica abbia influenza diretta e visibile sull’evoluzione cittadina. In particolare, la manifestazione prosegue nel delineare il proprio profilo di festival che intreccia spazio pubblico e visione privata, luoghi deputati e spazi inconsueti, linguaggi sofisticati e dimensione pop. Molte sono le azioni site specific che abiteranno gli spazi della città, dalla caverna musicale del pianista e compositore austriaco Marino Formenti, che si esibirà con ‘Nowhere’ in via Angeloni, al circo contemporaneo deI belga ‘Circo Ronaldo’ nel parco del palazzetto della scherma, fino all’azione portata avanti nel quartiere San Lucio con ‘Hm/House Music’ dal collettivo milanese Strasse».

La foresta Il terzo asse, ‘Foresta’, sconfina nell’architettura con la relazione tra arte e rigenerazione urbana. Curato dall’artista Leonardo Delogu e da Indisciplinarte, attraverso una open call lanciata nello scorso maggio, Foresta ha previsto la realizzazione di cinque case sugli alberi installate sui tigli del viale d’accesso al Caos, per il primo esperimento assoluto in Italia di residenza artistica di questo genere.

I temi «L’edizione 2016 propone – ha spiegato la Cecchini – un progetto inedito e spericolatamente sperimentale incentrato sull’abitazione degli alberi. Una giuria nazionale e una giuria tecnica hanno selezionato cinque progetti di residenza in case sull’albero, che diventeranno già prima del Festival abitanti – residenti ciascuno di una casa su un albero in un intricato ecosistema che vuole configurarsi come una foresta di senso. Non riesco a non pensare al Barone rampante di Italo Calvino e a come la letteratura, a volte, immagina rovesciamenti di mondi per seguire l’esigenza di spostare l’angolo di osservazione usuale, in questo caso del Barone che cerca una via di fuga e di prospettiva e ora, in un ambito e un contesto diversi il Terni Festival che cerca negli alberi una foresta di senso». «Questo Festival – ha spiegato l’assessore Armillei – è più avanti rispetto alla città, nel senso che rappresenta una avanguardia. Questo è un fattore sicuramente positivo perché così si spinge il limite in avanti, si cerca di alzare l’asticella. Ma il rapporto tra Festival e città deve essere considerato sotto tre aspetti: cosa si intende per rigenerazione urbana, che non può essere solo decoro ma un ripensamento continuo della città anche tramite la cultura, poi l’idea che si ha della creazione di una rete, perché questo è un esempio virtuoso di rete in cui le diverse realtà si contaminano e non si uniscono solo per difendersi, come invece succede per altre realtà, e infine la collaborazione, perché le città che crescono in realtà sono quelle che seguono più una linea orizzontale e non verticale, dove non c’è un vertice che comanda e poi tutto il resto».

@tulhaidetto

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